Partito. >> Qua diciamo che chiudiamo con save. Bene, prima di iniziare abbiamo domande sull'al su quello che abbiamo detto la volta scorsa oppure no? Claudio arriva lì, tutto a posto? Sì. Eh, dico arriva l'audio. Quindi abbiamo domande. Avete domande? Io >> sì, perché l'audio arriva male, ma non possiamo permettere il video quando manda l'audio >> l'audio master suona l'audio male, no? Eh, >> sarebbe abbastanza paradossale come cosa >> per Atmos. >> Esatto. Sì, sì, pensiamoci, pensiamoci. Facciamo un bell'array multimicrofonico per una ripresa Atmos. Grazie Vitto, ci sentiamo dopo. >> Ciao. >> Ciao. Allora, dicevo, avete domande di qualche tipo? A parte credo, non so se è rimasta la chiave attaccata alla porta dall'altra parte. Faccio qui così. Scusate, qualcuno di voi può vedere se c'è la chiave attaccata? La chiave dell'aula attaccata alla porta? Ah no, sta qua, sta qua, scusate. A posto. Così ve la lascio qua per dopo. Non so se avete lezioni, altre lezioni più tardi. Allora, fatta la panoramica della volta scorsa su DB audio digitale, che spero vi sia chiara, oggi iniziamo da ad entrare nel mondo Avid, nel mondo di Pro Tools. Iniziamo un pochino a prendere confidenza con Produls. Qualcuno di voi utilizza già una do di Alzate pure la mano, non vi mangio. Ok. Che utilizzate? >> Logic. >> Logic >> Reaper >> Reaper >> Prools. >> Pro Tools. >> Ah, >> ok. Quindi qualcun di voi già ha un po' di esperienza con Produlsate. Ho seguito una master. >> Vabbè, però >> meglio di niente. Intanto, perché imparare ad utilizzare Pro Tools? Perché farci addirittura un corso nell'ambito di un master su come si usa Pro Tools? Per prima cosa, Prodools volenti o nolenti a tutt'oggi rimane lo standard nella produzione e post produzione audio e nella post produzione audio video, audio per il video. Questo non vuol dire, attenzione, che Prools sia l'unico software che viene utilizzato o che gli altri non siano altrettanto validi. Assolutamente no. Cioè non non sarà questo il corso e non sarà neanche l'altro che faremo insieme, il corso in cui mi sentireiete dire Pro Tools è ottimo, Logic fa schifo, Cubase non va bene, Reaper è da dilettanti. No, una DO è semplicemente uno strumento come un altro, vi serve per arrivare ad un risultato. Quindi non è che Prools sia migliore. Sicuramente ci sono tante cose che può fare in modo molto molto flessibile e in un modo che si adatta molto al vostro modo di pensare. Vedremo che le stesse operazioni si possono fare in svariati modi diversi su Pro Tools a seconda di come la pensate, quindi di come vi immaginate il processo, di come vi immaginate il percorso del segnale. Quindi è un uno strumento molto flessibile che vi che si può adattare al vostro workflow, al vostro modo di ragionare. Oltre questo, il fatto che sia uno standard ha delle indubbie implicazioni per quanto riguarda anche banalmente l'inserimento del mondo del lavoro. Conoscere uno standard significa aprirvi più possibilità per quanto riguarda sbocchi lavorativi futuri. Se volete andare a lavorare nell'ambito della postproduzione audio video, quindi sonorizzazione, mix cinematografico eccetera, non si scappa, dovete saper utilizzare Pro Tools. Nella maggior parte degli studi di livello alto nell'ambito musicale si utilizza Prools. Se vi ritroverete a collaborare con gente che vi manda magari delle sessioni da fuori, solitamente il linguaggio universale viene parlato è quello di Pro Tools, quindi è fondamentale conoscerlo intanto perché è uno standard del settore dove si spera che troviate un un qualche sbocco lavorativo. Un'altra ragione su che secondo me è importante per imparare ad utilizzare Proodols è che più di tutti quanti ricalca in modo estremamente fedele quello che succede nell'ambito di produzione nel dominio analogico. Quindi, se voi conoscete bene e si spera che alla fine di questo master o