RIM 2026-05-15 p2

mastersuono3,829 words

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un che può essere un'interferenza in radiofrequenza, che può essere un'interferenza c siamo pieni di interferenze, poi oggi come oggi con tutto avendo tutto che viaggia in radio, wireless eccetera, le interferenze possono tranquillamente capitare. Che succede secondo voi se il cavo capta un'interferenza? C'è la porta dietro. >> C'è la porta dietro. Quindi arriva sul cavo. Chiaramente arriva sia sul cavo, sia sul conduttore che porta il segnale, sia su quello che porta la massa. Su quello che porta la massa poco importa perché tanto non è un grande un grande problema, ma su quello che porta il segnale che poi quello che riascoltiamo, l'interferenza ce la ritroviamo. Oh, ideona. Potremmo, anziché utilizzare un cavo per portare il segnale, utilizzarne due. Buongiorno. E quindi i conduttori interni al cavo diventano tre, da due passano a tre, due dei quali vengono utilizzati per portare il segnale e uno rimane la nostra massa. Di per sé questo non risolve assolutamente nulla, ma se noi facciamo viaggiare su uno di questi due conduttori il segnale in controfase, quindi una copia in opposizione di fase del segnale, cosa otteniamo? sempre il caso del nostro equalizzatore e del nostro compressore. In uscita dall'equalizzatore sui tre cavi abbiamo massa, segnale, segnale girato di fase. Il cavo capta il disturbo che si presenterà ovviamente in modo uguale su tutti quanti i conduttori interni del cavo. Quando il segnale arriva dall'altra parte, quindi arriva il compressore, la copia che era stata girata di fase in partenza viene rigirata e quindi viene sommata al segnale pulito normale. Quindi al segnale vero e proprio che cosa succede quando arriva a destinazione? Si arriva in fase, >> no? Nel momento in cui parte, quindi parte il segnale che parte è segnale su un conduttore, segnale normale, copia, girata di fase. Viaggiano così, captano il disturbo. Arrivati a destinazione, quello che avevamo girato di fase lo lo rimettiamo in fase con quello principale. Quindi sommando il segnale presente sui due conduttori, cosa otteniamo? che il segnale audio, >> diciamo, è uguale a quello di partenza e tendenzialmente è più alto rispetto allo stesso segnale portato su una linea sbilanciata. Di quanto è più alto? >> Doppio. >> E quindi di quanto è più alto? >> 3 6 >> se perché sei e non 3? Vi ammazzo. >> Perché una tensione elettrica non è potenza. Al disturbo che abbiamo captato per strada che succede? Perché? >> Perché cioè si ma il nostro >> perché quando noi arrivati a destinazione rigiriamo la fase del segnale girato di fase in partenza, il segnale vero e proprio si risomma e quindi noi non perdiamo niente, ma il disturbo si annulla perché il disturbo è entrato il allo stesso modo sul cavo, su tutti e due i conduttori. Quindi quando uno dei due lo giriamo di fase è chiaro che il disturbo si annulla. È chiaro? Siamo sicuri che è chiaro? Per quanto riguarda i connettori, invece, una linea sbilanciata solitamente viaggia su due tipologie di connessione. Ho un jack cosiddetto TS tip sleeve che è il classico jack che quello per chitarra. Eccone, scusate, ma ne prendo uno. Ci provo almeno. Jack TS. Questo è un jack che, se vedete, ha questo piccolo cerchietto nero che serve per separare i due punti di connessione e che ha questi due punti di connessione che sono la punta che si chiama tip e su cui solitamente è collegato il conduttore che porta il segnale e questo che è lo sleeve, questo più lungo su cui solitamente è collegata la massa. oppure può viaggiare su una connessione di questo tipo che si chiama RCA. Ok? >> Siamo tanto quelli sbilanciati. >> Sbilanciati. Lo trovate solitamente su questi due tipi di connessione o Jack TS o RCA, quello che volgarmente viene chiamato pin jack. Non lo chiamate mai pin jack mia presenza. si