il suono sarà lo stesso, semplicemente ve lo ritroverete con la fase invertita in uscita. Questo pattern solitamente o comunque diciamo la versione più naturale, più vera di questo pattern la ritroveremo, vedremo fra poco, nei microfoni a nastro che sono naturalmente bidirezionali. In questo caso abbiamo due potenziali vantaggi nel momento in cui sappiamo bene come funziona un bidirezionale. Il primo bello, però il primo è che di solito il punto cieco nei bidirezionali è veramente veramente molto cieco, cioè l'alternazione che abbiamo è veramente tanta. La seconda è che il fatto che sia simmetrico fa sì che se noi dobbiamo riprendere due sorgenti, abbiamo un solo microfono, posizionandolo opportunamente fra le sorgenti, a seconda chiaramente di quanto forte mette una, quanto forte mette l'altra, possiamo avere una buona ripresa con un singolo microfono, ad esempio mh podcast radio, intervistatore, un podcast radio, intervistatore ospite, uno di fronte all'altro. >> Abbiamo un solo microfono, un solo canale sull'interfaccia audio. Che facciamo? Facciamo che mettiamo un microfono bidirezionale, lo posizioniamo, quindi giochiamo un pochino con la distanza dall'uno e dall'altro finché le due voci non sono abbastanza bilanciate e tendenzialmente abbiamo fatto. Bisogna ovviamente stare attenti perché i microfoni bidirezionali, essendo avendo questa simmetria tra fronte e retro, sicuramente prenderanno molto contributo ambientale dalla parte posteriore. Quindi è chiaro che se state riprendendo un amplificatore per chitarra dove sto io e c'è un muro a 60 cm, attenti insomma. Ecco perché il la quantità di riflessioni riprese dal microfono potrebbero essere parecchie. State attenti perché nei soprattutto nei modelli a nastro questo pattern si porta dietro un effetto prossimità veramente molto molto molto marcato, quasi esagerato. Quindi se registrate qualcosa molto ravvicinati prestateci attenzione alle basse perché molto molto presto diventano proprio eccessive. Chiaro? Fin qui domande? Eh, quelli si usano sugli overheaded per prendere l'ambiente una una diciamo un caso di utilizzo abbastanza frequente è anche quello. Certo. Anche le riflessioni del soffici. >> Sì, poi dipende anche dalla stanza. È chiaro che se state registrando una batteria nel salotto di casa, magari le riflessioni del soffitto non avranno un contributo particolarmente interessante, sia perché il soffitto è molto vicino, sia perché è una superficie liscia di di cemento, m come magari tutto il resto della stanza, quindi non è che aggiunga chissà che da un punto di vista di di di bellezza al suono, però già se siete buongiorno, già se siete in una stanza che ha i soffitti più alti, magari il legno o comunque Comunque con un insieme di materiali che lo rendono più interessante può tranquillamente essere, cioè in realtà è uno dei casi di utilizzo di questo pattern, anche perché in quel caso la combinazione che funziona è pattern polare e tipologia di microfono a livello proprio di come effettua la trasduzione che è la prossima cosa che andiamo a trattare. Sono 9:45 domande. Il raggio di azione del microfono cambia a seconda del microfono oppure è sempre più o meno lo stesso? Per raggio d'azione che cosa intettato il suono, per esempio la distanza tra il microfono? Allora, quello dipende da un da un sacco di variabili, non necessariamente dal microfono, però dipende intanto da quanto è rumorosa l'ambiente, da quanto forte o piano emette la sorgente, dal pattern polare che ovviamente influisce sulla quantità di suono ambientale che viene ripreso e su quanto direttivo o meno è rispetto alla sorgente. E non ultimo il principio di di trasduzione su cui si basa il funzionamento del microfono, che è una cosa che vedremo a breve. Quindi, a seconda che il microfono sia bobina mobile, a nastro, a condensatore, eccetera