Direi che possiamo iniziare. Allora, eh l'altra volta, se non mi sbaglio, >> c'eramo fermati sul pattern cardioide, giusto? >> Sì. >> Sì. Avete domande su quello che abbiamo detto la volta scorsa? Io non cero, quindi per buon tipo che ne so domande relative alla buongiorno. relative alle patch bay, queste cose strane. Ecco, >> cioè ho avuto un po' di confusione che si giorni rivedere un po' la payamento vero e proprio. >> Ok, >> se può rifare un attimo dove dove dove stanno i dubbi? Eh, diciamo non ho ben capito collegamento di normalizzazione. >> Mh mh. >> Eh, quello lì non riesco a capire fisicamente come dovrei collegare la patch bay. >> Come dovresti collegare la patch bay tra tutto, diciamo, come si integra all'interno proprio dello studio. Ok. Allora, qualcuno va di rispondere su questa cosa, così vediamo di fare un recap tutti insieme. Dai, su, forza così ci svegliamo un po'. Cioè, svegliate un po'. Io che mi sveglio un po'. Io la vedo difficile stamattina, però dai, tanto non è l'esame, quindi anche se di castroneria non è un problema. Se posso >> Ah, vai. >> Eh, nella page ci sono i connettori frontali e poi che sono o getta ETRS oppure eh bantam. M >> m e sono due file una sopra l'altra. Mh mh. >> Eh, dietro invece ci sono le connessioni eh parlate proprio con il figo per andare agli apparati fisicamente. Eh, nella configurazione Open ogni la connessione che devi fare tu manualmente per tutte per tutti i tipi di eh >> di collegamento >> di collegamenti, quindi sono è solamente una una connessione fisica tra davanti e dietro. Ehm, invece nella eh si è normalizzato eh nel momento in cui non sono attaccati, cioè non su sulla patch base sul frontale non è attaccato nessuno connettore, allora tutte i eh tutta la linea sopra la linea sotto sarà collegata in verticale e quindi incidendo il circuito colleghi l'apparato che è collegato alla parte sopra, quello sotto. e semmalizzato. Invece nel momento in cui attacchi il il connettore alla parte nel nella parte sotto il crei una nuova connessione che rimarrà in parallelo rispetto a >> la parte sopra. La parte sopra >> resta in parallelo. >> Esatto, la parte sotto rimane in parallelo, quindi colleghi in parallelo due copia del segnale volendo. >> La domanda è, vi è chiara, vi è chiaro il perché? Qual è l'esigenza di avere una patch bale? Cioè, è chiaro perché ci stiamo complicando la vita in questo modo così barbaro per avere una patch? non collegare e scollegare in continuazione quando noi abbiamo tanti, diciamo, tanta strumentazione. >> Esatto. Cioè se noi abbiamo 20 preamplificatori, 20 equalizzatori e 20 compressori, oggi sto registrando una cosa e voglio o sto mixando una cosa e voglio utilizzare una determinata catena, quindi voglio, che ne so, preamplificatore, compressore, equalizzatore, desserg, poi vedremo che cos'è. convertitore AD oppure il giorno dopo sto registrando un'altra cosa, mixando un'altra cosa e voglio avere semplicemente sullo stesso canale magari del mixer una catena di insert che ha soltanto l'equalizzatore, il giorno dopo soltanto un compressore, il giorno dopo ancora voglio la stessa catena del primo giorno ma con compressore d'equalizzatore in ordine invertito. Cioè, capite che una cosa del genere, se noi la dovessimo fare senza una patch bay, significherebbe ogni giorno andare dove abbiamo tutti i nostri apparati, quindi dietro ai rec dove abbiamo tutti i nostri apparati, staccare i cavi e riattaccarli. Oggi devo attaccare l'uscita del preamplificatore nell'equalizzatore. Devo attaccare l'uscita dell'equalizzatore nel compressore. L'uscita del compressore nel convertitore. Domani stacca tutto e attacca soltanto l'uscita del preamplificatore nel compressore. Nel compressore. Stiamo tutti i giorni a ricablare tutto. Significa per una quantità di tempo, una quantità di lavoro che dopo una settimana avete cambiato lavoro. Cioè non è non è sostenibile, assolutamente non sostenibile. Quindi l'idea qual è? Se io tutte le macchine, tutto ciò che c'è nel mio studio, equalizzatori, compressori, preamplificatori, convertitori, tutto tutto quanto, riesco a farle confluire in un unico grande cervellone, chiamiamolo così, sul quale posso andare a fare collegamenti al posto che andarli a fare dietro agli apparati. Allora, a quel punto la flessibilità di configurare