comunque almeno dei dei corsi che farete con me, vi sarà chiaro se conoscete bene il percorso che ha il segnale nel dominio analogico, quindi tutta quella che è la catena produttiva, la catena dall'inizio alla fine di come si registra qualcosa, di come si produce, post produce qualcosa, in Pro Tools troverete un'analogia molto significativa con quello che succede nel dominio analogico. In altri software, terminologie, concetti, routing, c e altri aspetti non sono così fedeli a ciò che succede nel mondo reale con la con spesso anche il problema di generare molta confusione, soprattutto in chi comincia da lì, quindi comincia approcciandosi per la prima volta a un software senza avere un background di un certo tipo. Pro Tools è disponibile in quattro versioni che sono intro, artist, studio e ultimate. Quella che interessa a noi, su cui ci concentreremo è la versione studio. Qui c'è una piccola tabella comparativa, non è nulla di particolarmente utile da sapere, è semplicemente per farvi vedere più o meno che differenze ci sono. Prodools intro è la versione proprio, diciamo, che semplicemente per iniziare a conoscere Pro Tools, capire che interfaccia ha, ma è una versione veramente gratuita Pro Tools Intro, quindi è proprio la versione più base che ci possa essere. L'artist già vi consente di fare delle cose, ma comunque molte limitazioni. Se vedete potete registrare un massimo di 16 canali simultanei, potete avere massimo 32 tracce, quindi poche rispetto a quelle che normalmente si utilizzano e via discorrendo. Protol Studio ha molte più tracce, molte più possibilità. Se vedete potete registrare simultaneamente 64 input separati. Potete avere 512 tracce eh audio, 1024 tracce MIDI, via discorrendo, eccetera eccetera. E poi c'è Prods Ultimate. Prodools Ultimate che è quello che prima veniva chiamato Prodools HD, lato software perché lato hardware, adesso vediamo che succede. Lato software, questo volta era chiamato Produls HD, ha una una quantità di di tracce simultanee che capite da soli, insomma, che è abbastanza sterminata. In più ha la possibilità di gestire fino a 64 tracce video anziché una singola traccia video come in Prodools Studio. Quindi se state lavorando per esempio in ambito di sonorizzazione audio per il video, potete avere molte più tracce video e avete anche degli strumenti basilari di editing su queste tracce video, cosa che invece nella versione studio non c'è. La differenza maggiore, oltre a questa che vi ho appena elencato, è la possibilità di utilizzare l'hardware proprietario prodotto da Avid. E qui dobbiamo un attimo fare un un piccolo cenno storico su come si sono sviluppati i sistemi Prodools. Considerate che il padre di Pro Tools, chiamiamolo così, che si chiamava Sound Tools ed era un software prodotto da DI Design nei primi anni 90, è stato fondamentalmente il il primo software di editing e post produzione che ha messo a disposizione strumenti che noi oggi diamo per scontati come l'editing grafico attraverso l'utilizzo di un computer e di uno schermo. prima l'editing, prima di quel momento, tutto l'editing che veniva fatto su sull'audio non veniva fatto così. 40 anni fa se eh c'era da tagliare una strofa dentro un brano, non è che vi mettevate col cursore all'inizio di quella parte, alla fine di quella parte e la tagliavate. Lì purtroppo bisognava lavorare di bisturi sul nastro magnetico. Non esisteva l'andù, il cr, il Command Z non c'era. Quindi là vi mettevate col nastro, bisognava trovare a orecchio il punto da tagliare, segnarlo il punto, l'altro punto da tagliare magari per eliminare una sezione di brano. Dopodiché mettersi col bistui a tagliare il nastro su delle piccole guide dedicate che stavano sulle macchine a nastro e tagliarlo e poi riattaccarlo con un nastro specifico. Riattaccare le due estremità con un nastro specifico. capite che il livello di di