RIM 2026-05-22 p7

mastersuono3,552 words

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Dicevo, abbiamo iniziato a prendere un po' di confidenza con quelli che saranno i nostri compagni di avventura. per quanto riguarda la registrazione, ossia i microfoni. Adesso iniziamo a vedere un pochino come impiegare questi microfoni, quindi iniziamo a parlare un pochino delle tecniche di ripresa. Quindi bello che si registra usando i microfoni. Come si mettono sti microfoni? 1 2 5 10? A che distanza? Vicini, lontani? Quali? Quanti, come? Perché? Partiamo un attimo da un paio di concetti preliminari che ci servono per dopo. Il primo è il concetto di distanza critica. Voi avete già parlato di acustica in qualche meandro di qualche >> cor. Ok. Quindi sapete che cos'è la distanza critica? La banda. >> Eh, >> la banda. No, no, parlo proprio di distanza critica in un ambiente. >> Eh, il punto in cui il campo diverberato, il campo di attosi, >> quindi lo avete fatto. Mi pare evidente che non l'avete studiato, ma che l'avete fatto. Forse non lo so. Ci sta che non sia fatto >> Scherzi, scherzi. >> Scherzi a parte, scherzi a parte. Noi parliamo di distanza critica all'interno di un ambiente quando il campo diretto e il campo riverberante si equivalgono. Ora a questo punto dobbiamo, penso dire capire che cosa intendiamo per campo diretto e cosa intendiamo per campo riverberante. Allora, il campo diretto è la porzione di spazio dell'ambiente in cui prevale il suono diretto della sorgente rispetto al suono riflesso dall'ambiente. Il campo riverberante, indovinate un po' che cos'è? spazio sono riverata e >> il Esatto è la parte di spazio dello spazio in cui siamo, quindi della stanza o dell'ambiente in generale in cui è maggiore il suono riflesso rispetto al suono diretto. Il punto in cui passiamo dal campo diretto al campo riflesso, quindi il momento in cui si equivalgono questi due campi, le chiamiamo distanza critica. Ora, in generale, a meno di casi particolari, noi cercheremo di lavorare sempre all'interno della distanza, entro la distanza critica, quindi in campo diretto, quando riprendiamo una sorgente. Cercheremo di evitare di trovarci in campo riverberante, se non, ripeto, per applicazioni molto molto molto specifiche. Direi salute, ma mi pare evidente che non sia così, insomma. Ma vogliamo aprire quelle due così magari non viene l'aria diretta da quella? >> No, arriva l'aria riverberante, non l'aria diretta e giù. Bene. Ok. Fin qui spero sia chiaro, insomma, è un concetto proprio elementarissimo. Altra cosa, codifichiamo una volta e per sempre. Cosa intendiamo quando parliamo di ascolto stereo? Cosa intendiamo quando parliamo di ascolto stereo? Ne avete parlato già in qualche altra >> negativa >> negativa. >> Abbiamo accennato sia il che a 45° lo stereo musicali e 60 quello 65 quello cinematografico. No. Allora, l'ascolto stereo standard prevede che l'ascoltatore formi con le due casse un triangolo equilatero, quindi la distanza fra le casse deve essere la stessa distanza fra ogni cassa e l'ascoltatore. Ovviamente questo darà luogo ad angoli di >> 60°. molto bravi, 60°, per cui significa che ogni altoparlante rispetto all'ascoltatore sarà posizionato a + 30° o -30° perché in totale l'angolo da coprire sarà di 60°. Quindi l'angolo formato dall'ascoltatore con le due casse è di 60°. Questo è l'ascolto stereo standard. Questo è quello che voi dovete rispettare anche quando mettete in piedi la postazione d'ascolto a casa vostra per lavorare. Quindi se vi comprate le vostre i vostri primi due monitor per iniziare a lavorare, li mettete sulla scrivania eccetera, almeno come posizionamento cercate di rispettare queste queste piccole semplici regole. Quindi il panorama stereo in fase di ascolto nell'ascolto stero standard è di 60°. Ok? Come facciamo noi a localizzare la provenienza di un suono? Quindi a localizzare, diciamo così, la sterofonia? Come facciamo? Se avete fatto acustica e psicoagustica, saprete quali sono i fattori che entrano in gioco per localizzare una sorgente. Io come faccio a sapere che un suono arriva da qui o arriva da qui? o arriva da lì. in base a quanto arriva spasato in un orecchio rispetto che all'altro. l'intensità. Ci sono due parametri, soprattutto ce ne