Dicevo, fino a qualche anno fa, fino a un paio d'anni fa, facevo fare un esame pratico che in realtà era abbastanza tostarello, però diciamo che per varie ragioni non ultima il fatto che poi alla fine se voi andate a prendere il tipo la certificazione 101 di Prodools, quello che vi fanno è un esame a crocette, quindi anche per uniformarsi a quello che potrebbe essere un un domani un un esame, un'idea di certificazione che potete andare magari a a conseguire. Ho pensato di alleggerirlo un pochino rispetto a a com'era perché sennò vi posso assicurare che prima superarlo era abbastanza complicato, >> quindi diciamo l'abbiamo ammorbidito un pochino. Poi fondamentalmente capisco anche che per riuscire a padroneggiare molto bene un software per chi non lo ha mai utilizzato, magari serve del tempo, quindi non sempre c'è abbastanza tempo tra quando si finisce il corso, quando c'è un esame per consentire veramente di imparare a utilizzare come si deve un software. >> Che cosa consisteva? >> Era un un l'editing di un brano sviluppato in più punti. Eh, c'era c'erano dei tagli di struttura da fare, c'erano di solito era un brano eh con un'esecuzione non a click, per cui andava ricostruita una tempo map sull'esecuzione dei musicisti, portato tutto ad un determinato BPM, poi accelerato, decelerato, poi rimesso tutto a tempo, sia batteria, sia gli altri strumenti con algoritmi di editing diversi, quindi alcuni con B detective, alcuni con elastic audio, tutta roba che vedremoh, cioè era, vi assicuro che non Era quanto tempo >> in mi sembra 4 ore. >> Ah >> no, no, il tempo c'era, però non così tanto. Non così tanto. Se volete lo ripristiniamo, non è un problema. No, no, perché >> solo una curiosità. >> Ci sono domande fin qui? Tutto chiaro? Allora, tenete presente che, diciamo, nel siamo esclusivamente nel dominio digitale, quindi non per forza noi lavoriamo con qualcosa di analogico che digitalizziamo, ma a volte ci troviamo con qualcosa che già nasce digitale. pensate a tutti i Virtual Instrument, per esempio, tutte le librerie di Sony Campionati che già sono sul nella vostra DO. In quel caso solitamente la convenzione, come abbiamo visto sulle istruzioni di quel plugin, ma in generale la convenzione è che il -18 di BFS sia il corrispondente digitale del livello di linea del +4 dB. Ok? È importante che voi vi portiate a casa il concetto che non c'è nessuna necessità, anzi tutt'altro, di lavorare a ridosso dello zero di BFS. Io vedo che molti lo fanno. Io a me durante la mia carriera lavorativa, vi giuro, mi sono arrivati una quantità di progetti che non vi so neanche descrivere con tutte le singole tracce portate quasi a zero di BFS. non serve assolutamente a niente, anche perché già se voi avete una traccia di cassa, un basso, una voce, tutte e tre quasi a zero dBFS, indovinate un po' che succede quando andate a sommarle? Clippa tutto. Vedete le lucine rosse, manco l'albero di Natale. >> Adesso, scusami, questo qua è per quanto riguarda il lavoro in the box, giusto? anche il lavoro in the box. Chiaramente non serve assolutamente a niente tenervi le tracce a 0 di BFS o vicino a 0 di BFS, anzi, anzi vi crea un problema di edro, quindi di margine prima del clip, quando andate a sommare fra loro tutte le tracce. vi crea anche un problema di come vi rispondono tutti i plugin che sono lungo la catena, perché se date a i plugin un segnale così alto, quelli che lavorano esclusivamente nel dominio digitale, tipo i classici equalizzatori completamente digitali che non emulano nulla, alla fine si comportano più o meno allo stesso modo. Qualunque processore che abbia un minimo di emulazione anche dell'analogico con un segnale così alto rischia di introdurvi parecchia saturazione, parecchia distorsione armonica, di comportarsi come non dovrebbe, quindi non serve. È una prassi molto sbagliata. Ora Pro Tools abbiamo detto è una do. Ok. Avete più o meno chiaro anche a grandi linee qual è il percorso del