catene in modo libero diventa esponenzialmente più efficiente. Quindi, se io oggi voglio attaccare preamplificatore, equalizzatore, compressore, convertitore, anziché andare smontare i pannelli, andare dietro, cambiare il cablaggio, eccetera, utilizzo dei cavetti e mi faccio le connessioni sulla parte frontale della patch bay. Se domani questa stessa catena la voglio cambiare, quindi invertire di ordine qualcosa, togliere qualcosa da questa catena, eccetera, mi basta staccare due tre cavetti lì davanti senza andare a rimettere mano all'impianto, al cablaggio strutturato dello studio della mia regia. Ok? L'esigenza della patch Bay è questa, cioè avere la possibilità di configurare catene di routing di segnale flessibili senza dover per forza fare un'operazione estremamente invasiva come quella di ricablare tutto fisicamente tutte le volte che devo fare qualcosa, altrimenti non usciamo vivi. Cioè, quindi una volta cabato quello rimane, mentre l'altra parte noi diciamo è come se fosse un'uscita che la mandiamo a >> Non è come se fosse un'uscita. Allora, ogni catena si compone di diversi anelli che sono collegati uscita, ingresso, uscita, ingresso, uscita, ingresso. Questo immagino che sia abbastanza chiaro, no? >> Ok. Allora, noi una catena la possiamo fare in due modi. O prendiamo direttamente l'uscita del preamplificatore e l'attacchiamo nell'ingresso dell'equalizzatore, poi prendiamo l'uscita dell'equalizzatore e l'attacchiamo nell'ingresso del compressore. Poi prendiamo l'uscita del compressore, l'attacchiamo nell'ingresso del convertitore. E questo comporta sia dei limiti in termini delle difficoltà in termini di tempo, perché ogni volta bisogna andare dove effettivamente ci sono le connessioni sulle macchine e non è manco detto che le macchine stiano vicine fra loro, fra l'altro. C. >> Quindi magari lo stesso cavo che mi consentiva di collegare per amplificatore, equalizzatore, se devo fare per amplificatore compressore non mi basta, quindi vai a prendere un cavo più lungo, magari il compressore sta in un'altra stanza. Cioè subentano tutta una serie di difficoltà che rallentano il lavoro troppo troppo. Quindi l'idea qual è? Se io ho tutti gli ingressi e tutte le uscite tramite i quali io posso configurare le mie catene, li riporto in un unico pannello che è la patch bay, a quel punto le connessioni fra ingressi e uscite, quindi la configurazione delle mie catene, le posso fare sulla patch pay. Come faccio a fare questo? Tutti gli ingressi e le uscite di tutto quanto si collegano nella parte posteriore. Ok? Una volta collegate nella parte posteriore, noi ce le ritroviamo tramite dei collegamenti interni sulla parte anteriore. >> Ok? >> Quindi da lì a quel punto posso prendere un'uscita e mandarla in un ingresso, posso prendere un'altra uscita di qualche cosa e mandarla in un altro ingresso. Il giorno dopo posso fare esattamente il contrario, ma ho tutto lì con una velocità e una flessibilità che andare a mettere mano al collegamento fisico strutturale che sta dietro agli apparati non mi dà. >> Ok. >> Ok. è da lì che nasce. Poi da lì c'è un'ulteriore agevolazione data dalla possibilità di normalizzare le patch bay, quindi dalla possibilità di creare questo collegamento, questo ponticello interno fra ciò che c'è sopra e ciò che c'è sotto che ci dà la possibilità nel momento in cui noi progettiamo la patch bay per bene, quindi facciamo in modo che il flusso del segnale sia già concettualmente pensato per andare da sopra a sotto, da sopra sotto, da sopra a sotto, che molte cose siano tra loro già collegate, già precollegate senza dover attaccare neanche un cavetto sulla patch bay, quindi è ancora più facile, >> cioè come se fossero impostazioni fisse. Dobbiamo studiare quelle impostazioni se bisogna poi >> non è che te le devi studiare, te devi progettare, >> cioè progettare, >> cioè tu te le progetti, per cui dici "Ok, io che cosa ho nel mio studio? Ho eh un mixer con 10 ingressi, poi ho cinque equalizzatori, 15 compressori, un convertitore AD8 canali e e via discorrendo. Quindi tutti gli ingressi e tutte le uscite di tutte queste cose qui le disponi in patch Bay in modo da sfruttare le normalizzazioni. Per esempio, se io ho la regia e la sala ripresa e quindi ho le linee, i cavi che mi arrivano dalla sala ripresa alla regia, se