eccetera, cambia un pochino. Quindi è una cosa multifattoriale. >> E la sensibilità, >> no? La sensibilità in realtà è un parametro elettroacustico ben preciso. Adesso ne parliamo comunque, ma quando parliamo di sensibilità di un microfono in realtà non stiamo parlando di quanto il microfono sia sensibile alla distanza o alla >> Non è non è quello in realtà. Tantoè vero che se voi pensate a quello quando leggete le schede tecniche a microfoni e trovate sensitivi rischiate di essere forviati in qualche modo. Qui ho fatto una piccola tabella riassuntiva. Se volete, cioè vi ho fatto, vi ho trovato, fatto. Allora, parliamo proprio della sensibilità dei microfoni. Quindi, abbiamo parlato della risposta in frequenza, stiamo facendo, diciamo, una panoramica, una carrellata delle caratteristiche elettroacustiche principali dei microfoni. Detto della risposta in frequenza che ricordiamo è cos'è la risposta in frequenza di un microfono. Come si comporta il microfono in base alla? >> E in che senso come si comporta? >> Intanto è un grafico. >> Quanto capta in tempo di ampiezza è lo spettro, >> cioè è il supporto che il microfono dà al segnale di entrata. >> È una curva che descrive quanto amplifica il microfono in base alla frequenza. quello che volevo dire. Questa risposta ce la possiamo far andare bene. Quindi è un grafico che ci mostra l'ampiezza rispetto alla frequenza che il microfono ci restituisce rispetto ad un segnale di input chiaramente predeterminato. Dobbiamo sapere rispetto a cosa perché sennò solitamente si fa rispetto a rumore bianco che è uguale a tutte le frequenze o rispetto ad una swippata cosiddetta, cioè si prende un segnale che eh è praticamente un insieme di sinusoidi che man mano crescono in frequenza e il grafico risultante da questa misurazione vi dice come il microfono amplifica o attenua o non amplifica né attenu le varie frequenze. Poi abbiamo parlato della direttività e quindi del pattern polare che abbiamo detto invece ci rappresenta >> la direzionalità, >> quindi la direzionalità. Quindi che cosa ci fa vedere il pattern polare? Noi cosa vediamo quando guardiamo un pattern polare? la sensibilità del in base della direzione di scienza verso l'attenuazione. >> Esatto. Ci vediamo l'attenuazione del microfono rispetto, quindi come il microfono si comporta sempre in termini di guadagno, non rispetto alla frequenza, ma rispetto alla direzione da cui proviene il suono. Adesso vediamo un altro parametro elettroacustico che è quello della sensibilità. Ora si fa presto a credere che la sensibilità sia per l'appunto il comportamento del microfono rispetto alla pressione sonora, cioè se il microfono riesca o meno a gestire pressioni sonore più basse o più alte. In realtà no. La sensibilità ci indica semplicemente qual è il livello di uscita del microfono espresso chiaramente come valore di tensione elettrica. quando si presenta un segnale che ha delle caratteristiche ben precise, anche in questo caso, come il caso della risposta in frequenza, dire che un microfono a livello di uscita di 1 V, se non sappiamo in presenza di cosa, è assolutamente inutile. Perché se ha un volt in presenza di una formica che passa è un discorso, se un volt rispetto ad un aereo che decolla è un altro discorso, no? Il segnale rispetto a cui solitamente si esprime il valore di sensibilità è una sinusoide a 1 kHz, quindi il classico test tone, diciamo il classico tono test che si usa che è onnipresente nelle nelle misurazioni audio. Quindi un tono test con frequenza di 1 kHz centro spettro con la pressione sonora di 94 dBSPL che sembra un numero scelto un pochino a caso. 94 di BSPL. 94 di BSPL perché è l'equivalente espresso di BSPL della pressione di un Pascal. Quindi quando noi mettiamo un microfono davanti ad un tono con frequenza di 1 kHz e pressione di un Pascal, otterremo un certo valore di