errore possibile è elevatissimo e lì se sbagliate sbagliate, non è che dite "Ah, lo rifaccio, buttate tutto, prendete e riregistrate a quel punto". Quindi fu un'innovazione pazzesca quella. Il problema è che all'epoca c'erano dei computer che non consentivano minimamente la gestione di processing elaborato come l'editing, quindi poi tutto il l'utilizzo, il il rendering, chiamiamolo così, di ciò che veniva editato, tagliato, incollato e quant'altro, nonché la gestione di tutti quelli che erano gli input e gli output audio per registrare, per il monitoraggio, per riascoltare. Per cui i sistemi all'epoca erano sistemi integrati hardware e software, quindi c'erano c'era un computer su cui girava il software, ma poi c'era tutto un sistema hardware dedicato esclusivamente alla registrazione, alla riproduzione e al processamento che serviva al software. Questi sistemi si sono evoluti mano nel tempo e siamo arrivati a un certo punto in cui chiaramente computer adesso hanno tutta la potenza di elaborazione necessaria per gestire tranquillamente input, output, monitoraggio anche a bassa latenza, tutti i vari plugin che mettiamo. Addirittura adesso i plugin hanno tutte delle interfacce grafiche pazzesche, quindi la potenza di calcolo a disposizione è tanta. Avid ha comunque Avid oggi Dig o meglio Dig Design oggi Avid ha comunque continuato sempre a produrre anche i sistemi hardware parallelamente al software. Sistema hardware che è sempre proprietario che può essere utilizzato esclusivamente con la versione Ultimate di Pro Tools. Quindi sistemi, nella maggior parte degli studi di un certo livello, i sistemi Pro Tools sono sempre hardware e software, quindi troverete quasi sempre i sistemi Pro Tools non solamente come software, ma anche come hardware dedicato, per cui faremo anche una piccola panoramica di quelli che sono gli hardware più diffusi con cui potrete eventualmente avere a che fare, con cui banalmente avremo a che fare quando andremo poi in studio a fare registrazione mix, quindi dove andremo c'è un sistema Pro Tools che non ha solo Prools Software, anche tutto l'hardware Avid a corredo. L'installazione ci torniamo più avanti. Quindi vediamo un pochino come sono strutturati questi sistemi hardware di Pro Tools. Vengono chiamati HDX. HDX perché al centro di questo il cuore di questo sistema è questa scheda qui che si chiama scheda HDX per l'appunto. Grande fantasia. È la scheda che ha preso il posto di quelle che erano le vecchie schede HD. Infatti i precedenti sistemi Prodools si chiamano Prodools HD. Questa scheda che è una scheda PCI ha tutta una serie di DSP a bordo che consentono sia la gestione del dell'audio in ingresso in uscita per avere un monitoraggio praticamente a latenza zero. Allora la latenza, è chiaro a tutti cos'è la latenza, un sistema di registrazione? >> No. Qualcuno sì. C'è qualcuno vorrebbe provare a dire la sua? >> Eh, ritardo tra l'ingresso e uscita del round. Esatto. È fondamentalmente il ritardo introdotto dalla ehm conversione in ingresso, la conversione in uscita ed eventualmente anche l'elaborazione che viene effettuata sul segnale una volta digitalizzato. Purtroppo in digitale abbiamo sempre latenza, può essere portata a valori non udibili, però è comunque una parte integrante del di un sistema digitale. Quando comincia ad approssimarsi intorno ai 10 misei, ma anche un po' prima, da lì in su, comincia a diventare udibile. Quindi voi sentite, per esempio, se state suonando, se state cantando, sentite che suonate una nota e la sentite in ritardo. Questa cosa è ingestibile per una persona che deve registrare, perché quando io registro qualcosa devo sentirla in tempo reale. Non posso suonare qualcosa risentendola in ritardo perché non so se ci avete provato mai, ma è una cosa che dopo 5 secondi vi manda al manicomio. Quindi è fondamentale che un sistema di registrazione