chiama RCA. Ok? Questo questo porta il segnale, quindi il pin che vedete qui porta il segnale qui intorno, sulla sulla parte metallica che c'è intorno che è isolata ovviamente dal pin c'è la massa. Forse la massa corrisponde anche alla schermatura >> di solito. Sì, di solito fa anche da schermatura, anche se la schermatura del cavo di per sé è solitamente una una calza metallica che viene messa intorno al cavo, però poi spesso viene collegata la massa. Le linee bilanciate invece possono viaggiare o su questa tipologia di cavo che si chiama >> XLR, >> si chiama XLR. Ok. XLR. Molti lo identificano anche come cavo cosiddetto Canon, soprattutto in ambito live si viene si chiama cavo Canon, no? Si chiama XLR. È un cavo che ha tre poli, tre punti di connessione. Indovinate un po' perché ha tre punti di connessione? Perché è una linea bilanciata a tre conduttori, ok? E questa è la connessione più stabile, probabilmente, che potete fare con una linea bilanciata. Non c'è quasi per niente rischio di corto circuito, quindi rischio che i due che due o tutti e tre i poli di connessione vadano in corto. Ed è molto sicura anche da un punto di vista meccanico, dovete sbloccarla per sganciarlo. Oppure può essere, vedete, poi torna utile portarsi in giro il kit di pronto soccorso qua. Oppure possiamo avere i jack TRS che differiscono dal jack ts in cosa? convertor >> il jack TS ha tip e sleeve separati da questo stadio di isolamento, diciamo così. Un jack TRS ha tip ring sleeve che sono i tre punti di connessione di una linea bilanciata. Esiste anche un tipo di connettore che è uguale al jacks, ma un po' più piccolo di dimensione che si chiama bantam che è strutturato esattamente allo stesso modo. Questo solo un po' più piccolo, occupa meno spazio. Quelli sono bilanciati o servono sono utilizzati più per portare stereo sbilanciato o no? Entrambe le cose. Entrambe le cose. È chiaro che su noi su una linea bilanciata, quindi quando parliamo di linea bilanciata, stiamo parlando di una linea, quindi di un cavo, predisposto per avere due conduttori e una massa. Su una linea su una linea bilanciata noi possiamo portare o un segnale monobilanciato che quindi sarà composto da massa segnale segnale girato di fase oppure possiamo portare un segnale stereo sbilanciato, per cui possiamo portare massa canale sinistro canale destro che è quello che succede alle vostre cuffie quando voi che che connettore avete sui vostri aurricolari sulle vostre cuffie. AUX non è un connettore. AUX, buongiorno. AUX sta per ausiliaria. L'aux input di uno stereo, che è il motivo per cui quello lo chiamate AUX, perché nell'aux input dello stereo della macchina o dello stereo di casa, solitamente si utilizza questo tipo di connettore che questo tipo di connettore è un mini jack perché è l'equivalente di un jack ma ha un diametro di 3,5 mm. E questo è un mini jack TRS. Se vedete ha esattamente la stessa struttura di un jack TRS, quindi tip ring e sleeve. Buongiorno. >> Buongiorno. >> Su questo possiamo portare un segnale monobilanciato oppure possiamo portare un segnale stereo sbilanciato, esattamente come sul jack da un/4 di pollice che è quello più grande. Quindi la vostra cuffia che tipo di connessione utilizza? >> Un mini jack stereo, quindi un mini jack TRS. usa un injects perché deve portare due segnali, uno al padiglione sinistro e uno al padiglione destro. Chiaramente viene da sé che il segnale che viene portato al padiglione sinistro e il segnale che viene portato al padiglione destro saranno entrambi >> sbilanciati. Ovviamente in ambito professionale le linee sono bilanciate. Si usano linee bilanciate anche perché molto spesso i cavi devono fare percorsi abbastanza lunghi. Più lungo è il percorso, più è alto il rischio di catturare interferenze nel percorso, quindi più diventa importante il bilanciamento della linea. È tutto chiaro fin