sarebbero anche altri, eh, perché in realtà anche il livello timbrico della del di tutto quello che fa il nostro cranio è importante, ma semplificandolo e soprattutto non potendo tenere conto di queste cose nell'ambito di una ripresa. I fattori che ci fanno determinare la localizzazione di una sorgente sono fondamentalmente due, sono la differenza di intensità con cui il suono arriva ad un orecchio e poi all'altro è la differenza di tempo con cui un suono arriva ad un orecchio e poi all'altro. Se a me arriva un suono prima a questo orecchio e poi a questo più forte a questo e più debole a questo, il mio cervello sa che il suono arriva da lì. In realtà basterebbe percepire un suono come completamente spostato a sinistra o spostato a destra nel nostro ascolto, sarebbe sufficiente anche uno solo di questi due fattori parecchio estremizzato. Ad esempio, se noi riusciamo ad introdurre una differenza di più o meno 15 dB fra i due canali, sinistro e destro, a noi noi percepiremo un suono come completamente proveniente da sinistra o come completamente proveniente da destra. Più o meno 15 dB o più. Chiaramente >> 15 dB, >> sì, o più. Diciamo già a 15 dB di differenza fra un canale e l'altro percepiamo un suono come completamente proveniente da sinistra, come completamente proveniente da destra. Oppure ci basta introdurre un ritardo di poco più di 1 millisecondo fra i due canali per percepire un suono completamente spostato da una parte o dall'altra. Chiaramente anche combinazioni di queste cose, che ne so, 10 dB e mezzo millisecondo e via discorrendo. L'idea è che la la versione più accurata, diciamo così, della dell'illusione della ricostruzione della provenienza di una sorgente, ce l'abbiamo combinando in qualche modo entrambi i fattori. Su questi due fattori, appunto, si basa l'idea delle riprese stereofoniche. Cosa sono le riprese stereofoniche? Sono delle riprese che prevedono l'impiego di due o più microfoni, non necessariamente due, nonostante la sterofonia si esplichi in due canali, prevedono l'impiego di due o più microfoni per cercare di riprendere un evento sonoro e fare in modo che all'interno della ripresa e quindi al riascolto di quell'evento sonoro che abbiamo registrato venga resa anche venga reso tutto il contenuto stereofonico dell'evento che abbiamo registrato. Che vuol dire tutta sta pappardella? Vuol dire che se io adesso, immaginando che voi siate un coro degli alpini, se io adesso vi registro fare gliodel tutti insieme con un solo microfono, quando lo andrò a riascoltare, io ascolterò una registrazione mono. Se faccio play dalle mie casse, bello, in posizione ascolto stereo standard, tutto preciso, tarato, eccetera, faccio play, sento una cosa che viene dal centro, un puntino qui localizzato al centro. Se io invece vi riprendo in modo opportuno con una ripresa sterofonica, quando lo andrò a riascoltare sentirò che di là ci stanno i bassi, quindi quando fanno la parte i bassi li sento provenire da sinistra, da di là ci sono i tenori e quindi li sento provenire da destra. tutti quelli che cantano in mezzo li riesco a percepire dislocati nel panorama stereofonico, quindi fornisco una rappresentazione di un evento sonoro, non solo in termini di fedeltà timbrica, di fedeltà dinamica e tutto quanto, ma anche di fedeltà stereofonica, quindi di fornire una rappresentazione accurata di ciò che succede nello spazio. Fin qui è tutto chiaro? Mh. Bene. Allora, ogni tecnica sterofonica, perlomeno le tecniche stereofoniche, alcune tecniche sterofoniche che sono la maggior parte che vengono utilizzate con eh vengono realizzate con due microfoni tendenzialmente uguali, vedremo, vedremo tra poco che significa. sono caratterizzate da tre parametri principali che sono l'RA, la distorsione angolare e la compressione o espansione angolare. Iniziamo a vedere uno per uno che cosa indicano queste cose. L'SRA è un acronimo che sta per stereophonic Recording angle. ci dice qual è il settore di campo che noi possiamo riprendere con una ripresa stereofonica che poi verrà riprodotto in modo attendibile all'interno del panorama stereo. Che significa? Significa che praticamente tutto ciò che avviene all'interno del mio sra, quindi del dell'angolo di ripresa stereofonica che mi viene