Ma non benissimo. >> Allora, avete domande >> su quello che ho appena spiegato. >> Su quello che ho appena spiegato, che ovviamente purtroppo chi a casa si sarà perso. Su quello che abbiamo detto la volta scorsa barra le volte scorse. Tanto lo so che c'è qualcuno che ha ancora dubbi sulla patch bay, però questo >> Sì, patch Bay è la parte più difficile. >> La Pch Bay in realtà esatto, la parte più difficile di tutto il master. La patch. No, scherzi a parte. Avete domande qual su quello che abbiamo detto la volta scorsa, microfoni, ascolto stereo, diagrammi di Williamsra, un >> piccolissimo? >> Facciamolo, fatelo. >> Cioè, non è che f >> Allora, sui microfoni è tutto chiaro? >> Microfoni a pressione, gradiente di pressione, cos'è un pattern polare? Cos'è la risposta in frequenza, cos'è la sensibilità? Cos'è quali sono i problemi della direttività? Cos'è l'effetto prossimità? Perché si origina l'effetto prossimità, come fa un microfono ad essere direttivo? Vi ricorrendo microfoni a condensatori, microfoni a bobina mobile, microfoni a nastro, come funzionano, in cosa sono in teoria un pochino più indicati, eccetera. Tipo se vi chiedessi, che ne so, la differenza fra un microfono a bobina mobile e a nastro, che cosa mi rispondereste? La bobbina mobile è che sono antiquati. No, >> no, non è vero. Ieri è ricordato fino alla bobina mobile, sappiamo il punto in cui sono >> quindi sulla bobina mobile qualcosa può dirci >> qualcosa? >> Quindi dai, facciamo un po' di facciamo un velocissimo >> Vabbè, funziona dell'inuzione >> elettromagnetica. M >> quindi abbiamo il diaframma che sposta la la bobbina. >> Sì. Ehm, c'è un magnale, quindi si creazione magnetica per il movimento della bobina >> e e questo campo elettromagnetico poi viene convertito in bosta. >> Questa perturbazione genera una tensione elettrica. E i microfoni a nastro invece come funzionano? >> Come >> i microfoni a nastro invece come funzionano? E non rispondetemi bene. >> In teoria allo stesso modo solo che invece di esserci una bobina abbiamo il nastro. con tutte le implicazioni sul fatto che il microfono poi è più delicato, regge CPL più bassi. >> Esatto, perché il nastro, abbiamo detto, che è uno spessore molto molto ridotto, mentre il microfono bobina mobile ha invece un un suo meccanismo di trasduzione molto resistente, molto molto corposo e molto resistente. Una cosa che non vi ho detto l'altra volta parlando microfono e nastro è parlando di alimentazione Phantom. Ora, ricapitoliamo un attimo. Alimentazione Phantom, che cos'è? A che serve? polarizzare il condensatore. >> Mh, intanto che cos'è? 48 volte di >> Ma ne abbiamo parlato? >> Sì, ne abbiamo parlato. >> Ah, >> questa domanda è molto confortante. Comunque, >> no, serve ad alimentare il microfono. >> Serve ad alimentare il microfono. Che cosa alimenta e come funziona questa alimentazione? Come fa ad arrivare al microfono? Non lo so. SC >> non c' neanche scritto adesso, infatti >> è integrato nel microfono, quindi non serve avere un altro alimentatore. Se fosse integrato il microfono il microfono sarebbe già autoalimentato. Microfoni attivi dalla pant lo attacco al mix ci sta. Allora, sul preamplificatore e il preamplificatore fornisce sullo stesso cavo microfonico che noi utilizziamo per portare il segnale del microfono, fornisce una tensione continua al microfono di 48 V sui pin 2 e 3 del cavo bilanciato del cavo XLR, diciamo, sui poli che conducono poli di segnale, diciamo, del di un di una linea bilanciata. Questa alimentazione che arriva al microfono serve per polarizzare la capsula, perché abbiamo detto che una capsula del microfono a condensatore funziona come un condensatore. Se non polarizziamo il condensatore, le due armature