qui? Mh, vediamo. Quindi sorgenti di linea. una sorgente di linea, solitamente una sorgente che ha un segnale d'uscita che come livello è già grosso modo intorno al livello di linea, quindi necessiterà magari di una leggera amplificazione, di una leggera attenuazione, ma non assolutamente della stessa quantità che viene richiesta da un microfono. è solitamente a bassa impedenza ed è, almeno in ambito professionale, un segnale solitamente bilanciato. In questo caso, se abbiamo un segnale di linea, quello che ci serve è al limite un piccolo preamplificatore di linea, quindi un piccolo stadio di preamplificazione che non ha un'escursione di guadagno come quella che ha un preamplificatore microfonico. Magari avremmo bisogno di un di un preamplificatore che possa guadagnare, attenuare, che ne so, al massimo più o meno 10 dB. Considerate che ci sono microfoni che magari necessitano anche di 60-70 dB di guadagno, quindi capite che da 10 a 60 dB di guadagno stiamo parlando di diversi ordini di grandezza. Vi chiederei quanti, ma quanti? >> Da 10 di B a 70 di B di guadagno. Di quanti ordini di grandezza parliamo? 2 e mez sei ordini di grandezza >> perché >> stiamo parlando di tensione elettrica, però attenzione attenzione. >> Ogni 20 dB aumenta di un ordine, >> eh? ogni 20 dB. >> Esatto. Per cui se passiamo da 10 dB a 70 dB sono tre ordini di grandezza precisi precisi. >> Quindi parliamo di un preamplificatore, quello microfonico che rispetto a quello di linea magari necessita di amplificare il segnale 1000 volte di più. Mh, non è poco. Da lì in poi il segnale segue esattamente lo stesso percorso che segue quello di una sorgente acustica dopo essere stata microfonata e dopo essere stata preamplificata. Piccolo caso a parte invece riguarda le sorgenti di tipo instrument, come abbiamo detto, il segnale in uscita da una chitarra, per esempio, una chitarra elettrica. Quel segnale è vero che è sempre un segnale elettrico, ma ha delle caratteristiche elettriche abbastanza diverse rispetto a quelle di un segnale di linea. per prima cosa ha un livello molto basso, molto molto basso, quindi necessità di tanto guadagno, non è neanche lontanamente vicino a livello di linea, quindi come livello è più simile al livello che possiamo trovare in uscita da un microfono che non da una sorgente che genera un segnale di linea. Solitamente, soprattutto negli strumenti che hanno che utilizzano i pickup passivi, abbiamo un'impedenza d'uscita molto alta che rende il segnale più soggetto a captare disturbi lungo il percorso. E in ultimo il segnale, il cavo che noi utilizziamo per collegare una chitarra solitamente è questo. Questo per chi è per gli amici da casa. Questo. Quindi capiamo, viene da sé che è un segnale >> sbilanciato. >> Sbilanciato. Non ci piace. No, buono. Quindi abbiamo bisogno di guadagnare livello, di abbassare l'impedenza del segnale e di bilanciare il segnale. Due, se non tutti e tre, questo poi dipende da modello a modello, di queste ehm di queste operazioni vengono assolte dalla cosiddetta DIBX. Di box sta per direct injection box, cioè una scatola in cui vi attaccate direttamente con lo strumento. Quindi voi prendete l'uscita della chitarra del basso, entrate nella di box che prenderà un segnale sbilanciato ad alta impedenza e in uscita vi restituirà un segnale bilanciato a bassa impedenza, pronto per viaggiare su un percorso un po' più lungo. Questo è quello che fa una di box passiva. Quindi una di boxa semplicemente trasforma il segnale in bilanciato bassa impedenza, partendo da un segnale sbilanciato alta impedenza. Chiaramente non fa nulla per quanto riguarda il livello, per cui poi questo segnale comunque necessiterà di essere preamplificato e quindi siccome abbiamo detto che il segnale è uscita da una chitarra da un basso come livello è molto simile a quello che esce da un microfono, a quel punto la cosa