Passiamo la parola ora al professor Mario Milco Delius. Buongiorno, professor Mario Mirko Delios, membro del comitato scientifico di Algea, professore ordinario di immunologia clinica dell'Università di Siena e dirige l'unità di immunologia clinica del Policlinico Le Scotte. è autore di oltre 300 pubblicazioni e ha dedicato la sua carriera allo studio del sistema immunitario, delle malattie autoimmuni e dei meccanismi dell'infiammazione cronica. Ha seguito un progetto internazionale finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea che studia il comportamento delle cellule immunitarie nello spazio grazie a esperimenti condotti sulla stazione spaziale internazionale con il supporto della NASA. oggi ci presenterà le nuove prospettive di ricerca sulla fibromialgia con particolare attenzione allo studio in avvio presso l'Università di Siena. Prego. >> Grazie mille e grazie per la presentazione. Grazie Annamaria, grazie a tutti voi di essere qua. Per me è sempre un grande piacere essere qui insieme a voi. Annamaria è veramente una super coinvolgente, presidente e mi piace dire perché qualche altra associazione magari ogni tanto la frequento e questa secondo me ha un'incredibile partecipazione, veramente sempre molto attenta, partecipe e questo non è una cosa da poco oggi nel 2026. Allora, sì, come stavo detto, io studio il sistema immunitario da sempre, sono un immunologo e quindi eh nell'ambito delle mie ricerche ho pensato insieme a Annamaria, insieme a tutti voi di andare a iniziare le ricerche sulla fibromialgia proprio dalla parte immunologica. Eh, e perché direte voi, innanzitutto, chiaramente non c'è un dubbio che esista, ma è una cosa che mi piace ricordare, lo sappiamo tutti, ma non è che la dico io, cioè i sacri testi della medicina internazionale mondiale come l'Erison, come ora quelli elettronici che sono up to date, che è il più grande più grande testo elettronico, dicono, cioè c'ha dei capitoli dedicati alla fibromergalgia, quindi Diciamo il dubbio non c'è, esiste questa malattia. Il problema è che non si sa la causa e non si sanno i meccanismi che portano allo sviluppo di questa malattia e quindi non sapendo la causa, non sapendo i meccanismi eh ne consegue quello che gli amici e i colleghi hanno detto prima, non esiste un farmaco che è stato classificato per curare propriamente questa malattia. Quindi questo è il classico esempio di malattia in cui ancora di più è importante la ricerca perché se noi non sappiamo la causa, non sappiamo i meccanismi, non possiamo avere un farmaco. E la ricerca è fondamentale per questa malattia, ma è fondamentale in tutte le attività in ambito sanitario, ma anche nella vita. E a me è rimasta impresso una definizione che fece una volta un mio amico per spiegare la ricerca quanto sia importante. È come se noi avessimo una macchina senza le ruote. Se non c'abbiamo le ruote siamo fermi. Quindi la ricerca è importantissima e questa malattia secondo me ne è l'esempio eclatante perché noi non sappiamo come mai eh avviene, come nasce, come si evolve. Non entro nella parte clinica perché è stata già trattata. abbiamo detto che colpisce soprattutto le donne e questo è un aspetto purtroppo colpisce soltanto le donne, però da immunologo, quindi dalla mia postazione visiva, eh vi posso dire che le malattie che sono a carico del sistema immunitario in genere colpiscono soprattutto le donne. Questo non ci porta a dire che questa sia una malattia immunitaria come patogenesi o autoimmune, però questo è una suggestione. A questo riguardo, prima di entrare a vedere nella pratica cos'è che eh ci prefiggiamo di fare con la nostra ricerca, le nostre ricerche per le quali abbiamo avuto l'approvazione del comitato etico, mi piace dire due parole sul sistema immunitario introduttive perché sennò non è così immediato entrare nella realtà. di quello che noi facciamo nella ricerca. Allora, il sistema immunitario, non perché lo studio io, è fondamentale in tutte le attività della nostra vita, da quando noi nasciamo per tutto il percorso. E io ho detto da quando noi nasciamo, in realtà no, da prima, perché se ciascuno di noi è qua in questo momento il 16 maggio 2026 è perché la sua mamma, la propria mamma, la mia mamma durante la gravidanza ha avuto una modificazione del suo sistema immunitario che l'ha resa tollerante nei confronti di me, di ciascuno di voi. E questo perché? Perché, come tutti noi sappiamo, ma magari non ci soffermiamo, ciascuno di noi ha metà del patrimonio genetico della mamma, ma l'altra metà è del babbo. Quindi il nostro sistema immunitario che come vedete scritto qua, è