segnale in una registrazione multitraccia, cioè da quando un segnale si origina a quando lo riascoltate poi dalle casse o dalle cuffie. Qual è il percorso che fa il segnale, una registrazione? mi sentirete molto spesso insistere sul percorso del segnale. Allora, per quanto mi riguarda è la nozione più importante che possiate imparare. Conoscere il percorso del segnale e capirlo nel dettaglio è la vostra più grande arma nella risoluzione dei problemi e anche nel, diciamo, nel poi nel decidere come e cosa fare in un processo un po' più creativo. Quindi cercate di avere sempre fisso nella mente qual è il modo chiaro, completamente chiaro, qual è il percorso che fa il segnale dall'inizio alla fine. Se ce l'avete chiaro, la maggior parte dei problemi spariscono da soli. Se non ce l'avete chiaro, ogni volta che avrete un problema diventerete pazzi a cercare di capire dove sta il problema, come si è originato, perché si è originato. >> Qual è secondo voi il percorso che fa il segnale in una registrazione multitraccia? C'è da microfono, riprendo il segnale in formato analogico che mi entrerà all'interno di una scheda audio. Eh, poi correggimi se sbaglio, a seconda della scheda audio, poi possiamo avere la preamplificazione di tipo analogico o digitale e un un >> un ho spagato. >> Mh. Ah, finisci, finisci, >> eh. C'è una conversione dall'analogica al digitale eh >> dopo la scheda audio >> dal nella Ok. >> Sì. Eh, successivamente viene il segnale viene canalizzato dentro il computer dove sarà la nostra digital audio workstation workstation m >> m >> e l'uscita della digital audio workstation si aprirà il procedimento inverso, quindi tornerà questa scheda audio dove ci sarà un una conversione digitale analogica e poi l'uscita verso le car. Allora, tendenzialmente è tutto abbastanza giusto. Proviamo a fare qualche step successivo. Il primo è: "So che la maggior parte di voi è abituato a lavorare con schede audio o meglio dette interfacce audio, quindi degli apparati tipo questo che si collegano al computer e si occupano, svolgono varie funzioni. Ora, non è detto però che dobbiate per forza utilizzare un'interfaccia audio che si occupa di preamplificare, di convertire, eccetera. Queste cose possono tranquillamente essere scorporate e attuate da apparati dedicati. Quindi non è assolutamente detto che il microfono debba andare in un'interfaccia audio, può tranquillamente andare prima in un preamplificatore, poi volendo anche in altri processori, tipo equalizzatori, compressori, quello che sia. Poi andare nel convertitore che si occupa di convertire in digitale digital audio workstation convertitore digitale analogico che non per forza è lo stesso apparato che si occupa della conversione analogico digitale, ma possono essere due cose distinte e poi il sistema di ascolto, chiaramente casse, cuffie, eccetera eccetera. Una piccola eh nota sul discorso della preamplificazione. Allora, Norma vorrebbe che il segnale venga preamplificato in analogico, non in digitale, sia perché in digitale in realtà non lo preamplifichi, sia perché il motivo per cui preamplifichiamo un segnale è semplicemente quello di, ma questo lo vedremo bene l'altro corso, ve lo accenno solamente. Per amplificare un segnale significa prendere un segnale, o meglio in questa in questa fattispecie significa prendere un segnale basso, quindi che ha un livello basso più basso, in alcuni casi molto più basso del livello di linea e portarlo ad un livello che sta intorno al livello di linea. Quello che facciamo col microfono è proprio quello. Noi prendiamo il microfono, il segnale di uscita al microfono, come vi dicevo prima, è molto basso nell'ordine dei millolt. livello di linea abbiamo detto essere espresso in volt, >> quindi capite che da millivolt a 1 e qualcosa volt dobbiamo guadagnare parecchio, il segnale è molto molto basso. Di questo si preoccupa il si occupa il preamplificatore. Quindi dare un segnale così basso ad un