più intelligente è utilizzare un preamplificatore di che tipo? microfonico di linea secondo voi? È inutile, guardate, perché tanto le frecce vanno da tutte e due le parti, quindi >> microfonico >> microfonico perché necessiteremo anche in quel caso magari 40-50 dB di guadagno per arrivare a un livello a livello di linea. Se invece la DIBOX è attiva, per cui a fronte di un'alimentazione che le va fornita, ha dell'elettronica attiva che riesce anche a guadagnare, a quel punto possiamo anche gestire la parte di guadagno. Quindi non solo ci bilancerà il segnale, ce lo e ne abbasserà l'impedenza, ma guadagnerà anche. Quindi a quel punto avremo in uscita un segnale che è già quasi un segnale di linea. A quel punto non serve entrare in un preamplificatore microfonico, ci basterà entrare in un preamplificatore di linea, aggiustare un pochino il segnale e da lì lo tratteremo come una sorgente di linea a tutti gli effetti. Tutto chiaro? E in che situazione si fa differenzazione da di bots attiva o passiva? Guarda, mi verrebbe mi verrebbero in mente tante risposte molto artistiche, ma ti dirò che dipende da quella che ti trovi a disposizione, semplicemente. E io, per esempio, in una situazione in cui me lo posso permettere, preferisco utilizzare una DI passiva e gestire il guadagno da un preamplificatore, scegliendo magari un preamplificatore al posto di un altro a seconda di caratteristiche, ma non vi non fate l'errore, soprattutto all'inizio, di soffermarvi su questi dettagli, ok? All'inizio sarà molto difficile per voi anche distinguere bene ciò che differenzia un compressore da un altro, un equalizzatore da un altro, non perché vi manchi qualcosa, semplicemente è un discorso di allenamento, per cui voi mano, giorno per giorno, allenerete le vostre orecchie, ma soprattutto il vostro cervello, più che le vostre orecchie, rallenerete il vostro cervello a concentrarsi su determinati dettagli, su determinate cose. Molti pensano che per fare per poter fare mix o peggio ancora per poter fare mastering uno debbe avere un super udito incredibile perché bisogna sentire, bisogna comunicare con gli ultrasuoni coi pipistrelli. Assolutamente no. Cioè, assolutamente levatevi questaidea dalla testa se ce l'avete. È semplicemente un discorso di sapere che cosa ascoltare, quindi sapere su cosa focalizzare la propria attenzione. È un allenamento che richiede tempo, chiaramente mano inizierete ad apprezzare sempre di più anche piccole differenze e man mano anche piccole differenze per voi faranno una grande differenza, però è un processo. Quindi all'inizio non vi focalizzate, non state 20 minuti a scegliere un preamplificatore perché quello vi fa perdere il focus su quello che è veramente importante, la performance, la parte comunicativa, artistica. Per cui se voi ci mettete mezz'ora a scegliere il pramplificatore, ottenete il suono più bello del mondo che nell'incidenza avrete cambiato uno 0,1 nell'incidenza globale del risultato. Ma poi avete fatto in qualche modo scocciare il musicista che quindi suonerà male, quindi farà una performance brutta che invece incide per il 90% su quello che dovete fare. Avete sbagliato, il risultato non sarà mai buono perché manca alla base. Quindi, prima cosa, imparate a focalizzare la vostra attenzione su ciò che è veramente importante. Quando poi man mano diventate padroni di ciò che è veramente importante, andrete sempre più a lavorare di fino. Ma vi ripeto, è un processo un processo che dura anni, quindi non iniziate già e poi non vi evitate di introdurvi troppe variabili perché più variabili avete che non siete in grado di controllare al momento, più danni fate. Quindi lavorate semplici, date importanza alle cose importanti, non state lì un giorno a scegliere quale convertitore usate. Non è non frega assolutamente niente a nessuno di quale convertitore usate, soprattutto oggi che comunque