digitale vi consenta comunque, almeno in fase di registrazione, di lavorare a latenza zero o latenza non percepibile. Comunque, quindi, la scheda HDX vi consente un monitoraggio, vedete, che viene dato dalla dalla casa madre a 0,7 misei di latenza, quindi è praticamente istantaneo. In più ci sono anche dei DSP dedicati al caricamento di plugin, quindi di tutti quelli che sono i processori, tipo equalizzatori, compressori, riverberi, delay, a patto che questi plugin siano stati sviluppati in modo da poter essere caricati sui DSP della scheda HDX e quindi non andare sul a utilizzare la potenza di calcolo della CPU del computer. Tanto fra poco parleremo di quelli che sono i plugin in Pro Tools, quindi immagino questa cosa avrà un pochino più di senso. Ovviamente, siccome la potenza di calcolo dei computer di oggi, anche di quelli di fascia media, è arrivata ad un livello tale per cui la maggior parte di quello che è la produzione musicale può essere fatta con la potenza di calcolo, appunto, della della CPU nativa. Molte persone non hanno necessità di avere, scusatemi, silenzio il telefono. Molte persone non hanno la necessità di avere DSP dedicati al caricamento di plugin perché tanto riescono tranquillamente a caricarli sulla CPU del computer. per cui è stata sviluppata una versione alternativa di questa scheda HDX che si chiama HD Native, che è una scheda che viaggia su protocollo Thunderbolt che consente semplicemente di avere un monitoraggio a latenza quasi zero e in più vi dà la possibilità di connetterci comunque a tutto l'hardware che viene sviluppato. da Avid. Ora, come si collega fra tutta tutto questa infrastruttura hardware? Come si collegano fra loro tutti questi pezzi di infrastruttura hardware? All'epoca sempre in cui eh c'erano computer con tecnologia abbastanza arcaica, chiaramente i bass di comunicazione fra periferiche, quelli il primo USB, quello che all'epoca era il Firewire, non so se ne avete mai sentito parlare o altri bass di comunicazione del genere, non riuscivano ad avere un bit rate e una banda di trasmissione tale da riuscire a portare tutta quella quantità di dati mantenendo una latenza zero. Quindi Avid sviluppò un proprio protocollo di comunicazione fra le varie interfacce e fra i vari componenti del proprio sistema hardware che si chiama digilink. Quindi tutto l'hardware proprietario dei sistemi HDX si collega attraverso questo protocollo di Glink. Il cavo digink è questo. Questo qui è quello vecchio. Potrete trovarlo in qualche sistema un po' più vecchio, in qualche sistema che integra qualche interfaccia un po' più vecchia. Questo è la versione attuale. Quindi il digink è questo cavo che serve per collegare fra loro tutte le interfacce, nonché tutte le interfacce, alla scheda HDX che è il cuore del sistema Pro Tools Hardware, ed è questo bass di comunicazione fra le interfacce che consente la trasmissione di tutta questa mole di informazioni, mantenendo una latenza pressoché non udibile. questo, cioè è comunque il caso adesso o è rimasta per per tradizione questo sistema invece di passare magari all'USD oggi? Allora, è rimasto perché comunque essendo la scheda HDX il cuore del sistema, tutte le periferiche devono essere Buongiorno. tutte le periferiche devono essere collegate alla scheda HDX, quindi o bisognava adesso diciamo col col Thunderbolt, alcune versioni del Thunderbolt che supportano anche il Daisy Chain si potrebbe fare questa cosa, però la cosa altrimenti bisognerebbe questa scheda dovrebbe essere quasi come un Maxi Hub USB per collegarci tutte le singole interfacce, mentre nei sistemi Pro Tools è possibile anche effettuare il des chaining con il digink. Quindi considerate che questa versione, quindi questa scheda HDX, comunque è uscita sul mercato nel 2013, mi sembra, qualcosa del genere. Quindi stiamo parlando di qualcosa che ha 13 