convertitore e poi alzare il guadagno digitale dopo non è mai una gran bella prassi. Tendenzialmente è sbagliato proprio da un punto di vista elettroacustico, soprattutto se poi volete inframezzare tutto ciò con ulteriori apparati, tipo equalizzatori, compressori che di certo non si aspettano un segnale di livello microfonico, ma si aspettano un segnale di livello di linea in ingresso. Quindi idealmente ci siamo. Il nostro la nostra workstation si piazza qui, quindi dopo che il segnale è stato portato a livello di linea, è stato preamplificato, processato eventualmente, eccetera, viene convertito e qui noi abbiamo la nostra digital audio workstation Pro Tools nella fattispecie. Produls è solo l'ultima evoluzione ovviamente di tutta una serie di sistemi. Prima la registrazione multitraccia non veniva certo fatta sul computer, veniva fatta su un nastro magnetico, per esempio. Questa qui. Questa se avremo tempo e modo vedremo anche di utilizzarla quando faremo il corso di registrazione mix. Ci proviamo. Questi sono, per esempio, registratori hardware su hard disk, quindi già registratori dotati di conversione analogico digitale, quindi che già registravano in digitale su hard disk, ma senza lo sitio di un computer, quindi erano semplicemente l'evoluzione digitale di questi sistemi a nastro. Adesso tutti i i sistemi sono basati su eh sull'utilizzo di una do Tools, come Cubase, Logic, Reaper, quello che insomma ognuno di voi preferisce utilizzare. Concetto fondamentale che ci ritroveremo spesso dentro Pro Tools è quello della cosiddetta channel strip o canale di un mixer. Allora, un mixer che cos'è? Intanto, secondo voi, >> mixer >> sommatore. >> Sì, poi alla fine la sua funzione principale quella è fondamentalmente quindi di prendere n canali di input, sommarli fra loro e restituircene un unico in output, poi mono, stereo, questo lo vediamo poi. Ogni sorgente in ingresso al mixer passa per un cosiddetto canale o channel strip. Se voi vedete, se date un'occhiata a questo mixer, vedrete che ci sono replicati, in questo caso credo 8 9 10 canali, quello che siano, in verticale, quindi dall'alto verso il basso e sono tutti uguali, ognuno dei quali serve per processare una sorgente di input. Comeè strutturato normalmente un canale di un mixer? >> Mh. >> Tutti i parametri. >> Sì, più o meno. Qual è di solito il percorso che il segnale fa all'interno di un mixer? izzazione, finanzi compressione. >> Prima cosa direi che ci deve essere per forza il guadagno, quindi lo stadio di preamplificazione sicuramente. >> Poi a seconda del modello, a seconda di quanto possa o meno essere professionali, avremo strumenti di elaborazione timbrica, tipo equalizzatori, strumenti di elaborazione dinamica tipo compressori, expander, gate, quello che sia. Dopodiché avremo questi che si chiamano fader, che sono fondamentalmente i nostri controlli di livello di ogni singola sorgente verso l'uscita principale che è detta master di un mixer ed eventuali altre assegnazioni ad altre uscite che possono essere di diversa natura. Allora, noi nei mixer professionali abbiamo o le cosiddette uscite ausiliarie su cui ci torniamo fra poco, oppure oltre alle uscite ausiliarie abbiamo anche la possibilità di assegnare ogni singola sorgente ad andare su più uscite attraverso i cosiddetti bass di uscita. Che cos'è un bass di uscita di un mixer? Un bass di uscita è praticamente una linea di comunicazione interna al mixer che consente di veicolare uno o più canali verso una determinata uscita. Quindi noi avremo le uscite master che sono le uscite principali del mixer, che sono poi quelle che attacchiamo alle casse per esempio per ascoltare. Poi avremo tutta una serie di altre uscite possibili dove noi possiamo veicolare indipendentemente le varie sorgenti per altri scopi. Ad esempio, per creare un monitoraggio di palco, ad esempio, per creare un mix alternativo, ad esempio perché oltre a voler ascoltare dalle casse vogliamo