anche i convertitori e le interfacce da €50 sono migliori di quelli professionali di 20 anni fa con cui sono stati registrati i dischi che tutt'oggi noi ascoltiamo e valutiamo come eccellenti. Quindi non vi focalizzate sui non problemi, mi raccomando, questa è una cosa molto molto importante. >> Ehm alcune soluzioni che sono a metà del professionale non ci sono gli ingressi con combo. Esat >> il genere di ingressi accettano sia bilanciato che sbilanciato. >> Sì, ma anche un ingresso bilanciato accetta anche un segnale sbilanciato, semplicemente il livello sarà più basso. >> Ok? ed eventuali disturbi ovviamente ve li tenete >> tendenzialmente, quindi è sempre meglio utilizzare una DIY se sia a disposizione piuttosto che un ingresso combo. L'ingresso combo non bilancia, >> appunto. >> L'ingresso combo serve semplicemente per comodità che in un unico punto di connessione voi potete collegare sia un XLR sia un jack, il TRS o TS. Ma il bilanciamento avviene a monte, >> non avviene a valle. Quindi >> se se io connetto un un jacktrs eh scusa, scusi, un in un ingresso combo ed è sbilanciato ad alta impedenza perché appunto una chitarra farà schifo. Cioè tenden >> Certo, sarà come metterlo. Sì, il combo è semplicemente un connettore. >> Nulla dice sul sulla linea su cui viaggia il segnale e nulla dice sulle caratteristiche elettriche che ha quel segnale. è semplicemente un un punto di connessione. È come utilizzare una presa asciugo al posto della classica presa bipasso. Certo. >> Tutto chiaro fin qui? >> Bene. Vedremo. Ora che sono 10 e du. Sì. Parliamo un attimo di mixer. Quindi, quando abbiamo a disposizione un mixer all'interno di uno studio, quindi possiamo gestire sia la parte di registrazione che la parte di riascolto tramite un mixer. È chiaro, almeno io penso che sia abbastanza chiaro, che abbiamo bisogno di due percorsi distinti per ogni segnale che vogliamo registrare. un percorso sarà quello di registrazione, quindi tutto ciò che riguarda il segnale che va alla nostra DO, al nostro convertitore che poi comunica con la nostra DO, è un percorso per il segnale che una volta che viene registrato torna verso di noi per essere monitorato, per essere ascoltato. Se abbiamo ben chiaro il percorso del segnale, credo che questa sia un'osservazione abbastanza ovvia. Vi torna? Mh. Benissimo. Allora, come fa un mixer a gestire il percorso di registrazione e il percorso di playback, quindi il percorso di riascolto? Ci possono essere due filosofie distinte con cui vengono progettati i mixer, proprio in virtù di come gestiscono questa peculiarità. Parliamo di mixer cosiddetti split e di mixer in line. Avete mai sentito parlare di mixer split e mixer in line? No. Allora, partiamo dal mixer in line che è concettualmente quello un po' più semplice da capire. Noi abbiamo un canale del mixer. Sul canale del mixer abbiamo preamplificazione, equalizzazione, compressione, tutto quello che volete. A un certo punto, quando il segnale è bello confezionato, quindi è preamplificato, eventualmente trattato da processori timbrici, dinamici e via discorrendo, vediamo che su ogni canale, del caso di quello che vedete a destra, non so quanto si vede, su ogni canale a un certo punto vediamo che spunta non un non un solo fader, ma due fader lungo lo stesso canale, uno più sopra e uno più sotto. Solitamente quello che sta sopra è più piccolino e quello che sta sotto è più grande. Questa tipologia di mixer la trovate solo in ambito professionale, quindi quando trovate questo tipo di mixer, solitamente il feder da 60 mm che viene identificato con il nome di small fader, una fantasia incredibile. E quello sotto che invece è da 100 mm viene identificato come large fader o long fader. Questo è un fader da 60 mm per capirci. Quindi questo è l'equivalente di quello che trovereste sullo small fader, quello che vedete qui su su questo mixer. Su