io me li riporto in patch bay e li normalizzo con gli ingressi del mixer, io quando attacco un microfono in sala regia me lo ritrovo già sull'ingresso del mixer senza dover fare nessun collegamento sulla patch bay. Se io poi ho sulla fila superiore i bass d'uscita del mixer e sulla fila inferiore gli ingressi del convertitore AD, io me lo ritrovo già nella DO senza dover fare nessun collegamento in patch bay. Quindi se strutturo, se se progetto, se penso la disposizione di tutti gli apparati sulla patch bay in modo, diciamo, con con un minimo di criterio, riesco anche ad avere un flusso di segnale già precostituito, che magari mi va bene per il 70 80 90% delle volte in cui lavoro, senza dover attaccare niente. A quel punto vado a modificare queste impostazioni facendo i collegamenti sulla patch bayase solo quando mi servono delle catene di segnale alternative >> e quello lo fai, diciamo, dalla parte >> dalla parte frontale che è quella che vedo. Esatto. Esatto. Preciso. >> Quello non riuscivo a capire perché >> quello. Quindi i collegamenti io persona una volta che il cablaggio strutturato è stato fatto sulla parte posteriore, quella su cui intervengo io per andare a cambiare i collegamenti di tutte quante le catene è la parte anteriore. >> Quindi la catena te lo fai nella parte anteriore. >> Esatto. Attaccando i cavetti nella parte anteriore. Ok. Spero sia chiaro per tutti >> come funziona. Prego. Allora, quindi parte le centraline telefoniche. Esatto. È come i centralini telefonici di una volta che smistavano le chiamate mandandole da una parte all'altra. L'idea è sempre Esatto. ultimi ad >> centralino. Esatto. Sì, esattamente. L'idea l'idea è esattamente la stessa. Ora poi tutto chiaro per quanto riguarda eh cosa sono microfoni a pressione, gradiente di pressione, quali sono gli effetti che vengono introdotti dalla direttività, quindi soprattutto il discorso della perdita di linearità alle basse e il conseguente effetto prossimità. Tutto chiaro? Avrei in realtà una parentesi. Va bene a tutti se propongo di spegnere le luci per vedere meglio la proiezione o avete problemi? Non >> c'è problema. Dipende da >> Io tanto manco la vedo, quindi da >> al cardiod. >> Ah, >> un cardiode. Sì, sì, sì, tranquilli. Cardio di luce. Ottimo. Quindi per il resto è tutto chiaro. Discorso direttività, omnidirezionalità, perdita linearità alle basse, effetto prossimità. Fin qui ci siamo. >> Sì. >> Cardioide. Tutto chiaro? Beh, vedremo. Dopo il cardioide analizziamo un altro pattern direzionale che è quello super cardioide. Allora, il super cardioide è un cardioide tendenzialmente più direttivo, quindi se vedete l'attenuazione dei suoni che arrivano, per esempio, a più o meno 90°, quindi a 90° 270, è maggiore rispetto al cardioide. Ricordatevi sempre che stiamo parlando di caratteristiche che valgono per i pattern polari a livello ideale. Vedremo fra poco che in realtà un pattern polare è una cosa molto molto approssimativa, molto di riferimento. non è così perfettamente codificato, sempre uguale in tutte le situazioni. Il punto cieco del del super cardioide è a circa 125°. Vi ricordate invece quant'era il punto cieco del cardioide? 180 >> 180° e infatti nella parte posteriore spunta fuori di nuovo un piccolo lobo di ripresa, quindi vuol dire che un supercardioide è un po' più sensibile del cardioide nella parte posteriore e ha il la maggiore attenuazione di segnale quando le onde impattano a più o meno 125°, quindi non proprio posteriormente. Perché è importante conoscere gli angoli ciechi secondo voi? Per sapere dove mettersi per registrare in maniera ottimale, >> cioè >> cioè partendo dal presupposto che tutte quante le figure polari hanno la resa migliore quando siamo in asse. >> Eh sì. >> Ok. Perché è importante conoscere gli angoli ciechi delle figure polari? Ad esempio, possiamo posizionare dei microfoni, nel caso dobbiamo registrare più di un elemento, in modo da mettere gli altri elementi nel punto cieco rispetto al microfono che stiamo posizionando. L'ha detto male? No, no, esattamente questa è l'idea, cioè noi conoscere il punto cieco ci dà la possibilità di sfruttarlo a nostro vantaggio. Quando siamo in situazioni, per esempio, in cui ci sono più strumenti nello stesso ambiente, ma anche in cui stiamo multimicrofonando uno strumento, i