tensione in uscita. Questo ci dice qual è la sensibilità del microfono. Due osservazioni. La prima, i microfoni solitamente hanno un livello d'uscita, come già abbiamo accennato in altre situazioni, dell'ordine dei millivolt. Quelli più sensibili hanno l'uscita, il livello di uscita nell'ordine delle decine di millolt, ma non di più. Ricordiamo che un microfono, il segnale in uscita da un microfono, così come qualunque segnale audio, deve essere portato a cosa? >> A livello in linea che è >> più 4 di più che in termini di tensione elettrica è di circa >> eh >> di tensione elettrica >> 1,228 V, quindi poco più di 1 V. Il che significa che il segnale uscito da un microfono necessiterà di diversi DB di preamplificazione per passare dall'ordine dei millivolt all'ordine dei volt. Sono tre ordini di grandezza e quindi, come dicevamo l'altra volta, mediamente quanti di B di guadagno? Se è un mivolt per arrivare a 1 volt ci servono. Eh, >> se il mio microfono a livello di uscita di 1 mV e lo devo portare a livello di di linea, quindi poco più di 1 V, grosso modo, quanto guadagno mi serve? 30 di >> 30 o 60? >> 60. >> Ah, 60. >> Perché 60? >> Molto bene, molto bene. Circa 60 dB. Se sono 10 mV quanti ne serviranno? >> 40. >> 40. Quindi, comunque, serve un bel po' di guadagno. L'unità di misura che identifica la sensibilità è, per l'appunto il millivolt al Pascal, cioè ci dice quanti millivolt abbiamo in uscita al Pascal al presentarsi della pressione di un Pascal. I microfoni con cosiddetta bassa sensibilità sono quelli che tendenzialmente questi non li prendete come valori scritti nelle tavole, eh, sono cose sempre molto, insomma, più o meno per darvi un'idea. Quando un microfono ha meno di 5 mV al Pascal di sensibilità, parliamo di microfoni a bassa sensibilità. Tenete presente che ci sono microfoni che hanno anche una sensibilità di meno di 1 mV al Pascal, 06,05 mV pascal. Quindi immaginate di quanto guadagno hanno bisogno, soprattutto se messi davanti a stgenti che sono abbastanza deboli. Servono per amplificatori che magari riescono a darvi anche 70-80 di gain, di bid gain puliti, quindi senza portare su molto rumore ed progettarli comincia a non essere facilissimo. Sensibilità media, siamo più o meno fra i 5 e 10 mV al Pascal. Alta sensibilità fra i 10 e i 20. Poi ci sono pochi microfoni, per la verità che però hanno una sensibilità molto molto alta. Siamo nell'ordine, buongiorno. Siamo nell'ordine dei 20 o più millal. Pensate che c'è addirittura un microfono dell'audio tecnica che si chiama 5040 che ha una capsula in che praticamente è una capsula composta da quattro sottoccapsule, diciamo così, messa tutte rettangolari messe una di fianco all'altra a formare un un ulteriore rettangolo che in presenza di pressioni sonore abbastanza elevate arriva quasi a livello di linea, quindi quasi non necessità di preamplificazione già. Sì, ha qualcosa tipo 50 mV al Pascalo, qualcosa di più d'uscita. Perché si sceglie un Pascal? Perché in realtà è approssima molto bene quello che è il un livello medio che può avere una sorgente nella vita quotidiana, insomma. oltre a essere comodo da gestire da un punto di vista proprio di di misurazione. A volte la sensibilità la troverete indicata al posto di millival con un valore negativo espresso in DBV. Cioè, se io dico sensibilità del microfono -30 dB, allora i dbvono riferiti a 1 >> 1 V che è più o meno il livello di linea. Quindi se io dico che ho una sensibilità di -30 dB, quello che mi sta più o meno dicendo il produttore è che per arrivare a livello di linea con l'uscita che ha il microfono dovrò peramplificare di circa 30 dB. Ride analoghe. Io preferisco espresso 1 volte al Pascal, però insomma ehm li trovate in entrambi i casi, quindi conviene saperlo. Altro parametro elettroacustico importantissimo è l'SPL massimo supportato dal microfono. È