del condensatore, non avviene quello non diventa un condensatore, quindi non avviene nessun tipo di variazione capacitiva quando si muove il diaframma e quindi non avviene nessun tipo di corrispondente variazione di tensione elettrica in uscita, quindi va polarizzata la capsula. Inoltre, nei microfoni e a condensatore c'è anche un piccolo preamplificatorino che serve non tanto per guadagnare segnale quanto per abbassare l'impedenza d'uscita altissima che ha la capsula di un microfono a condensatore. Quindi alimentazione Phantom serve a questi due scopi. Ora c'è una, diciamo, una leggenda che più o meno una leggenda, come tutte le leggende, ha un minimo di fondamento di verità, ma adesso cerchiamo di capire qual è. secondo cui ai microfoni a nastro non va assolutamente data la Phantom, tranne quelli ovviamente attivi, quindi quelli che hanno al loro interno un preamplificatorino pensato apposta per ricevere la Phantom e quindi per dare più livello d'uscita a un microfono a nastro, perché sennò il microfono a nastro si rompe. Ora questa cosa non è necessariamente vera e soprattutto è tanto vera per i microfoni a nastro quanto potenzialmente anche per altre tipologie di microfoni, perché i microfoni a nastro, vero è che sono molto delicati, il nastro è molto delicato, >> ma è altrettanto vero che il motivo per cui si può rompere il microfono a nastro dando l'alimentazione Phantom in modo non opportuno può tranquillamente danneggiare anche altre tipologie di microfoni. Secondo voi, in quale in che modo l'alimentazione Phant può, diciamo, danneggiare un microfono? In quale caso? >> Quando si stacca senza spenderlo o viceversa? >> Ni. Allora, tutto dipende dal tipo di connettore che utilizzate. Se voi utilizzate connettori XLR, vi ricordate quali sono i connettori XLR? Sì, anche i jack possono essere bilanciati, però i connettori XLR sono quelli come quelli lì, quindi quelli che hanno tre contatti, tre poli, tre buchetti, diciamo così, tre contatti che fanno, diciamo, con m quando voi unite il connettore maschio o il connettore femmina, ogni polo fa contatto sul polo su cui deve fare contatto. Quindi l'uno fa contatto con l'uno, il due fa contatto col due, il tre fa contatto col tre. A meno che non ci siano problemi interni di saldature sul cavo, è impossibile creare un corto circuito fra i poli. È impossibile che il polo 1 entri in contatto col due, che il due entri in contatto col tre e viceversa. Pensiamo adesso a una situazione in cui al posto in XLR utilizziamo un jack TRS. Cosa succede in quel caso? Se voi immaginate al rallentatore, diciamo così, l'inserimento o il disinserimento di un connettore jack, che succede? Succede che appena iniziamo ad inserire il connettore jack, abbiamo il tip, quindi la punta del maschio, che non fa contatto direttamente sul tip del connettore femmina, fa prima contatto sullo sleeve poi e quindi abbiamo già un primo corto circuito. Continuando a inserire, diciamo, facendo il primo scattino, abbiamo il tip che fa contatto sul ring della femmina, il ring del maschio che fa contatto sullo sleeve della femmina e lo sleeve del maschio che non è non fa contatto con niente. E quindi stiamo dando vita a due cortocircuiti. Quindi finché non non avviene l'inserimento completo o il disinserimento completo, noi abbiamo anche se per poco tempo, dei cortocircuiti, per cui l'alimentazione viaggia sui poli non corretti. Mentre se viaggio sui poli 23 di una linea bilanciata si annulla proprio a causa del fatto che la linea è bilanciata. Se noi la mandiamo su poli diversi c'è rischio che questa tensione possa danneggiare il microfono. Ora, microfoni un po' più resistenti come quelle a bobina mobile, ovviamente tendono a danneggiarsi meno