punti ciechi li possiamo utilizzare molto più di quanto voi pensiate, a nostro vantaggio. Piccolo esempio pratico, >> se si sta Oh, scusa, >> se per esempio si suona tutti insieme, si vuole registrare una un determinato strumento, una determinata voce, magari posso mettere qualcun altro che sta suonando nel punto cieco per non farlo riprendere. Sì, è chiaro che non è che non lo riprende perché comunque, cioè il suono non è un raggio laser, per cui è chiaro che rientreranno anche riflessioni ambientali, quindi molto dipende dall'ambiente, dalla distanza, dal rapporto segnale rumore che il microfono capta, quindi quanto la sorgente principale che dobbiamo riprendere è forte o meno, ma l'idea è quella di attenuare quanto più possibile quello che per noi diventa in quel caso rumore o rientro non desiderato. Esempio, quando noi riprendiamo la batteria, una delle cose ehm una delle problematiche più grandi quando registriamo una batteria acustica è proprio la gestione dei rientri all'interno dei vari microfoni. Per cui se noi capite bene che uno strumento rumoroso come la batteria nel momento in cui noi lo riprendiamo magari con 15 microfoni, immaginate in ognuno di questi 15 microfoni che cosa potrà rientrare, cioè il microfono mettiamo sul rullante. È vero che se posizionato in modo opportuno riprenderà per la maggior parte il rullante, ma di sicuro rientreranno la Yet, i crash, i Tom e via discorrendo. Stesso discorso vale per esempio per i microfoni che mettiamo sui Tom che stanno sempre molto vicini ai crash, quindi ai piatti della batteria. Il che significa quando io do una spiattata, quella spiattata rientra parecchio nel microfono che riprende il tom. Quindi io che posso fare? Io che posso fare? Posso pensare, ad esempio, di posizionare il microfono che mi deve riprendere il tom cercando di orientare il punto cieco verso il crash più vicino, quindi minimizzando quanto più possibile il rientro che quel piatto ha all'interno del microfono. L'insieme di tutti questi accorgimenti, microfono per microfono, su 15 microfoni su 15 microfoni, magari 20 certe volte, vi posso assicurare che fa una differenza enorme perché immaginate che ogni volta che c'è un rientro all'interno di un microfono quello si va a sommare al suono diretto che riprendiamo. Se il rullante rientra nel microfono della Yet, quando noi tiriamo sui canali, sentiremo il rullante che arriva dal suo microfono, il rullante che arriva che rientra nelle riprese di insieme di batteria, dopo approfondiremo bene anche come si registra una batteria, più il rullante che rientra il microfono della Yet, magari un pochino il microfono della cassa, tutta roba che ovviamente rischia di non essere in fase, che comunque in ogni caso siccome arriva ai microfoni fuori asse subisce tutta una serie di colori i famosi filtri a pettine di cui parlavamo la volta scorsa, quindi il suono è molto artefatto. Sommando fra loro tutti questi suoni artefatti un po' ritardati in fase, chi arriva prima, chi arriva dopo, chi è equalizzato in un modo e chi è equalizzato in un altro, il sono risultante rischia spesso di essere molto molto scadente. Quindi è fondamentale scegliere i microfoni opportuni e posizionarli in modo opportuno per far sì che quando anche quando abbiamo così tanti microfoni il suono non risulti poi alla fine una cosa amatoriale. I punti ciechi su questo vi aiutano tantissimo, veramente tantissimo. Quindi, chiaramente immagino che ormai il trend si sia capito. Più il microfono è direttivo, più ci dà alcuni vantaggi che saranno secondo voi? Non che non prende l'ambiente, >> prende meno ambiente ovviamente oltre all'ambiente riprende meno anche eventuali strumenti circostanti, quindi non non è solo un discorso relativo alle riflessioni ambientali, è anche un discorso relativo alle altre sorgenti. Il fatto di essere più direttivo si porta però appresso delle problematiche. La la principale delle quali è il fatto che i suoni che arrivano fuori asse, man mano che il microfono aumenta la propria direttività, diventano sempre più colorati, si suol dire, ossia sempre più artefatti con filtraggi a pettine sempre più evidenti praticamente. Quindi il suono che arriva a 90° rispetto all'asse, vero è che sarà più attenuato rispetto ad un cardioide, ma è altrettanto vero che sarà più artefatto rispetto