importantissimo perché tutti i microfoni da una certa pressione sonora in poi iniziano ad introdurre THD. Sapete cos'è la THD? Sembra il nome di un disturbo >> total harmonic distortion, quindi distorsione armonica totale, distorsione praticamente saturazione, introduzione di armoniche, generazione di armoniche e anche altre cose. Solitamente i costruttori seri dicono qual è il valore massimo di SPL che il microfono può sopportare prima di arrivare ad una THD che di solito è l'1%, ma può essere anche meno, può essere anche più. Questo di solito viene indicato. Se io dico ad esempio che il microfono riesce a supportare come SPL massimo 100 dB in corrispondenza dei quali ho un 1% di THD, vi vi assicuro che già l'1% di THD si comincia a sentire. Allora, so che se io devo riprendere una sorgente che svilupperà 120 dB SPL alla distanza a cui mi voglio la voglio riprendere, quel microfono non sarà adatto. >> In pratica cosa si sente quando c'è distorsione? >> Si sente distorsione, quindi si sente che il suono inizia ad avere componenti armoniche. Poi lo sentiremo più avanti, anche quando parleremo proprio di disaturazione vero e proprio. Sente che il suo inizia ad avere componenti armoniche aggiunte che nel segnale originale in realtà non ci sarebbero e spesso anche un comportamento eh non lineare soprattutto nella parte transitoria del segnale, quindi nella parte dei dei picchi istantanei del segnale che cominciano ad essere tagliati, smussati, ammorbiditi. Questo poi a seconda di cosa genera la distorsione armonica. Quindi se se la capsula del microfono, se l'elettronica interna, se è ciò che c'è dopo, quindi il comportamento varia, in realtà poi comincia a variare proprio da caso a caso. THD >> Total harmonic distortion, distorsione armonica totale. >> Scusi, eh in che senso tipicamente 1% cosa >> la distorsione armonica si misura in percentuale, >> ok? Quindi la percentuale di di distorsione armonica totale, per l'appunto, un 1% di THD comincia già a sentirsi sia in termini armonici che in termini quindi di componenti timbriche, sia in termini di comportamento sui transienti del suono. >> Non è che non li comprime tanto, in realtà è quasi più come se tendesse a tagliarli che a comprimerli. Però, visto che non abbiamo parlato di compressori eccetera, è una cosa che lascia un po' il tempo che trovo. Rumore intrinseco del microfono. Altro parametro che troviamo di solito espresso nei datashet microfoni è quella del rumore. Ogni ogni microfono, così come ogni apparato, ha un suo rumore intrinseco dovuto alla a tutti i componenti che entrano in gioco. Viene espresso di solito come l'equivalente in dBSPL con una pesatura. Sapete tutti cos'è una curva di pesatura? L'avete visto in in altri corsi cos'è una curva di pesatura? in >> i DBA che sono per esempio la pesatura a dei DB che cosa difonia 40 decibel su KHzata rispetto rispetto alla risposta delle orecchie. Oddio, proprio rispetto alla risposta alle orecchie non ni è molto molto semplicistica la curva di pesatura rispetto a Ma l'idea di una curva di pesatura, mo al di là di quelle specifiche, cosa fa una curva di pesatura su una misurazione? diciamo pesa in maniera diversa ai contributi da differenti frequenze. >> Esatto. Quindi è come immaginatevelo in modo molto terra a terra, immaginatevelo come un una curva di equalizzazione che viene applicata al segnale che vogliamo misurare. Ok? Quindi, per esempio, nella pesatura A noi andiamo a togliere gli estremi di banda, quindi è come se nella misurazione che facciamo non tenessimo conto delle basse e delle alte. ma solo delle medie. Vi è chiaro? Vi torna più o meno come idea? Quindi, se troviamo un microfono che dice che ha un eh rumore di 18 dB, significa che è un ha un rumore che è come l'equivalente di una sorgente che emette a 18 dBSPL davanti al microfono che si somma a ciò