RIM 2026-05-15 p3

mastersuono1,273 words

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di tipo di her non non ci faccio niente. Io comunque vado a registrare già con un filtro passa alto. Io però prendo questo spunto e dico ma allora se so già che non che quel rullante necessita anche di più alte frequenze e di meno medie. >> Io non faccio niente successivamente. >> E perché? E perché? Perché poi dopo se devo tornare indietro comunque devo andare a fare un altro processamento che mi deteriora il segnale. Cioè meno tocco meglio è solitamente. >> Siamo tutti d'accordo? a seguito di quello che ci aveva detto durante il corso di EPT una volta, mi ricordo, cioè forse alcune volte è meglio nel momento in cui magari comunque sei, cioè nel caso in cui sei in studio hai dei degli strumenti che magari poi non puoi riutilizzare ovviamente eh è il caso di silenziare direttamente poi non è sempre la scelta migliore lasciarsi aperte tutte le strade quando Allora, vi faccio un'altra domanda. Io sono un musicista, devo registrare il mio disco. Perché dovrei andare da uno di voi o da un altro? Secondo voi cos'è che mi fa scegliere se andare da uno di voi o da un altro? >> Frega una mazza a nessuno. >> Cioè, come fa suonare? Per come riesce a far suonare l'ingegnere? Tutta la velocità >> c >> precisione costo >> mh >> precisione o costo >> siamo >> o budget illimitato, quindi il costo non è un problema. >> Il musicista vada a chi riesce a rendere a rendere la sua idea tramite ilgio, per esempio. Cioè è una cosa molto artistica secondo me. Se sei musicista c'ha il budget limitato, io vado da uno che riesce >> Ok. se questa persona come fa a fare questa cosa, cioè come fa a rendere a mettere in pratica l'idea artistica che avete voi secondo voi? >> Allora, pulito e dopo fai il processamento. >> Allora, quello che differenzia ciò che potrei fare io su mix rispetto a ciò che potrebbe fare chiunque di voi riguarda semplicemente le decisioni che prendiamo. Ok? Gli strumenti li abbiamo tutti quanti a disposizione, verosimilmente ormai oggigiorno più o meno tutti della stessa qualità. Quindi ciò che differenzia il mio lavoro da quello di ognuno di voi o il lavoro di ognuno di voi da quello di ogni altro di voi riguarda semplicemente le decisioni che prendete. È quello che fa il professionista. è quello che determina il contributo che voi date ad una produzione, sono semplicemente le decisioni che prendete. Questo implica in modo inevitabile che voi sarete chiamati a prendere delle decisioni, ogni qualvolta lavorerete su una produzione in qualunque ruolo entriate. solo registrazione, solo mix, entrambe mastering, solo solo mastering, anche mastering, tutto. Per cui dovete abituarvi a entrare nell'ordine di idee che voi mano le decisioni le dovete prendere, non le dovete rimandare e non vi dovete tenere aperte infinite porte perché quello vi genera soltanto confusione, non vi consente di costruire un'identità precisa di ciò su cui state lavorando, che è la cosa più sbagliata perché che è la cosa più sbagliata. Chi immaginate un cantante, buongiorno. Immaginatevi un cantante che deve cantare su un brano. Secondo voi quanto può fare differenza sulla performance del cantante o della cantante il fatto di sentirsi in cuffia un insieme di suoni senza identità, senza troppa arte e troppa parte o di sentirsi un qualcosa che già trasmette energia, che già veicola quello che dovrebbe veicolare? un cantante, come un chitarrista, come quello che volete, un pianista, quanta differenza fa in termini emotivi e quindi anche sulla performance? tutta la differenza del mondo e quella è la cosa che fa la differenza sul vostro prodotto, non il preamplificatore che usate, il convertitore che usate, il microfono che usate, quello viene dopo, viene tutto dopo. Quindi imparate a ragionare come se ciò che viene poi non esistesse. Quindi ragionate in questi termini. Sto registrando la mia batteria. Sento che il rullante ha un suono che più che ricordare quello di un rullante ricorda quello di un fustino del detersivo per la lavastoviglie o per la lavatrice vuoto. Allora, non lo registro. Prima cosa non lo registro. Se se sento che il suono fa schifo, non lo non parto neanche con l'idea di registrarlo, men che meno comincio a perdere tempo sul dire "Ah, ma forse al posto dell SM57 ci metto un 421, un 441, un M201, un U47, un 87, farà schifo uguale". Cioè, riprenderete più o meno peggio una cosa che comunque di partenza fa schifo, quindi comunque il risultato finale è una cosa che fa schifo. Ripresa più o meno bene, ma quindi vi dovrete concentrare sul rendere quel suono come ce l'avete in testa che passa da vari passaggi, passa per esempio dall'accordura. Se non vi convince fate riaccordare al batterista il rullante. Cambiate l'accordatura più alto, più basso, stoppatelo, fatelo risuonare di più, eccetera eccetera. Dopodiché sentite un'eccedenza di medie, toglietele e registratelo così. Date un'identità a quello che state facendo mano che lo fate, perché altrimenti quando poi intanto mano che costruite non avete fondamenta su cui costruire perché costruite su qualcosa che non ha identità. Quindi se io ho registrato una base di partenza che non ha identità, poi ci devo registrare delle chitarre, sulla base di cosa decido? quanto distorcerle o meno. Allora, che faccio? Mi registro il segnale non amplificato, mi registro il segnale della DI e mi registro l'amplificatore, così poi dopo in caso posso riamplificarlo, diventa un un processo veramente doloroso, brutto, inutile. Perdete tutta la parte bella di questo lavoro che invece è quella di creare, di divertirsi. È chiaro che è rischioso. È chiaro che se io registro un segnale già compresso e poi mi rendo conto di averlo compresso troppo, me lo tengo. Non è che posso decomprimerlo in qualche modo, no? ma fa parte del lavoro. Però abituatevi a ragionare con l'idea di prendere decisioni mano. Voi dovete arrivare alla fase di mix che il ciò che avete registrato non deve essere un'accozzaglia di suoni più o meno registrati con metto un microfono, alzo il gain, registro e poi dopo si pensa. No, assolutamente no. Deve essere una cosa che quando voi fate play prima del mix già deve avere una sua identità. Il mix deve servire poi per prendere quella cosa che è un'identità e affinarla ulteriormente. Ma non dovete costruire l'identità di qualcosa in fase di mix. Non ci riuscite, è inutile, non ci riuscite. Cominciate a lavorare su un brano anziché 4-5 ore, una settimana, perdete lucidità, vi comincia a fare schifo qualunque cosa facciate, vi cominciate a sentire frustrati e il risultato finale sarà sempre mediocre. non si scappa da qua. Quindi questa cosa la vedremo anche quando registreremo. Abituatevi all'idea che lo il il POI non esiste. Questa è una delle più grandi bufale dell'home recording e in parte anche dell'audio digitale. Tanto poi dopo si può fare tutto. No, non è vero. dopo non si può fare tutto e soprattutto se voi avete n variabili per ogni singolo elemento che avete all'interno di un brano, ne avete troppe da tenere sotto controllo. Darsi delle limitazioni è fondamentale in un processo creativo sempre. È come quando decidete di produrre, avete 2 tera di librerie di suoni, state una settimana a scegliere un suono da cui partire, ma alla fine non avete prodotto niente. Quindi imponetevi delle limitazioni, imponetevi un metodo di lavoro che prenda una decisione e da lì prosegua senza rimettere sempre in discussione tutto perché sennò non ne uscite vivi. Bene, dopo questo predicozzo direi che possiamo fare una pausa.

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