anche registrare quello che sta uscendo dal mixer. Quindi i bass di uscita sono appunto linee interne di comunicazione su cui vengono assegnati i canali, uno o più canali e che viaggiano poi verso un'uscita del mixer. Ad un certo punto del percorso che il segnale fa in un canale, solitamente nei mixer professionali questa cosa è assegnabile, quindi se sta prima dell'equalizzatore, dopo l'equalizzatore, prima del compressore, dopo il compressore. Ci sono i cosiddetti punti di insert. Avete mai sentito parlare di insert in un mixer? Che cos'è un insert? è un punto in cui tu puoi captare il la fonte audio dal all'esterno per processarla, cioè in un altro punto processarla e poi farla ritornare in quello stesso punto da cui >> Esattamente. Allora, il punto di insert fondamentalmente che cos'è? è un punto lungo il percorso del segnale in cui noi prendiamo il segnale, quindi fisicamente lo facciamo uscire dal canale, lo processiamo con qualcosa che è esterno al mixer, tipo un compressore, un equalizzatore, qualunque cosa che non sia dentro al mixer, ma che sia un apparato esterno. Il segnale processato rientra nel mixer e continua il suo percorso all'interno del canale. Tanto'è vero che l'insert è composto in realtà dal cosiddetto insert send, che è il punto da cui il segnale viene prelevato per essere inviato ad un processore esterno, l'insert return, che è il punto in cui il segnale rientra e continua poi da lì a viaggiare lungo il canale. FX look solo un altro nome o >> dipende dall'apparato, non non per tutti. negli amplificatori di chitarra. Quella è più che altro una configurazione in Sendet Turn che adesso vediamo che che cos'è. Quindi questo è il concetto di insert, è chiaro? Concetto diverso invece è quello della mandata ausiliaria. Avete sentito mai parlare di mandata ausiliaria? Che cos'è una mandata ausiliaria? Il >> feder. Cosa fosse un feder? Cioè, quanto quanto puoi mandare il quanto segnale mandi all'insert? Insomma, >> no no no no no. L'insert è una cosa è una cosa l'ho mandato ailiaria è un'altra cosa. Ok. Quanto è un mandata? >> Ok. Che cos'è una mandata ausiliaria? >> Un'uscita è una veicolazione del segnale invece che verso, diciamo, uscita principale, main mix, eccetera, la mandi su un'altra parte, su un'altra su un altro su un altro percorso dove ne fai quello che ti serve. può essere, per esempio, sulle spie un pal >> sembrerebbe però un po' ridondante col concetto di basso d'uscita >> è vero >> che in parte in realtà si sovrappongono, diciamo che uno può essere considerato un sottoinsieme di un altro. >> Chi cè? >> Mo ci arriviamo. >> Mi pare mi pare il bass abbia comunque un suo canale con eventualmente la processazione, possibilmente l'X. No, >> no, in realtà in un mixer analogico il bus è semplicemente il master è l'uscita principale del mixer alimentata dal BS master, quindi dal BS principale su cui confluiscono tutti i canali. Anche gli altri BS alimentano altre uscite, ma non è assolutamente detto e di solito in realtà nei mixer analogici non è così che esista un federlo di un bass. >> Ok? E quindi >> quella è una cosa che succede nelle Dow di solito per una questione di comodità, ma in un mixer i bass d'uscita non hanno un feder di controllo. >> Feder inteso solo come potenziometro. Questo potenziometro resistenza variabile. Si >> potrebbe definire come una mandata in parallelo con un controllo in voltaggio. >> La mandata in parallelo con un controllo in voltaggio. Eh sì, più o meno. Più o meno. Allora, intanto se parliamo di mandata, dobbiamo specificare mandata verso dove. So che le battute sarebbero facili, ma mandata verso dove? La mandata a che cosa? Tanto è un'andata senza ritorno perché altrimenti sarebbe sarebbe l'insert, no? O o sempre >> sì, ma c'è una differenza molto peculiare rispetto all'insert che vedremo adesso. Intanto mandata verso che cosa? verso un'uscita del mixer. Allora, il mixer ha, come dicevamo, diverse uscite. Ha l'uscita