a quello di un cardioide, quindi sarà più avrà un suono più innaturale a causa, appunto, di questi filtraggi a pettine più massicci che si vengono a creare. Quindi guadagnate qualcosa, ne perdete altre. dovete sempre capire in una situazione specifica qual è la cosa giusta. Quindi se per avere una miglior miglior isolamento, diciamo così, una miglior direttività, va bene farsi carico della minor qualità dei suoni fuori asse o se preferite il contrario. Vi faccio degli esempi. Contesto di musica di di ripresa live, ok? Nel la cosa più importante tendenzialmente è non avere problemi. Se voi nel live non avete problemi, avete portato a casa un buon 80% del lavoro. Tra l'avere problemi ci sono anche i rientri. Immaginate un palco che suona tanto, dove magari oltre agli strumenti sul palco c'è anche la diffusione di palco, quindi c'è anche proprio tutto il palco con delle casse che suonano. È chiaro che lì l'isolamento diventa probabilmente la prima cosa da ricercare e quindi che i suoni che arrivano fuori asse siano un po' più colorati, chi se ne frega. Tanto, voglio dire, se se il suono che entra fuoriasse è già la la mia ripresa che esce da due casse, più colorato, meno colorato, no, anche chi se ne frega. Viceversa, se siamo in un contesto, per esempio, di stiamo registrando un ansamble acustico, quindi magari un quartetto d'archi, il discorso è è completamente diverso perché a noi interessa il suono più naturale possibile ed è vero che ci interessa avere anche un po' di controllo sui singoli strumenti, motivo per cui oltre a riprendere l'ansamble in generale riprendiamo anche, che ne so, i violini, la viola, il violanconcello o il contrabasso a seconda di quello che c'è, ma non deve essere una cosa fatta per riprendere esclusivamente il violino tenendolo completamente separato dal resto, perché poi non sarà comunque separato dal resto e se ciò che rientra di violoncello, viola eccetera comincia ad essere un suono molto artefatto, il risultato di insieme non sarà quello che ci si aspetta da quel tipo di registrazione. Quindi in quel caso meglio una cosa un po' meno direttiva, come un cardioide, anziché un supercardioide o un ipercardioide che vedremmo essere ancora più direttivo del supercardioide, ma con una resa anche per quanto riguarda i suoni fuoriasse più naturale. Spero che vi sia che vi inizia ad essere chiaro qual è l'approccio. Il motivo per cui sono tutte cose che bisogna conoscere in profondità è questo, perché poi voi quando iniziate a prendere delle decisioni già su come registrare, come riprendere qualcosa, avete una quantità di variabili pressoché infinita tra tipologie di microfoni, pattern polari, sensibilità, risposta in frequenza e via discorrendo. Quindi il rischio di perdersi è molto alto. Buongiorno. il rischio di perdersi è molto alto, quindi per riuscire a fare delle delle scelte sensate, almeno che vi restringano il campo prima ancora di cominciare, è importante mettere a fuoco un po' di cose. L'ipercardio come vedete, è un po' ancora un po' più direttivo del supercardioide. Vedete che aumenta un pochino la parte posteriore di ripresa, quindi sempre più direttivo per soprattutto per quanto riguarda i suoni che arrivano lateralmente. angolo cieco di circa 110° e qui il suono fuori asse inizia ad essere abbastanza artefatto, quindi ottimo in casi in cui vi serva un isolamento importante, quindi per esempio su alcuni in alcune riprese di batteria può andare bene. per esempio è il pattern che io utilizzo sul microfono, che preferisco in assoluto utilizzare sui TOM, che poi vi dirò qual è quando tra poco parleremo di un po' di modelli famosi di microfoni, proprio perché isola molto rispetto agli altri elementi della batteria e molto spesso questo angolo di 110° è molto comodo perché i crash che si trovano più in prossimità rispetto soprattutto al tom quello alto, di solito si trova trovano più o meno in quell'engolazione o da una parte o dall'altra, quindi riusciamo a prendere 2 barra tre piccioni con una fava. Ma il lobo che c'è dietro nel pattern supercoolide e ipercardio >> come può essere usato a vantaggio del cioè di di quello che registra? C >> a vantaggio. Allora, su questi su questi pattern, come il lobo posteriore possa essere usato a vantaggio, mi viene difficile pensarlo. Cioè, peré >> sembra