anni, già 13 anni fa ancora c'erano i vecchi Mac G5 spesso, quindi i Power Mac con processori Power PC non avevano neanche lontanamente quella che quella che è la potenza dei computer di oggi. Quindi magari in una futura versione verrà abbandonato il protocollo Diglink in favore di qualcosa di più standardizzato che consente trasmissioni di banda più larga, insomma. Prima interfaccia più importante che di cui vi parlo è questa qui, l'HDIO. Questa qui è quella che si trova in quasi tutti i sistemi Pro Tools. Fondamentalmente è un convertitore ADA che può arrivare fino a 16x 16, quindi fino a 16 input, 16 output. espandibile con a questi slot che si possono popolare con delle schede per essere espanse. Può arrivare fino a 16 in e 16 out combinabili, quindi possono essere 16 in, 16 out analogici, 16 in 16 out digitali, 8 digitali, 8 analogici in più ha ingressi e uscita. Voi come siete messi con i protocolli digitali? Più o meno li conoscete? Madia, Sebu, Adat, >> roba del genere. Ok, mano vediamo di di accennarli. Allora, un minimo. La sebu, per esempio, questi connettori che vedete qui che sembrerebbero dei classici connettori XLR, conoscete i connettori XLR? È chiaro per tutti cosè un connettore XLR? per il bilanciamento. >> Esatto, è il classico connettore a tre pin che serve per mandare un segnale bilanciato. Questi connettori XLR che potrebbero sembrare ingressi e uscite XLR o microfoni che in realtà servono per collegare questa interfaccia ad un'altra interfaccia o una scheda attraverso un protocollo digitale, quindi non è un'uscita analogica, ma è un'uscita su cui anziché un segnale analogico viaggia un segnale digitale inebi su un singolo cavo che tendenzialmente un cavo microfonico, anche se ha un'impedenza specifica, deve avere un'impedenza di 110 ohm il cavo dedicato 110, il cavo dedicato all'SBU. Su un cavo vi fa viaggiare due canali, quindi voi su singolo cavo ebu potete portare due canali, un segnale stereo fondamentalmente da un'interfaccia a un'altra unidirezionalmente. Quindi qui avete infatti l'input, per cui se voi avete un'altra interfaccia che vi genera un segnale, potete farlo entrare in questa da qui. Se volete f uscire un segnale a questa interfaccia per mandarlo da un'altra parte, dovete collegare un altro cavo qui. >> È un protocollo. >> Un protocollo. Sì, sì, sì. Un protocollo. >> Semplicissimo. Protocollo di trasmissione audio digitale. Due canaliamente si chiama >> Aes >> A >> AES Engineering Society SLEBU European Broadcast Union. Ma ehm trasmette segnali digitali o analogici? >> Digitali. >> Digitali. >> Digitali. PCM sample rate non specificato, 24 bit, due canali. Quindi è un convertitore, non ha qui non abbiamo la possibilità di attaccare un microfono direttamente all'interfaccia perché non è dotata di cosa? non è dotata >> di pre >> di preamplificatori. Se avete bisogno di una soluzione più simile a quelle che sono le interfacce audio che si trovano oggi in commercio, le classiche che ne so, Scarlett 18 e20, la Beringer 1820, la quelle un po' più consumer, diciamo così. Avid produce la carbon che è questa qui. Qui, se vedete abbiamo nella parte posteriore otto ingressi che hanno un connettore molto strano. Questo tipo di connettore si chiama combo. Si chiama combo perché con lo stesso connettore voi potete sfruttare una connessione XLR oppure una connessione jack. Se voi mettete il jack in questa parte, potete tranquillamente collegare indistintamente sullo stesso connettore un XLR o un jack senza avere connessioni separate. In più avete la possibilità di collegare tutta una serie di altri eh diciamo di espansioni in digitale tramite per esempio le porte ADAT che sono queste qui. porte. Il protocollo ADAT è un protocollo che vi consente di far viaggiare su un singolo cavo in fibra ottica con un connettore specifico che si chiama Tos Link fino a otto canali