rispetto a un microfono molto delicato come quello a nastro, ma in realtà il problema non risiede nella phantom di per sé, risiede nel fatto che a seconda del connettore che utilizziamo e quindi lo stesso discorso vale anche con i bantam nelle patch bay, per esempio, se noi andiamo a patchare un microfono all'interno di un preamplificatore, di un canale diverso del mixer con la Phantom attiva, finché il patch non è avvenuto completamente, avvengono dei cortocircuiti, quindi la tensione, la Phantom viaggia su poli non corretti e rischia di energare i microfoni. Quindi questo tenetelo sempre a mente quando dovete alimentare o disalimentare un microfono, quando dovete attaccare un microfono. Se dovete attaccare un microfono direttamente col cavo XLR sull'ingresso del mixer, Phantom accesa o spenta cambia poco, tanto quello equivale già ad un un non onof di suo. Se state usando dei jack, state molto molto attenti, soprattutto state molto attenti anche se usate dei jack sbilanciati per sbaglio che magari non ve ne accorgete. >> Rischi di bruciare anche l'alimentatore dei 48. No, quello quello è molto molto difficile. >> Molto difficile, sì, anche perché quello poi arriva direttamente al mixer, quindi quella 48 viene ricavata dall'alimentazione principale del mixer, quindi è una cosa molto molto difficile che si possa bruciare. Ma il microfono, soprattutto il nastro, il nastrino spesso si brucia, si caput. Quindi detto questo, ehm ascolto stereo, tutto chiaro? Il discorso dell'SRA, cos'è l'SRA, come si interfaccia con l'ascolto stereo standard? Cos'è la distorsione angolare? Cos'è la compressione angolare? Cosa? >> Una domanda sui PN polari, ma qual era la funzione sul microfono che riusciva a cambiare? Cioè, c'è il microfono che ha più >> Allora, alcuni microfoni hanno il pattern polare variabile, >> ok? Quindi c'è la possibilità di selezionare il pattern sul microfono. Ora, solitamente microfoni a pattern variabile sono microfoni che ricavano il pattern non per via meccanica, quindi non semplicemente per lineae di ritardo, perché variare le linee di ritardo meccanicamente sarebbe molto complicato, ma che ricavano il pattern polare per via elettrica, quindi solitamente microfoni a condensatore che hanno una configurazione back to back, quindi hanno diaframma, backplate, diaframma, >> a seconda di quanto viene alimentata la capsula posteriore, diciamo così. si d si dà vita a più a dei pattern diversi, cardio omidirezionale, bidirezionale e via discorrendo. >> Ah, ok. Quindi è tutta fattore elettrico. >> Elettrico. Sì, sì, sì, sì, sì. Su diagrammi di Williams vi è tutto chiaro che sono, che cosa ci rappresentano? Vabbè, poi ovviamente se vi dovessero venire delle domande non fatele. Spostiamoci. Come vi dicevo l'altra volta, è chiaro che è un po' scomodo andare in giro con i diagrammi di Williams in tasca, no? ogni volta devo riprendere che ne so, un controfagotto, dico "Ah, oggi uso". Mh, cioè è scomodo, non è pratico. Per cui adesso vi presenterò una serie di tecniche sterofoniche già standardizzate che dovete conoscere bene, che vi serviranno mano che vi troverete ad affrontare la necessità di effettuare una ripresa sterofonica. La maggior parte, anche se non tutte, di queste tecniche, vedrete che impiega microfoni uguali, quindi stessa marca, stesso modello, stesso pattern polare. Cominciamo dalla prima anche in ordine, diciamo, storico. Non so se avete mai sentito parlare di Alan Bloomline. Alan Bloomline è la persona a cui viene, diciamo, in qualche modo attribuita l'invenzione della stereofonia, per come la conosciamo noi, sterofonia nell'audio, diciamo. E dal suo nome prende il nome anche questa tecnica stereofonica. In cosa consiste la tecnica