che sembra che così a vederlo chi che che è più direttivo l'ipercardio però sembra che le zone in cui si ha ehm, come dire, il punto cieco siano ridotte. Quindi il fatto che sia più direttivo non indica il fatto che magari non possa essere sporcata la registrazione da lombo. >> Certo, infatti bisogna stare molto attenti nel posizionamento. Il vantaggio però qual è? Il cardiode quanti punti cchi ha? >> Il super cardiode dell'ipercardiote quanti punti c ha? Quindi se voi avete Tom Crash Crash >> sì >> c'è più vantaggio nell'usare magari un ipercardioide con gli angoli ciechi che puntano al crash ci sarà un pochino di rientro nella parte posteriore ma comunque sempre abbastanza attenuata di solito >> rispetto ad utilizzare un un cardioide che in realtà attenuerebbe poco, entrambi i cresci o comunque di meno. Questo nel caso, per esempio, quindi una batteria a 1 tom, >> ma anche a due tom, poi poi poi dipende anche da come sono >> da come sono posizionati i Crash, da come sono posizionati i Tom, da come potete posizionare il microfono per cercare di orientarlo in un certo modo. >> Quindi è quello un po' più consigliato in questo caso di >> Dipende, dipende dipende dalle situazioni. può essere quello più consigliato, ma in alcune situazioni magari potrebbe non essere la scelta giusta, perché se in certe situazioni magari comunque il rientro dei crash è talmente alto da non essere abbastanza l'attenuazione che guadagni dall'utilizzo di un ipercardioide rispetto a quello che perdi in termini di colorazione del suono fuori asse. Ok? Allora, a quel punto forse potrebbe addirittura essere meglio usare un cardioide, perché rientro per rientro almeno mi tengo un rientro che suona meglio, diciamo così. Come usarlo a proprio vantaggio? Sinceramente non ne vedo, non non trovo una risposta a questo, nel senso che comunque quel lobo posteriore sarà prepotentemente colorato, quindi non è che sia un lobo che come risposta qualitativa è simmetrico rispetto a quella frontale, cosa che vedremo nel prossimo pattern polare invece. Quindi c'è il problema che comunque è vero che riprende la parte posteriore, ma se io ipoteticamente la volessi utilizzare per metterlo in mezzo a due persone che parlano, comunque la persona che sta dietro risulterebbe con un suono molto artefatto, molto molto molto artefatto rispetto alla persona che sta nella parte frontale. Quindi difficilmente riusciremo a trarre un vantaggio reale dall'utilizzo di questo lobo posteriore. È importante sapere che c'è più che altro per non farsi influenzare. Ok. A scopo creativo, Dani, >> scopo creativo perché no? Ah, vale tutto, eh, quando una volta che le cose le conoscete poi vale tutto. L'importante è non farle a caso. >> Tante cose ritenute interessanti, belle nell'ambito della produzione musicale sono cose tecnicamente sbagliate. Motivo per cui tanto piace il suono analogico e che cosa voglia dire questo suono analogico? magari lo approfondiremo la prossima volta, è proprio il fatto che in realtà imprime sul segnale tutta una serie di caratteristiche che da un punto di vista prettamente tecnico sono distorsioni, sono errori perché lo fanno divergere parecchio dal segnale di partenza e è innegabile però che molte di queste cose a noi risultino piacevoli. Perché risultano piacevoli e come risultano piacevole? Lo scopriremo più avanti. Tornando al lobo inferiore m >> eh quello quindi tende anche a prendere molto ambiente, >> non molto perché comunque di solito parliamo di un'aten attenuazione di almeno una ventina di dB mediamente rispetto al suo frontale. Rischia però di riprendere più ambiente, questo sì. Quindi se siete per esempio molto vicini ad un ad una parete posteriore, valutate. Vediamo adesso un pattern abbastanza particolare che è quello bidirezionale, detto anche figura di 8, nome fantasiosissimo, immagino che penserete. Allora, il pattern bidirezionale è molto interessante perché ha i punti ciechi a più o meno 90°, quindi 90 270 se li volete vedere in termini di angolo giro. E nella maggior parte dei microfoni questo pattern bidirezionale è anche simmetrico. Quindi se voi riprendete col microfono così o riprendete col microfono così, se preferite quelli side addressed, se riprendete col microfono così o col microfono così.
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