che noi stiamo registrando. Quindi se noi stiamo registrando una sorgente che emette un livello di pressione sonora di 20 dBSpl e capite che sommarci un rumore ipotetico a 18 dBSL significa quasi non non distinguere la sorgente dal rumore. Avrebbero quasi lo stesso la stessa ampiezza anche una volta che andiamo a preamplificare tanto. Quindi in quel caso cerchiamo microfoni che abbiano un rumore molto più basso. Vi vedo perplessi. Non siete perplessi, siete solo stanchi. Oh, adesso comincia il bello. iniziamo a separare, a suddividere i microfoni in base al loro principio di trasduzione. Quindi per adesso noi abbiamo fatto un elenco di tutte le caratteristiche elettroacustiche che hanno i microfoni a prescindere da come funzionano, quindi dal loro principio di funzionamento, al loro principio di trasduzione e li abbiamo classificati, diciamo, abbiamo fatto una classificazione delle figure polari e li abbiamo classificati semplicemente rispetto alla loro figura polare, quindi microfoni pressione, gradiente di pressione e abbiamo visto quali sono tutti i pattern polari più comuni che si possono generare quando un microfono lavora a gradiente di pressione. Ora facciamo una vera e propria distinzione dei microfoni rispetto al loro principio di trasduzione. Avete accennato già queste cose? >> La trasduzione in generale? Sì. >> No, a parte la trasduzione proprio a >> alle tipologie di microfoni rispetto al loro qualcosa non c'è. >> Ok. Allora, iniziamo dai microfoni cosiddetti dinamici. Allora, molti sono convinti che i microfoni dinamici siano i microfoni a bobina mobile. In realtà microfoni a bobina mobile lo SH SM58, lo SH SM57 è soltanto una tipologia di microfoni dinamici. Come funziona un microfono a bobina mobile? Visto che l'avete già più o meno affrontato, qualcuno lo sapre? Non barate. Come funziona un microfono a bobina mobile? >> C'è una capsula che capta nelle le pressioni acustiche. Mh mh. >> Eh, in questa capsula praticamente all'interno c'è un è formato praticamente da una eh bobina che si muove su un su un magnete. >> Sì. eh genera differenza di eh di campo elettromagnetico che verrà vita a un una corrente alternata e verrà captata proprio quella da cavo dove andiamo a corare. >> Esatto. Il principio è molto molto semplice ed è il principio dell'induzione elettromagnetica. È una cosa semplicissima. Per cui abbiamo un magnete. Intorno a questo magnete c'è una bobina mobile incredibilmente, cosa che sicuro non avreste mai detto dal nome del microfono, c'è una bobina mobile, quindi una bobina libera di muoversi intorno a questo magnete e all'estremità di questa bobina che è esposta alle onde sonore, quindi quella in cui io canto, c'è un diaframma, quindi c'è una membrana. Quando le onde sonore impattano su questa membrana, fanno muovere la bobina mobile intorno al magnete. Cosa succede quando facciamo muovere una bobina intorno ad un magnete? generiamo una perturbazione del campo elettromagnetico che determina che ai capi della bobina si venga generale una una >> una variazione di tensione elettrica che è ovviamente proporzionale alle onde sonore. In questo modo abbiamo semplicemente effettuato la trasduzione, quindi abbiamo trasformato un segnale, un'onda sonora in un segnale elettrico proporzionale corrispondente al segnale acustico. Quindi a livello di principio di funzionamento è molto molto elementare. Quali sono le caratteristiche che riscontriamo in un microfono a bobina mobile? L'impedenza d'uscita, solitamente, come per quasi tutti i microfoni moderni, è di circa 200 ohm, che è un'impedenza abbastanza bassa, molto gestibile dalla maggior parte dei preamplificatori che utilizziamo. Considerate, probabilmente questo già lo sapete. Sapete più o meno qual deve essere il giusto rapporto fra impedenza d'uscita ed impedenza di ingresso dell'anello successivo di