Bloomline? Prevede l'impiego di due microfoni bidirezionali. coincidenti, per cui non c'è quando parliamo di tecniche coincidenti, adesso vedremo tutte le prime che vedremo sono tutte tecniche sterofoniche cosiddette coincidenti. Intendiamo per tecniche coincidenti le tecniche che non prevedono l'impiego di distanza fra le capsule, ma soltanto una differente angolazione. Quindi la Bloomline prevede l'impiego di due microfoni bidirezionali coincidenti, angolati fra loro di 90°, dove il centro della ripresa impatta i microfoni a 45°. Quindi, se questo è il mio microfono A e questo è il mio microfono B, io li metto uno, l'altro angolati di 90°, quindi coincidenti angolati di 90°, dopodiché il fronte, il centro della mia ripresa stereo deve arrivare a 45° rispetto alla tecnica, quindi deve essere così. Ok? Non deve essere così, non deve essere uno completamente di fronte, uno completamente di lato, ma angolati di 45°. Questa tecnica ci restituisce una ripresa stereo che ha un SRA di 80°. Che significa che ha un SRA di 80°? Cè compressione? >> Mh. >> C'è compressione angolare perché >> Sì, c'è c'è un minimo di compressione non tanta, eh? C'è però c'è un minimo di compressione angolare. Ma un SRA di 80° che cosa significa? Quando io vi dico che una tecnica ha un SRA di 80°, che significa? Che il >> panorama stereo di 80°. >> Mh. >> Che il panorama stereo di 80°. >> E quindi se c'è un elemento che sta a 85 che succede? 80. >> Eh, >> rimane 80 ma livello più basso. >> Rimane 80 ma livello più basso. Come >> prodotto solo da un lato. >> Come l'abbiamo definito l'RA noi? il settore che possiamo riprodurre in modo attendibile. >> Esatto. È la porzione di campo che noi possiamo riprendere e successivamente riprodurre in modo attendibile e stabile all'interno del nostro ascolto stereo. Tutto ciò che ricade al di fuori dell'RA, abbiamo detto, verrà riprodotto completamente da una parte o completamente dall'altra. In questo caso tutto ciò che si trova all'interno degli 80° verrà riprodotto in modo stabile, per cui 80° di campo, ciò che si trova qui, quando lo andrò a riascoltare, lo riascolterò qui con un ragionevole grado di accuratezza. Ciò che si trova qui, quando lo andrò a riascoltare, lo sentirò sulla cassa, proprio puntiforme sulla cassa, diciamo così. non rispecchierà la posizione che aveva nella ripresa originale. Ha una distorsione angolare di 5°. Che cosa significa che ha una distorsione angolare di 5°? che la sorgente che era a 5° diversa da quella che era originariamente >> 5° come però diversa più stretta >> 5° più stretta no nel riascoltarla è più larga >> nel riascoltarla è più larga se mi rimetto quei 60° >> in teoria è più stretta perché io ho di 80°. Se mi metto ad ascoltare a 60° in teoria quello che ascolto è più stretto di quello che ho ripreso. >> Sì, >> però quello riguarda quello che abbiamo definito essere la compressione angolare, ossia il rapporto fra l'SRA e i 60° dell'ascolto stereo standard. Quando parliamo di distorsione angolare invece che cosa intendiamo? Se diciamo che una tecnica sterofonica ci genera una distorsione angolare di 5° che intendiamo? e l'incertezza con cui percepisco la sorgente. >> Eh, non vi immaginate la sorgente necessariamente come un'unica cosa, eh, cioè non è che è un necessariamente una chitarra, può essere anche un insieme di elementi. Nel caso di un insieme di un coro, per esempio, un'estorsione di angolare di 5°, come in cosa si traduce a livello >> ritardo? No, >> no, >> la differenza di gradi, >> cioè >> una dist >> è come se non lo sentissimo dalla posizione da cui viene. >> E da dove la sentiamo? >> È è distta di un certo angolo. >> E verso dove >> sei distorta di 5° abbiamo registrato 80° e stamo