preposto a difenderci dagli invasori, è preposto a difenderci dalle infezioni, è preposto a difenderci dai tumori senza che noi ce ne accorgiamo. Ogni giorno verifica se c'è una cellula maligna e la elimina, però è preposto a garantire la nostra individualità, quella che va sotto il nome di self, noi stessi. Noi il nostro sistema immunitario tollera noi stessi, ma non gli altri. Ed è per questo che se uno fa un trapianto a un'altra persona, l'organo viene rigettato a meno che non prenda una terapia immunosoppressiva, che è il cardine della successo dei trapianti. Allora, nell'ambito della gravidanza noi abbiamo avuto e abbiamo metà patrimonio genetico e le proteine derivanti dal babbo. Quindi, secondo il funzionamento del sistema immunitario classico, secondo la regola, noi saremmo dovuti essere rigettati dalla nostra mamma. Ma questo non è avvenuto perché c'è una bellissima, mirabile e grandiosa modifica del sistema immunitario durante la gravidanza che ci ha tollerato, si dice in maniera immunologica, e ci ha consentito di crescere e poi nascere. I meccanismi col quale il sistema immunitario ci protegge sono tanti. sono legati a delle cellule del sistema immunitario, sono legati a dei prodotti solubili, delle proteine e così solo a scopo didattico possiamo dire che possiamo suddividere il nostro sistema immunitario in una parte innata e in una parte acquisita che in realtà collaborano molto attivamente tutti i giorni. La parte innata è quella più antica che è nata nell'evoluzione e che è presente anche non solo nell'uomo, non solo nei mammiferi, non solo nei vertebrati, ma anche negli altri esseri viventi. Tutti gli esseri viventi, anche quelli unicellulari, c'hanno dei rudimenti di sistema immunitario di difesa, perché la protezione di ciascun essere vivente è indispensabile, perché sennò porta a morte. l'immunità innata, di cui qui vediamo descritte le cellule che ne fanno parte, le proteine che ne fanno parte, è una parte del sistema immunitario che non ci garantisce quella che viene chiamata memoria immunologica. Memoria immunitaria. La memoria immunitaria c'è garantita dalla parte acquisita del sistema immunitario che sono i linfociti B, gli anticorpi e i linfociti T. Essenzialmente sono questi che sono per l'appunto i globuli bianchi che io studio da sempre, diciamo da una quarantina d'anni. Queste due componenti, nata e acquisita, in realtà servono a scopi didattici, così servono a me nelle mie lezioni con gli studenti di medicina e però collaborano quotidianamente, sono, anzi la non collaborazione comporta delle malattie, quindi la collaborazione cellulare è la base del funzionamento del sistema immunitario. I linfociti T si chiamano T perché nascono in un organo che si chiama timo. I linfociti B si chiamano B perché nascono in un organo che fu descritto da Fabrizio di acqua Pendente negli uccelli che si chiama Borsa di Fabrizio. La borsa noi non l'abbiamo e per noi LinfoTb nascono nel midollo osseo. Il midollo osseo ha come nome inglese Bon Marrow. La B. Quindi i linfociti B nascono lì nel midollo osseo Bon Marrow. Ed è per questo che si chiamano così. Mi piace soffermarmi un attimo perché sennò uno dice come mai si chiamano TB. è bene anche capire perché si chiamano in questo modo. C'è un grande network di comunicazione tra tutti i vari tipi cellulari è dato da tante proteine, da tanti segnali che sono chiamate citochine oppure chemochine. E poi ci sono anche tante altre modalità di interazione tra le cellule che prevedono un contatto, cioè le cellule, i linfociti T aiutano i linfociti B a produrre altor perché li abbracciano proprio hanno ci sono tante molecole di membrana con le quali li abbracciano e li stimolano. E questo abbraccio è fondamentale perché se non c'è l'abbraccio il linfociti T, i linfociti B sono capaci di produrre anticorpi ma ne producono pochi, non in quantità tali da difenderci. La memoria, abbiamo detto, è data da queste cellule, linfociti T, linfociti B e gli anticorpi. La memoria è importantissima. Perché è importantissima? Perché vi faccio uno o due esempi perché ci sono delle malattie, ad esempio, in cui è necessario avere rapidamente degli anticorpi per essere protetti. E quando noi incontriamo un microbo, la nostra difesa più specifica è data proprio dagli anticorpi, dai linfociti T, dai linfociti B, però per essere montata, dato che è molto fine, ci vuole del tempo, ci vuole almeno un mesetto. Ok? Quindi, ad esempio, quando noi ci vacciniamo e nel mese successivo alla prima vaccinazione non siamo protetti. Ed è per questo che se noi veniamo in contatto con quel virus, con