con un sample rate di 48 kHz e una profondità di 24 bit. Quindi su un singolo cavo in fibra ottica voi potete far viaggiare otto canali o in una direzione o nell'altra. Quindi anche in questo caso parliamo di una comunicazione unidirezionale. Otto canali per un massimo di 24 bit 48 kHz. Se avete bisogno di utilizzare sample rate più elevati, quindi 88.296 296 kHz c'è bisogno di utilizzare due fibre e non una. Quindi a quel punto ogni fibra porta quattro canali e non otto. Questo protocollo che è un'evoluzione dell'Adat si chiama SMUX. >> E questo qua anche quello di prima può essere collegato al alle schede HDX. Sì, senza scheda HDX non c'è modo di farlo comunicare col computer, quindi non c'è modo di farlo comunicare con Pro Tools. Quindi >> ProTools comunica con la scheda HDX, la scheda HDX comunica con le interfacce chiaramente a seconda di quante interfacce avete. Poi a seconda di quante interfacce avete dentro Prools vedrete una EVID Carbon, due evid carbon, quattro evid carbon, quindi 8 canali 16 32 64 a seconda di quelle che sono le periferiche collegate o sono collegate a cascata. Cioè >> la scheda HDX ha due porte digink, >> ok? Quindi, se voi avete, per esempio, quattro interfacce, l'unico modo che avete per collegarle ad una scheda HDX è di fare un chaining fra due, quindi su una porta collegate una prima HDO, da lì uscite ed entrate sulla seconda e fate la stessa cosa magari con la seconda porta. Questo è un'altra interfaccia mh tipo la prima che abbiamo vista, quindi che abbiamo visto con la differenza che questa che è un è un prodotto che originariamente veniva fatto da una azienda danese che si chiama DAD DAD, ha molte più possibilità di espansione dietro, quindi ha un sacco di schede che si possono mettere dietro che vi danno la possibilità di avere avere conversione AD, conversione DA, preamplificazione, ehm un misto delle delle due cose e viene molto utilizzata anche siccome vi dà a disposizione fino a 32 canali in uscita, mi pare molto utilizzato per esempio anche nell'ambito appunto del monitoraggio in Atmos in da molti studi. Poi il discorso Dolby Atmos magari lo approfondiremo un minimo più avanti perché vale la pena almeno di nominarlo. Questa invece è un'interfaccia dedicata esclusivamente al eh all'interfacciamento con periferiche che comunicano tramite il protocollo MADI. Protocollo MADI è un altro protocollo digitale sempre unidirezionale che può viaggiare o su cavo quassiale, quindi il quando parlo di cavo quassiale è chiaro a tutti cos'è un cavo cassiale. Avete visto più o meno le differenze fra i vari cavi in qualche precorso. Cavo quassiale quello sul clock. cavoquassiale. Sì, viene utilizzato anche per il clock, viene utilizzato anche per le periferiche video, per esempio. È >> la stessa cosa di dire SDI o è un altro protocollo? >> È lo stesso, tendenzialmente lo stesso cavo. L'SDI però è un protocollo, >> ok? >> Non è un cavo, è un formato, diciamo, l' SDI. Ehm, però il cavo tendenzialmente è lo stesso. Il cavo quassiale è praticamente un cavo che è formato e ha un conduttore, quindi ha un filo di rame, immaginatevelo, con un filo di rame, un isolante intorno e una massa che viaggia intorno, quindi è un cavo è tipo il cavo dell'antenna, per capirci, il cavo cassiale, oppure su fibra ottica. Infatti, se vedete, qui avete la possibilità di collegare sia Madico axial qui, tramite sempre connettore BNC. Questo tipo di connettore si chiama BNC, oppure tramite il classico connettore che trovate sui cavi in fibra ottica, pure quelli di internet, diciamo, che utilizzate. Tosink >> mh. >> Un tolink, >> sì. Mi scusi perché mi scugge una cosa, questa è un'interfaccia tra altre periferiche e la nostra H. >> A che serve? Ma m'aspettavo che ci fosse eh almeno il digink mini per collegarsi all'Hdx e non vedo. È qui.
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