soltando a 60°. Mh. >> Non c'è più l'effetto stereo preciso, >> no? Voi state continuando a parlare di quella che abbiamo definito compressione angolare, quindi il rapporto che c'è fra l'SRA, in questo caso 80° e l'ascolto stereo standard, che sono 60°. Quindi il rapporto fra queste due, fra questi due m campi, diciamo così, fra queste due porzioni di campo ci dà la compressione angolare. Quando parliamo di distorsione angolare, abbiamo detto che intendiamo lo spostamento verso l'esterno di tutti gli elementi intermedi una ripresa, quindi tutto ciò che si trova fra il centro e gli estremi, la cassa sinistra, la cassa la cassa destra, per capirci. Tutto ciò che si trova in mezzo in queste posizioni intermedie verrà riprodotto con un leggero shift verso l'esterno. >> Ah, ok. E quindi proprio uno spostamento come se fosse fisicamente. >> È come se io gli elementi del coro che stanno qua e che stanno qua quando li vado a riprodurre li percepissi 5° più spostati. il buco al centro >> che è quello che è estremizzato. Esatto. Determina il buco al centro, quindi determina uno schiacciamento elevato degli elementi verso l'esterno e questa sensazione quasi di whole in the middle, lo dicono gli inglesi quelli bravi, cioè di di buco al centro, quindi di mancanza di elementi nella parte centrale o più prossima al centro. Comunque come un coruso, >> no? No, un corus è tutt'altra cosa, è un effetto di modulazione che è basato su un ritardo e su un ritardo modulato da un LFO, proprio un'altra cosa che se che vuole emulare un altro fenomeno, lo vedremo la prossima volta, il corus. L'idea del corus è quello di cercare di ricreare con illusione psicoagustica l'effetto del coro proprio. Qual è l'effetto da cosa cos'è che crea l'effetto di un di un coro, di un ensemble, di un'orchestra? il fatto che ci sono delle microfluttuazioni di intonazione di tempo. Non tutti i violini attaccano nello stesso momento, qualcuno è leggermente crescente, qualcuno è leggermente calante. Il Corus vorrebbe simulare più o meno questa questa cosa, così come altri effetti d'ambiente su cui ci soffermeremo nella prossima lezione. Quindi questa è la Bloomline. I microfoni solitamente più utilizzati per effettuare la Bloomline sono i microfoni a nastro perché hanno un pattern bidirezionale eh già naturalmente di loro, anche se esistono sporadici casi di microfoni a nastro che hanno un pattern diverso. Esiste un microfono a nastro ipercardio mi pare, prodotto da Bayer Dynamic che si chiama M160 se non sbaglio, che esteticamente è simile ad un SM58. è un microfono a nastro che però è un pattern ipercardio se non sbaglio proprio. >> Quale, scusi? >> L'M160 delle bei Air Dynamic, però a parte casi così isolati, microfoni a nastro, abbiamo visto che per loro natura sono bidirezionali. La riduzione dell'SRA a 80 rispetto ai 90 con cui posizione è dovuto proprio al fatto della forma del lobo. >> È dovuto al fatto è dovuto al fatto che chiaramente l'SRA è determinato dall'interazione dei pattern polari fra loro, >> eh, >> e quindi >> essendo comunque un robot che fa così >> a seconda di come interagiscono, chiaramente essere. Esatto. È una cosa spesso poco intuitiva, eh, perché vedrete che spesso aumentando di tanto l'angolazione diminuisce di tanto l' SRA in molti casi, quindi è una cosa abbastanza controintutiva, ma dipende da come interagiscono fra loro, appunto, i pattern polari, sia a livello di >> fase di del segnale che arriva a entrambi i microfoni, ovviamente lo apro di più, invece, però incomincia a entrare nel buco. >> Esatto. Incominciano a sfasarsi di più >> e quindi cominciano a cancellarsi di più. E anche la distorsione angolare è data ora me la chiedevo perché mi sono fatto il disegno a