quel batterio per il quale noi ci siamo vaccinati in quel mese, noi ci ammaliamo, ma non perché non funziona il vaccino, ma perché il nostro sistema immunitario non ha avuto il tempo di produrre gli anticorpi. Gli anticorpi sono proteine e come tutte le proteine hanno una modalità poi hanno un ciclo, poi dopo vengono catabolizzate, vengono distrutte. Quindi avere gli anticorpi ci protegge, ma non basta averli, bisogna averli in una certa quantità. La quantità è importante e quindi negli anni, se noi non incontriamo quel microbo per il quale ci siamo vaccinati, gli anticorpi vanno a diminuire nella loro quantità finché non raggiungono un livello talmente basso per il quale noi non siamo più protetti. Ed è per questo il motivo che è necessario un seconda vaccinazione, un richiamo dopo 5-10 anni, ad esempio, per il teto, perché sennò uno dice "Eh, io mi sono vaccinato e poi comunque mi sono ammalato lo stesso". Eh, no, certo, ma se ti ti vaccinato più di 10 anni fa non sei più protetto perché bisogna fare un richiamo, per l'appunto la memoria va rinfrescata. Anche noi se abbiamo letto un libro 50 anni fa, magari non ce lo ricordiamo bene, dobbiamo riprenderlo in mano e rileggercelo. Allora, per farvi un esempio, ad esempio, il tetano, eh se noi ci tagliamo con un ferro arrugginito e non siamo vaccinati, rischiamo appunto che l'infezione del crosto del tetano in un o due giorni ci uccide perché produce la tossina del tetano. E noi non possiamo aspettare che il nostro sistema immunitario li produca da sé perché ci servirebbe un mesetto. Ed è quindi necessario avere fatto in passato la vaccinazione, quindi noi abbiamo gli anticorpi e abbiamo la memoria antitetano. E la stessa cosa succede per la meningite. Se noi ci infettiamo col meningo cocco e non siamo stati vaccinati, non abbiamo gli anticorpi protettivi e nel giro di 1 2 tre giorni possiamo morire. Ed è per questo che va fatta la vaccinazione antimeningoccica in maniera tale che noi ci siamo costruiti nel tempo quel corredino di anticorpi che ci serve a proteggerlo. Allora, per quello che riguarda il sistema immunitario, c'è una cellula che viene considerata da tutti il regista delle difese immunitarie e sono per l'appunto i linfociti T che sono quelli che nascono nel timo e che sono essenzialmente quel tipo di cellule che io studio per l'appunto da tempo. I linfociti T, per intenderci, quando furono scoperti si pensava che fossero tutti uguali. Invece gli infocito, un universo. Ci sono tante popolazioni, tante sottopolazioni che hanno funzioni diverse. Ci sono quelle che vanno sotto il nome di linfociti TCD4 che sono gli helper, quelli che aiutano a fare anticorpi e ci sono quelli si chiamano linfociti T CD8 che sono citotossici che e ad esempio uccidono le cellule maligne neoplastiche oppure uccidono le cellule infettate a virus. all'interno di queste sottopolazioni o vi tedi un po', però serve per comprendere cos'è che poi noi vogliamo fare perché sennò sembra che facciamo cose un po' lunari, ma all'interno delle sottopolazioni del linfocdit abbiamo visto nel tempo che le loro funzioni sono collegate alle proteine che loro sanno produrre, quindi alle citochine e tre citochine sono prototipiche. Sulle altre non mi soffermo perché non abbiamo tempo perché non vi voglio annoiare. Comunque queste tre citochine sono una si chiama interferone gamma, un'altra si chiama interlochina 4 e un'altra interrochina 17. Se noi vogliamo avere un'idea abbastanza buona di come funziona il sistema immunitario di una persona per quanto riguarda i linfocit, ci serve andare a valutare queste tre proteine: interferone gamma, interlochina 4 e interlochina 17. Allora, voi magari potreste chiedermi quali di queste cellule sono buone e quali di queste cellule non sono buone. E la risposta è è particolare, ma è perché in natura è così. Noi sappiamo che c'è il lato brillante, il lato scuro del della Luna. Ogni cellula ci serve nella nostra fisiologia, nella nostra vita di tutti i giorni, però ciascuna cellula può avere delle patologie per la per le quali se produce in maniera abnorme, disregolata queste proteine ci porta a un danno. Quindi non posso dirvi che serve è benefico avere l'interferone gamma e non l'interrochina 4. ciascuna. Le nostre difese immunitarie sono molto finemente regolate in maniera tale che dato che sono potentissime devono avere un inizio e devono avere una fine quando hanno svolto il loro compito. Ad esempio, nelle l'interlochina 4 è importantissima per far produrre anticorpi, però se viene prodotto in maniera abnorme è quella citochina che è alla base delle