dato da una determinata tecnica di ripresa, tutto ciò che succede all'interno verrà riprodotto in modo più o meno fedele anche all'interno del mio ascolto stereo standard di 60°. Quindi se uno canta da lì, quando lo vado a riascoltare lo riascolto da lì. Tutto ciò che si trova al di fuori dell SRA verranno riprodotti verrà riprodotto soltanto da uno dei due altoparlanti. Quindi, se io ho un sra ristretto e canta qualcuno di voi che ricade oltre la copertura del mio sra, quando lo andrò a riascoltare sul mio sistema di ascolto stereo, lo ascolterò completamente a sinistra o completamente a destra. Spesso anche mezzo sfasato, mezzo mezzo strano, diciamo, mezzo artefatto. Quindi, prima cosa, quando noi facciamo una ripresa stereofonica, è importante capire qual è il settore di campo che dobbiamo riprendere. Perché se io devo riprendere voi che per me al momento rappresentate un angolo, facciamo finta di 120° e utilizzo una tecnica sterofonica che mi dà un SRA di 60°, non ho risolto niente. La fedeltà del vostro posizionamento quando andrò a riprodurre quello che ho registrato sarà compromessa. Dopodiché ogni ripresa sterofonica, purtroppo, si porta appresso una piccola distorsione, chiamiamola così, che è la cosiddetta distorsione angolare. Non è distorsione in senso timbrico come quella per chitarra, è un uno shift, uno spostamento praticamente di tutto ciò che si trova in posizione intermedia. Quindi noi nell'ascolto stereo standard, diciamo, come posizioni estreme abbiamo L che è la cassa sinistra, C che è il centro ed R che è la cassa destra. tutte le posizioni intermedie fra C ed R, quindi tutti gli elementi che si trovano in mezzo, non in mezzo al centro, eh in mezzo nel senso in posizioni intermedie che non siano estreme, verranno riprodotte leggermente spostate verso l'esterno di un tot quantitativo di gradi a seconda della tecnica che state utilizzando. >> Quindi succede sempre questo, >> succede sempre, si può cercare di minimizzare, ma succede sempre. Il problema di una distorsione angolare troppo elevata è che poi a un certo punto tutti gli elementi intermedi schiacciano talmente tanto verso gli estremi che al centro si crea un buco. È come se al centro non ci fossero elementi. È quello che viene chiamato per per l'appunto buco al centro nelle riprese sterofoniche. Hle in the middle. Quindi c'è una distorsione angolare talmente elevata che spinge talmente tanto tutti gli elementi a suonare quasi esclusivamente a sinistra o quasi esclusivamente a destra che al centro è come se non ci fosse niente, come se ci fosse un buco. Questo è quello che succede praticamente. la distorsione angolare tende a crescere, tanto più utilizziamo uno solo dei due fattori che determinano sterofonia rispetto all'altro. Quindi, se utilizziamo combinazioni che prevedono un buon una un buon, diciamo, una buona differenza di livello e una buona differenza dei tempi di arrivo, allora abbiamo una distorsione angolare abbastanza bassa. Più ci focalizziamo o solo sulla differenza di livello o solo sulla differenza dei tempi d'arrivo per determinare la sterofonia, più vedremo che cresce la distorsione angolare. Questo è quello che succede graficamente, lo potete vedere. Una distorsione angolare 5° fa questo, cioè fa sì che gli elementi B e D che nell'evento sonoro originale si trovano qui, quando lo riprendiamo e lo riproduciamo si trovano spostati verso l'esterno di 5°. Tutta questa trattazione che stiamo facendo è riassunta nel in un paper della S che si chiama stereophonic zoom. La S, l'Audio Engineering Society è il massimo ente, diciamo, per quanto riguarda tutto ciò che riguarda la la teorizzazione del nell'ambito del del mondo dell'audio. Ed è stato uno studio molto approfondito condotto da Michael Williams. Se avete tempo leggetevelo perché è interessante. È una trattazione molto stereophonic zoom di Michael Williams. Connessa all'SRA c'è un'altra eh caratteristica che è quella della compressione o dell'espansione angolare. Cosa intendiamo per compressione o espansione angolare? Allora, noi abbiamo un dato sra. Abbiamo detto che l'SRA è, vediamo se vi è entrato più o meno come concetto. Che cos'è l'SRA? >> Quale angolo? Ripresa >> è l'angolo o il settore di campo, come preferite. Qui