master che è alimentata dal Master Bass ha altre uscite che sono alimentate dagli altri bass di uscita e poi ha delle uscite che si chiamano uscite ausiliarie o AU aux molto spesso dette. Da cosa sono alimentate queste uscite ausiliarie? sono alimentate da BS specifici che si chiamano AUX Bass solitamente e le mandate altro non sono se non la creazione di una copia del segnale di un canale o di più segnali di più canali che vengono indirizzati verso un'uscita ausiliaria con la possibilità di avere un controllo di livello. Quindi, mentre nell'assegnazione ai bass di uscita, che sia Masterbass o che siano altri bass, l'unico controllo di livello che avete è il potenziometro del canale e quello varia. Variando quello, cambiate il livello in tutti i bass d'uscita, sul master e sugli altri bass di uscita. Quando voi fate una mandata ausiliaria verso un'uscita ausiliaria, avete un controllo di livello aggiuntivo specifico per quell'uscita, quindi voi potete decidere di mandare a parità di fader di mandare un po' più di una sorgente, un po' meno di un'altra, ancora un po' di più di un'altra verso un'uscita ausiliaria e di fare questa cosa in modo diverso verso l'uscita ausiliaria 1, verso l'uscita ausiliaria 2, verso l'uscita ausiliaria 3, verso l'uscita ausiliaria 4, eccetera. Non ci siamo arrivati ancora al discorso del prefeder o del posteder. >> Come se avessimo altri mixer a sto punto più o meno. Sì, dei degli altri mini mixer, diciamo. Sì. >> Per esempio, io ho quattro musicisti sul palco. Ognuno di questi musicisti ha una cassa dedicata al proprio monitoraggio per ascoltare quello che sta suonando e banalmente pure per ascoltare quello che stanno suonando gli altri. Sul palco ovviamente c'è sempre, come si dice qui, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Quindi il batterista che dice "Io voglio sentire solamente il basso, un po' di chitarra, il cantante può anche morire e il tastierista non è mai esistito". Benissimo, il tastierista dice: "Io c'ho già la batteria che mi spara nell'orecchio, quindi la batteria non la voglio sentire. Voglio sentire la voce perché non so, sennò non so cosa sto suonando." La chitarra e la tastiera. Va bene. Il bassista dice: "No, io una volta che sento la batteria sto a posto, gli altri per me possono anche darsi al flato traverso e alla mano alla mano. Come facciamo a soddisfare tutte queste esigenze con le mandate ausiliarie? Per cui noi il canale del basso lo manderemo con un livello più alto verso l'uscita ausiliaria 1 che alimenta la cassa del batterista un po' più basso verso l'uscita ausiliaria 2 che alimenta la cassa del tastierista a zero verso l'uscita ausiliaria 3 che alimenta la cassa del cantante di cui a cui del basso non frega assolutamente niente e via discorrendo. Questa cosa la possiamo fare grazie al fatto che abbiamo un controllo aggiuntivo di livello oltre al fader, perché altrimenti se non ce l'avessimo se abbassimo il basso lo abbasseremmo a tutti. Se alzassimo il basso lo alzeremmo a tutti. Non avremmo la possibilità di fare di mix differentialmente, cioè come ho fatto non ce l'ho niente. Come faccio ad abbassare di livello solamente? Da >> qui. C'è un potenziometrino dedicato su ogni canale. >> Ok. Gente si sceglie se si mette pre o post fader. >> Allora, mo arriviamo al concetto del post del pre e post fader. Quindi, intanto la cosa importante è che vi sia chiaro il concetto di mandata, quindi che ad un certo punto del percorso del segnale questo viene preso duplicato. Quindi la grossa differenza rispetto all'insert è che non viene mai interrotto il percorso del segnale per andare fuori, essere processato e tornare dentro. Il segnale viaggia sempre lungo il canale. A un certo punto di questo canale viene intercettato, copiato e inviato verso un'altra uscita. Ok? >> Eh, scusi, ma questa questo processo che sta spiegando adesso però con l'avvento dei mixer digitali hanno tutti, cioè in base al tipo di mixer