una catena elettroacustica? Il jumping factor. >> Mh. >> Il jumping factor. >> No, no, no. >> Jumping factor, il fattore di smorzamento, quello è è un'altra cosa. >> Era circa 10 a un se sbaglio. >> Esatto. Esatto. Deve essere di circa 1 a 10. Quindi l'impedenza di ingresso dell'anello successivo deve essere circa 10 volte maggiore o almeno 10 volte maggiore rispetto all'impedenza d'uscita dell'anello precedente. Quindi diciamo che con 200 ohm di impedenza ci servirebbe un idealmente un preamplificatore che abbia come valore di ingresso almeno >> 2 >> 2 kohm >> pilotando in tensione. >> Esatto. sempre pilotando in tensione. Qui comunque fino a che non arriviamo alle casse pilotiamo sempre in tensione. L'uscita, l'impedenza di uscita del segnale proprio dall'elemento di trasduzione, quindi della bobina mobile, è molto più basso. Infatti nella maggior parte di questi microfoni, troverete un piccolo trasformatorino dentro che serve per adattare l'impedenza e aumenta anche un pochino il livello d'uscita. La risposta in frequenza. Allora, qui vedete questi sono sempre dati molto a grandi linee, poi ogni microfono ha le sue peculiarità, quindi potreste trovare microfoni a bobina mobile che disattendono alcune di queste indicazioni. Mediamente 40 Hz, 15 kHz e sulla risposta in frequenza dei microfoni a bobina mobile ci sono un paio di considerazioni importanti da fare. Ora capite bene che tutto questo sistema basato su un magnete, una bobina mobile e un diaframma è un sistema meccanicamente molto pesante, ok? Soprattutto per i suoni deboli o per le parti di suono più deboli, come possono essere quelli in alta frequenza che hanno meno energia. Per cui il problema, uno dei grossi problemi dei microfoni a bobina mobile è il fatto che poi a livello di risposta in frequenze medio alte e alte non si comportano benissimo. Tantoè vero che se vedete come risposta tipica si fermano a 15 kHz e già ci arrivano abbastanza con fatica. presentano poi dei picchi spesso molto acidi a livello timbrico, molto fastidiosi nella zona delle medio alte, mediamente nella nell'ottava fra i 2 e i 4 kHz. si vedono proprio delle piccole gobbette quasi risonanti che hanno anche l'SM57 e l'SM58 eh che in parte sono eh diciamo caratteristiche che contraddistinguono l'identità di quel microfono. Quindi in alcune applicazioni, per esempio, quella cosa è una delle caratteristiche che dà il tipico suono per cui vogliamo usare un SM57 al posto di voler utilizzare un altro microfono. In molte altre situazioni, per esempio, se dobbiamo riprendere uno strumento acustico delicato, rischia di essere una forte limitazione e hanno una sensibilità abbastanza bassa, solitamente 2-5 mV al pascal, ci sono microfoni che hanno anche 1 mV al pascal di sensibilità, qualcuno addirittura meno, soprattutto qualcuno un po' più vecchio, quindi comunque necessitano di un bel po' di preamplificazione, soprattutto se non li mettiamo davanti a sorgenti particolarmente energiche. Di contro, il fatto di avere appunto questo sistema molto massiccio di trasione significa che reggono molto bene gli SPL elevati. Se dovete riprendere uno strumento che ha un livello di emissione molto alto, probabilmente la scelta migliore ricade su microfono a bobina mobile. Sono molto resistenti, c'è gente che usa gli SM58 per piantare i chiodi a prendere i quadri. Ci sono tutta una serie di video su YouTube di gente che prova a distruggere un SM58 attaccandolo alla macchina e facendolo camminare tipo magari per 500 m contatto con l'asfalto, strisciando eccetera e funziona buttandolo al terzo piano e funziona. No.
Get free YouTube transcripts with timestamps, translation, and download options.
Transcript content is sourced from YouTube's auto-generated captions or AI transcription. All video content belongs to the original creators. Terms of Service · DMCA Contact