volo dal dai due pattern, nel senso se il disegno due figura 8 nel punto centrale proprio visivamente ho un figura polare ideale della somma delle due che rientra. è dato da quello >> eh ni è dato è dato da da un insieme di fattori tendenzialmente. Ehm tanto è vero che la distorsione angolare si verifica in tutte le tecniche sterofoniche e in realtà a parità di pattern possiamo avere combinazioni di distanza e di angolazione che generano una distorsione angolare maggiore o minore. Quindi anche se noi utilizziamo per esempio due cardioidi distanziati abbiamo distorsione angolare che è minore rispetto a due cardiodidi coincidenti. >> Ok? che potrebbe anche questo sembrare un po' controintuitivo. Tutte le tecniche che vedremo hanno sottinteso che nella Dow o nel banco si pannano tutte. >> Certo. Left completamente left completamente right. Sono due canali, sono una ripresa stereo a due canali, quindi ci si aspetta che un il canale sinistro venga riprodotto a sinistra e che il canale destro venga riprodotto a destra, altrimenti diventa una somma mono. >> Ok? Quindi, avendo la figura 8, io avrò eh il microfono, >> avrò questo che punta di qua, >> completamente pampottato a sinistra. >> Ok, però che prende anche l'ambiente di destra, però >> eh, >> prende anche l'ambiente di >> Certo. Prende anche le riflessioni che arrivano da qua. Assolutamente. Così come questo prende le riflessioni che arrivano da qua. >> Ancora si fa in studio così per registrare? Sì, sì, sì, sì. Molto utilizzata, molto utilizzata soprattutto e riprese di ambiente, quindi riprese di room, eccetera. Ehm, riprende abbastanza il contributo della stanza perché capite che il fatto di avere un lobo posteriore simmetrico rispetto al lobo anteriore determina soprattutto in stanze magari abbastanza piccole. Comunque le prime riflessioni che arrivano posteriormente si ripresentano con un contributo significativo sulla sulla ripresa, però in una ripresa di ambiente questa potrebbe in realtà essere proprio una cosa che noi ricerchiamo. Quindi >> sì, >> quindi so che è magari ridondante, però le posso chiedere di di spiegare brevemente cosa comporta l'RA? >> In che senso cosa comporta l'RA? Che cos'è? >> Eh sì, ricordo esattamente l'SRA. Qualcuno Qualcuno vorrebbe provare a rispiegare cos'è l'SRA. Vediamo se è chiaro per tutti. Dai, su, tanto non è l'esame. Se poi ve lo chiedo l'esame, non lo sapete, lì è un problema. L'angolo di registrazione, >> l'angolo di registrazione vuol dire tutto, non vuol dire niente, perché l'angolo di registrazione mi farebbe pensare che tutto ciò che c'è oltre l'SRA non viene registrato, cosa che ovviamente non è vera. È il settore di campo. >> Sì, >> a devo spiegare >> a me Salvatore. Vieni fuori >> il settore è il settore di campo, cioè ripreso dal sistema microfonico che ha un'immagine ester poi si è riprodotta fedelmente. >> Vabbè, ma dopo mandami la foto degli appunti a >> Allora, provo provo a rifarvela più semplice. È chiaro che quando noi facciamo una ripresa di qualunque cosa, il microfono non è che decide che cosa riprendere e che cosa non riprendere. quello che gli arriva riprende, trasduce. Ok? Quando io decido di riprendere un evento sonoro in stereo, perché mi interessa riprendere le informazioni a livello stereofonico che sono codificate in quell'evento, cioè se io ascolto un'orchestra mi aspetto di sentire i violini a sinistra, mi aspetto poi di sentire le viole, poi di sentire i violoncelli, poi di sentire i contrabassi. Mi aspetto sentire dietro a destra le percussioni e via discorrendo. Quindi la sterofonia in certe situazioni è parte integrante importante dell'evento che dobbiamo riprendere. Quindi se a me interessa riprendere un evento insieme con