quello che riprendiamo riprendere. Coco, questa è una cosa importante, >> quello con cui prendo da con tutte e due le le sorgenti riprodurrò con tutte e due gli altovarlanti >> in maniera attendibile. >> È ciò che posso registrare e riprodurre in modo attendibile, cioè tutto è la parte di campo in cui io riesco a distinguere la localizzazione di tutti gli elementi che si trovano all'interno. oltre all SRA non è che i microfoni non registrano ovviamente, ma non avremo informazioni attendibili sulla stereofonia, verranno completamente riprodotte da una parte o dall'altra >> e sembrerà puntiforme con la posizione dell'alcepirò più oltre l'al Esatto. Esatto. Perché l'altoparlante è il mio limite d'ascolto. Ovviamente abbiamo detto altresì che l'angolo di ascolto stereo standard di quant'è? 60. Quindi è chiaro, spero sia chiaro perlomeno che quando noi andremo a riprodurre una registrazione sterofonica dovremo riadattare l'SRA che abbiamo registrato ai 60°. Se l'SRA è maggiore di 60° avremo la cosiddetta compressione angolare, cioè l'SRA di 180°, facciamo finta che abbiamo registrato, verrà riprodotto da un angolo di 60°, quindi avremo una compressione di ciò che abbiamo registrato di 3 a1, cosiddetto. Quindi, cioè, praticamente lo spazio di riproduzione che abbiamo è 1/3 rispetto all'SRA che abbiamo registrato. Ovviamente se l'SRA è più piccolo dei 60° avremo quella che si chiama espansione angolare. Quindi se noi abbiamo un SRA di 30° e un ascolto di 60° avremo un'espansione di 1 a 2. Quindi è semplicemente il rapporto fra l'SRA di ciò che della nostra ripresa stereofonica e i 60° dell'ascolto stereo standard. Ci siamo. Ovviamente un'eccessiva compressione angolare porterà un po' ad un senso di ammucchiamento, quindi utilizzare tecniche che implicano un sra troppo elevato non è spesso la scelta ottimale, proprio perché questo darà vita ad una forte compressione angolare e quindi ad un forte senso di ammucchiamento quando lo andiamo a riprodurre. L'ideale attendere sarebbe utilizzare un SRA di 60° ovviamente, però non scoprirete che non sempre è la soluzione, cioè purtroppo non è sempre applicabile questa cosa. Vi dico un'ultima cosa e poi vi libero perché secondo me vi ho veramente ammazzati oggi. Diagrammi di Williams. Allora, Michael Williams, vi dicevo, che è la persona che eh si trova dietro a tutta questa teoria delle riprese stereofoniche e nella trattazione Stereophonic Zoom ci sono ci fornisce tutta una serie di grafici che ci fanno vedere per ogni coppia di pattern polari, quindi per ogni coppia di microfoni cardioidi, microfoni omnidirezionali, microfoni bidirezion eccetera. Quali sono le combinazioni che possiamo utilizzare per ottenere un dato sra e una data a distorsione angolare? >> Secondo voi quali sono quali parametri possiamo variare noi quando utilizziamo due microfoni per dar vita ad una ripresa sterofonica? Come? >> Quando prendiamo due microfoni per registrare, per riprendere qualcosa in stereo, quali sono i parametri che possiamo variare? >> Eh, >> orientamento. >> L'orientamento, diciamo, se la se la valutiamo come se li valutiamo come parametri di un microfono rispetto all'altro. >> Posso variare l'angolo? Microfono. Microfono. >> Posso variare l'angolo in cui c'è la sorgente. >> Posso variare l'angolo fra i microfoni, quindi l'angolazione fra i microfoni. >> E cos'altro posso variare? >> La distanza. >> La distanza. >> Esatto. Se io vario la distanza, secondo voi su quale parametro che determina la sterofonia sto lavorando perlop più? >> Se lavoro sul sull'inclinazione perlopi più, cioè sulla sull'angolazione sto lavorando perlopi sull'intensità. Se abbiamo il cardio >> Certo. Se abbiamo degli omni direzionali, chiaramente diciamo se abbiamo un microfono direzionale. Se abbiamo degli omni direzionali tendenzialmente da una certa distanza in poi è come se avessimo un solo microfono, come se la ripresa fosse singola. Per cui i diagrammi di Williams ci fanno vedere per ogni combinazione di distanza ed angolazione delle capsule, dei microfoni, quali sono i valori di SRA e di distorsione angolare che otteniamo? Ad esempio, omnidirezionali, anzi vediamo cardioidi. Allora, è un grafico che a prima di vista uno fa oh. Allora, questo è un grafico di