ognuno ha preso queste nomenclature, poi ci ha fatto un po' quello che voleva, giusto? Perché io ho in mente un paio di marchi che ho utilizzato e mi sto cercando di ricomporre. Quello che stai dicendo adesso è come eh funziona sull'analogico e come era stato pensato sull'analogico, giusto? >> Questo è come funziona nell'analogico. Questo è il concetto reale, diciamo così. Poi spesso nei mixer digitali questa cosa viene completata da un canale di ritorno, ma questo vediamo adesso che cosa si intende perché non sempre nel creare una mandata ausiliaria c'è bisogno di creare anche un ritorno di un segnale. Mo ci arriviamo a questa cosa. Il punto in cui può essere prelevato può essere prelevata la copia di questo segnale, chiaramente può essere variabile. Solitamente il fatta la differenza fra Grande, però, bravissimo. Questo è riflessi da giocatore di biliardino. La solitamente la differenza, la grossa differenziazione è fatta fra mandate prefader o mandate post fader. Che cosa vuol dire secondo voi mandata prefader, mandata post fader? Prefader a prescindere dal livello in cui sta il fader, ma in quel momento in cui dopo >> mh >> mi sa più di prima e dopo, >> cioè >> no, non lo so. Cioèione >> se sta feder il feder a zero, non niente, >> eh non è a zero, ma è a meno infinito. >> Feder a zero. >> Esatto. Quindi in una mandata prefader noi il duplicato di questo segnale che mandiamo verso un'uscita ausiliaria lo stiamo prendendo prima che arrivi al fader. Quindi, a prescindere da come io vario il livello sul fader, il segnale, il livello verso la mandata, cioè verso l'uscita ausiliaria sarà sempre costante, non subirà nessuna variazione causata dalla variazione che io effettuo sul fader. Quindi se io abbasso durante lo show abbasso la chitarra, l'abbasso solamente per il pubblico che ascolta, ma se le mandate al palco sono prefader, ai musicisti non cambia nulla. nel monitoraggio di palco. Una mandata post fader invece preleva la copia del segnale dopo il fader. Quindi a questo punto è chiaro che se io alzo o abbasso il fader starò variando anche il livello verso la mandata. Ci siamo? Ok. Ora, in alcuni casi è sufficiente fare una mandata, come per esempio monitoraggio di palco. A volte però ci sono situazioni in cui questa mandata in qualche modo si deve accompagnare ad un ritorno cosiddetto. In che senso? Immaginiamo di avere su questo canale la voce di un cantante su cui vogliamo applicare del riverbero. Ora so che molti di voi, soprattutto quelli che producono musica elettronica, diranno che problema ci mettiamo insert sul canale riverbero e stiamo a posto? No, o meglio, non è una cosa ottimale da fare per varie ragioni. Intanto, se è vero che nel dominio digitale ormai questa cosa è abbastanza superata, non tutti i riverberi analogici, soprattutto quelli eh più vecchi, hanno la possibilità di farvi decidere quanto segnale riverberato e quanto segnale non riverberato avere. Quindi se voi lo mettete in insert, il segnale vi entra nel riverbero e vi rientrerà nel canale dopo essere stato prestato riverbero sotto forma di Papa che che parla in piazza San Pietro. Non solo, se dovete applicare un riverbero a 20 tracce, vi serviranno 20 riverberi. Non mi sembra molto razionale come utilizzo. Noi potremmo fare un'altra cosa, decidere di mandare in ingresso a riverbero, seguitemi, il segnale che esce da un'uscita ausiliaria del mixer. Dopodiché mandare verso quell'uscita ausiliaria più o meno di ogni canale su cui vogliamo applicare riverbero a seconda di quelli che vogliamo sentire più riverberati o meno riverberati. E fin qui è tutto fantastico. Ma noi poi come lo come lo ascoltiamo il segnale riverberato? Cioè, stiamo mandando il segnale a riverbero, il riverbero sta lavorando e ok, ma noi come lo riascoltiamo poi il segnale riverberato? inseriamo nell ingresso, prendiamo l'uscita e la mandiamo dentro un ingresso del mixer.
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