il suo contributo sterofonico e quindi non soltanto il suo suono, ma anche la, diciamo, la spazializzazione di quello che succede. Utilizzo una tecnica sterofonica. Ogni tecnica sterofonica riesce a riprendere e a consentirmi successivamente di riprodurre una parte del campo che ho davanti variabile a seconda della combinazione di distanza, angolazione e pattern polare che sto utilizzando. Quindi, se io sto davanti all'evento sonoro, un SRA di x significa che quegli x i gradi davanti a me che io posso riprendere e riprodurre successivamente mantenendo la giusta coerenza di informazioni stereofoniche in riproduzione. Cioè, se io dico che un SRA è di 80° significa che nell'evento sonoro davanti a me ciò che si trova in 80° di campo verrà riprodotto in modo fedele successivamente. Quindi se lui canta lì io quando lo vado a riprodurre lo sento lì a metà strada, diciamo. Tutto ciò che sta fuori dallra non è che non viene registrato, perché non è che il microfono dice "Ah, tu vieni da 81°". No, non ti registro, mi dispiace. lo registra uguale. Cambia la percezione stereo perché io comunque mentre lo sto ascoltando lo sento che lui arriva da 90°, diciamo da + 45, quindi 90° di sraolazione e per me il settore di campo che io ho davanti non è che si esaurisce là, potrebbe cantare qualcuno da lì, potrebbe cantare qualcuno da lì. Quando io questa cosa però la vado a riprodurre, tutti gli elementi che sono al di fuori del mio SRA li sentirò tutti insieme sovrapposti all'estremo dell'ascolto, quindi tutti sulla cassa destra. Però eh forse una domanda stupida, ma se c'è qualcosa dietro lo sento come se fosse davanti allo stesso modo. >> Quello dipende dall'ambiente. Se hai qualcosa dietro, lo senti, dipende dall'ambiente. Perché è chiaro che se al sistema microfonico, alla parte frontale, metti di avere due cardioidi. Per prima cosa nel posto del suono diretto arriva il suono riflesso, arrivano le prime riflessioni del soffitto o delle pareti o di quello che sia. È chiaro che a seconda di come impattano, tu percepirai una collocazione estereo che chiaramente non sarà posteriore, però sarà sicuramente sballata, magari potrebbe anche essere fortemente un'opposizione di fase, tanto che quando vai a mettere in mono magari fra loro si cancellano pure. Non è una cosa predicibile a priori. >> Credo che lui intende proprio nella figura 8. >> Intisto che è una figura 8. >> Sì. Nel senso, se ho qualcosa che mi arriva da dietro, >> Sì. >> E mettiamo che ho l'ess di 80° che comunque lo intendo in avanti, cioè non so come spiegare. >> Sì, più o meno 40° davanti. Sì, >> esatto. Se e considero la parte dietro. >> Sì, >> quello che quello che registro da dietro in realtà lo sento come se venisse da davanti, però al contrario. Cioè, quindi quello che sta a sinistra va a destra >> in teoria. Sì, però anche lì dipende da molte cose, dipende dall'ambiente, quindi dipende poi da da quanto da come il suono arriva nel lobo posteriore e nel lobo anteriore. Questo chiaramente dipende anche per la parte anteriore. Quindi in teoria sì, cioè così come se io prendo un microfono bidirezionale, parlo davanti, parlo di dietro, sento la stessa cosa. Quindi è chiaro che posiziono la tecnica sterofonica in modo opportuno, facendo in modo che stia davanti alla sorgente, vicino alla sorgente. Cioè quello quello che a me interessa è la parte frontale di ripresa, come in qualunque ripresa microfonica anche mono, non per forza stereo. La potete utilizzare anche per prendere due batterie, magari e avere il il panorama stereo su due batterie, non ve lo impedisce nessuno. Domande altre? >> I frontiano dall'ambiente e quindi impallano l'altra faccia. M.
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