malattie allergiche. dell'asma bronchiale allergico, della rinita allergica, della congiuntività allergica, però non è che sia cattiva di per sé, no? A noi ci serve, però se viene prodotta in maniera disregolata comporta una patologia. Allora, ci sono state alcune evidenze e che hanno suggerito che ci possono essere delle alterazioni per quello che riguarda i linfociti TL*17 che producono gli L17 nell'ambito della fibromialgia. Ok? E quindi la domanda che ci siamo posti a cui vogliamo rispondere con lo studio che sta partendo ora è quali tipi di linfociti T sono presenti nelle pazienti o nei pazienti pochi maschi che soffrono di fibromialgia. Quindi andare a vedere quanta interlochina 17 viene prodotta, quanto interferone gamma e quanto interlochina 4. Quindi per avere un'idea di come funzionino quelle cellule che sono i registi delle difese immunitarie, quindi questo è quello che che ci prefiggiamo. Chiaramente dobbiamo iniziare da una parte, abbiamo deciso di iniziare da qua e quindi vi faccio breve vedere molto sinteticamente quello che andremo a fare. Allora, in pratica verrà fatto un prelievo di sangue, un prelievo di sangue da cui noi vogliamo ottenere quei linfociti che vogliamo studiare. E quindi come si fa questo? Si prende il sangue, si stratifica su un materiale che va a separare i globuli rossi. Vedete? Quello lì è all'inizio. Si prende il sangue, si mette delicatamente su quella sostanza che si chiama Ficle, quella questa trasparente qua, e si mette delicatamente per non fare unire le due fasi perché sennò poi tutto il sistema non funziona. Dopodiché si mette in una centrifuga a girare per 2002 G per 20 minuti e si ottiene quello che vediamo qua. I growuli rossi vanno sotto, vedete che lì erano sopra e vanno sotto su qua. Il plasma va sopra quello giallino. E poi lì c'è un'interfaccia in cui sono quella sono proprio i nostri linfociti qua, questi che vedete lì sopra il giallo e il bianco. Ok? Quindi si leva il plasma che magari possiamo raccogliere per altri studi, cioè per vedere altre cose. Tiriamo su quelle lì che sono le cellule. dove si vede quella nebbiolina, per l'appunto, sono i globuli bianchi che contengono i linfociti D. E a quel punto andiamo a vedere se producono interlochina 17, se producono interferone gamma, se producono interlochina 4. E questo come lo possiamo vedere? Lo possiamo vedere con delle tecniche che si chiamano immunoenzimatiche l'ISA o anche gli spot che vedete lì, oppure con una apparecchio che si chiama citoflorimetro che è qua che è questo qua. E quindi con un una tecnica in cui noi non entriamo, comunque vediamo che ad esempio eh l'interlochina 17 si colora di blu, l'interferone gamma si colora di giallo. In base all'intensità di colore noi sappiamo quante di queste proteine sono prodotte e queste sono le proteine che si è detto che ci interessa sapere. per capire che tipi di linfocit sono presenti nelle paziente, nei pazienti con la fibromialgia. Quindi, avendo ipotizzato sulla base di quello studio che vi ho mostrato prima, che ci possa essere un difetto di queste cellule. Ecco qua, vi faccio vedere. Questo è un altro studio fatto in passato, chiaramente non su pazienti fibromialgici che appunto vi mostra l'interferone gamma. Sono queste immagini in rosso. Queste sono cellule che producono solo interferone gamma. L'interlochina 17 sono queste immagini verde, sono solo cellule che producono interlochina 17 e poi ci sono altre cellule che producono sia l'una che l'altra. Infatti vedete ci sono dei colori verdi e dei colori rossi. E niente, quindi ora andremo a studiare le pazienti e i pazienti con fibromialgia e eh andremo a fare un prelievo di sangue e fare tutto quello che ci siamo detti finora per vedere per cercare di iniziare a capire e come stanno le cose nella fibromaggia, perché non possiamo negare che, come si è detto, detto, noi non conosciamo la causa, non conosciamo quella che viene detta patogenesi, quindi i meccanismi alla base del danno in questa malattia, quindi è come se fossimo un po' all'anno zero, quindi dobbiamo pian pianino, mattone dopo mattone, cercare di capire. Per fare questo, chiaramente mi avvarò di tutto il team che lavora con me, inclusa una collega professoressa che lavora al all'IoT, la professoressa Caproni e abbiamo deciso che anche per comodità, insomma, di tutti, anche delle pazienti eccetera, il prelievo verrà fatto appunto alle OT a Firenze, non a Siena, così magari è più comodo per voi arrivare per coloro che vorranno aderire a questo studio e io vi ringrazio per l'attenzione. M.
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