mixer un po' più grandi trovate fader da 100 mm che sono più lunghi e quindi vi danno anche una un'accuratezza maggiore quando fate piccole variazioni. Solitamente, convenzionalmente, ma è una cosa che molti mixer si può invertire questa, ma convenzionalmente lo small fader gestisce il livello del segnale che va in registrazione. Il large fader o long fader gestisce il livello del segnale che torna al mixer dopo essere registrato per il monitoraggio. Ora facciamo qualche piccola considerazione. La prima è che succede se io mentre c'è l'esecuzione in corso aggiusto i livelli sugli sullo small fader, quindi comincio ad abbassare un po' il basso, alzare un po' la chitarra, alzare un po' la voce più >> tutto coi volumi variati. >> Quello che faccio si ripercuote su quello che sto registrando, quindi comincerò a vedere le mie tracce che si alzano, si abbassano in registrazione, eccetera. un disastro annunciato. Se le stesse operazioni le faccio sui large fader, non solo eh >> le tutte le operazioni che faccio non avranno nessuna ripercussione su quello che sto registrando, ma solo su quello che sto ascoltando. In più, sempre nei mixer professionali, noi possiamo decidere se assegnare ognuna delle sezioni del canale, quindi l'equalizzatore, il compressore, il gate, tutto quanto, ogni sezione che c'è sul canale al percorso del segnale che va in registrazione oppure al percorso del segnale che sta in monitoraggio. Quindi, se io decido di assegnare la sezione di equalizzazione al percorso del segnale che va in registrazione e do 20 dB sulle basse, che succede al segnale di registrazione? viene registrato, già equalizzato. Se io quella stessa cosa la faccio assegnando l'equalizzatore al percorso del segnale che è solo di monitoraggio, allora ascolterò sempre il segnale equalizzato. Quello che ascolto è è uguale o che io lo assegno a un percorso o che lo assegna all'altro. Quello che cambia è ciò che effettivamente viene fatto sul segnale che registro. Se io lo metto solo in monitoraggio, ascolterò il segnale equalizzato, ma starò registrando un segnale senza equalizzazione. È tutto chiaro fin qui? Benissimo, è indubbiamente tutto molto comodo. Nel nei mixer split invece immaginate che questa cosa venga fatta da due sezioni distinte del mixer. Quindi, anziché avere canale per canale livello di mandata, livello di ritorno, abbiamo una sezione per le mandate e una sezione per i ritorni, quindi una sezione per ciò che va in registrazione e quindi ciò che facciamo su quei fader è l'equivalente di ciò che facciamo sullo small fader di un mixer in line. Quindi variamo il livello di registrazione. Se equalizziamo uno di quei canali equalizziamo la registrazione. Se comprimiamo uno di quei canali comprimiamo la registrazione. E poi abbiamo invece a destra una sezione semplicemente per i ritorni. Quindi è la sezione per il riascolto. Tutto ciò che facciamo su quella sezione è l'equivalente di quello che facciamo nella percorso di monitoraggio. Quindi seziamo, variamo i livelli e tutto quanto, non stiamo facendo assolutamente nulla sul segnale che viene registrato. È chiaro? >> Oh, prima di fare pausa, chiacchieratina veloce. Secondo voi, per quella che è la vostra esperienza o comunque per quello che avete anche sentito semplicemente dire in giro, quale tipo di approccio è più giusto? Registriamo già equalizzato, già compresso, eccetera eccetera oppure registriamo pulito e poi dopo equalizziamo, comprimiamo, facciamo quello che va fatto. È soggettivo, direi di vendere. Da cosa dipende? Dipende da sicuramente anche quanto processamento dovrei fare poi successivamente e poi da quello che sta registrando. Se devo registrare un un rullante che so che non mi sera c'è da differenziare filtraggio e egualizzazione. Però se devo registrare qualcosa che so già che sotto

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