combinazioni di angolazioni tra le capsule e distanze fra le capsule di microfoni cardioidi. Ogni pattern, ogni coppia di pattern ha il suo grafico, quindi avremo quello per gli iperc per i supercardioidi. I percardioidi e via discorrendo. Ok? Quelli cardioidi, per esempio. Allora, ognuna di queste linee rappresenta un determinato sra. una di queste curve rappresenta un determinato SRA. Ad esempio, questa questa qui è la curva che ci rappresenta l'SRA di più o meno 40°, quindi un SRA totale di 80°. Questo serra di 80°, se vedete, lo possiamo ottenere con combinazioni pressoché infinite di distanza ed angolazione. Ogni punto su questa curva rappresenta una coppia distanza angolazione che ci dà un SRA di 80°, di più o meno 40°. La differenza è che, se vedete, mano che ci spostiamo verso determinate zone aumentano questi quadratini. Questi quadratini sono la distorsione angolare. Quindi se io prendo un punto di questa porzione di curva avrò un SRA di più o menorsione angolare di 4°. Se io lo prendo qui, avrò un SRA di sempre 40°, ma una distorsione angolare di 5°. Se lo prendo qui di 6° e via discorrendo. Se lo prendo qui avrò una distorsione una unrea di più o men, ma una distorsione angolare di 9°. >> Come distinguo tra la compressione o l'espansione? >> Qui stiamo parlando di distorsione angolare, quindi né compressione né espansione. >> L'espansione e la compressione sono semplicemente il rapporto fra l'SRA >> e i 60° dell'ascolto stero standard. Queste zone più scure che vedete sui grafici sono zone instabili perché sono zone in cui all'interno dell'SRA ci sono variazioni, passaggi da campo diretto a campo riverberante, quindi sono zone da evitare. Dobbiamo cercare di stare sempre all'interno del campo diretto, >> le zone più ombrate, più scure dei grafici, quindi noi dobbiamo cercare sempre di stare all'interno di questa parte bianca. Facciamo un esempio. Ho detto voi per me rappresentate più o meno da qui un angolo di facciamo finta 120° più o meno. Quindi mi servirà un SRA di >> più o meno 60 >> più o meno 60. Eccola qua la curva dei più o meno 60°. Vedete che man mano che io mi sposto sulla curva sempre più verso un'angolazione estrema o sempre più verso una distanza estrema, la distorsione angolare tende a salire, tende ad aumentare. Quindi cerchiamo sempre un compromesso che ci dia la distorsione angolare minima. In questo caso potrebbe essere questo, 20 cm circa 70°. Oppure se vogliamo farlo coi gradi precisi, possiamo fare, che ne so, 50° 24 cm. >> I gradi tra i microfoni come li misura? >> Con un goniometro. >> Sì, però riferito a questa cioè se sono paralleli così è zero o è 180? >> 180. >> Questo è 180. È zero. >> Zero è così, >> uno di fronte all'altro. >> Uno sopra l'altro, uno di fronte all'altro. quel caso 0°. >> Ok, >> tutto chiaro? Sicuri? Qui poi ci sono per varie altre figure polari, ma l'idea è sempre la stessa, quindi di avere delle combinazioni di distanza angolazione fra i microfoni che ci dà un determinato strea, una determinata distorsione angolare. Ovviamente quando lavorate non è che potete andare in giro coi diagrammi di Williams nel portafogli, cioè volendo pure sì, però ci sono delle tecniche sterofoniche standardizzate che inizieremo a vedere dalla prossima volta che già coprono la maggior parte delle esigenze, quindi che voi dovrete imparare. Sapete che le capsule hanno una determinata distanza, una determinata angolazione. I microfoni sono cardiodidi, supercardiodi, percardiodi, quello che sia, bidirezionali e che vi copre un determinato sra e vi dà una determinata distorsione angolare. Così, nella maggior parte dei casi, non sarete costretti a ricavarvi punti da curve di grafici. Ok? Se non avete domande vi libero. >> Sì. Solo solo per ritornare alla compressione angolare. >> Sì. E se possiamo rivedere la slide. Quindi se io riprendo con un angolo più ampio dei 60, poi quando riascolto tutto. Esatto. Se riprendo più stretto, quando lo riascolto, >> avrò un'espansione. >> Una compressione eccessiva mi darà questa sensazione di ammucchiamento, quindi di incapacità di discernere bene la la direzione, le posizioni di di un insieme, di un ensemble, per esempio. >> Ah, ok. Però non l'ho trovato >> elettronic ovviamente l'ideale sarebbe mettermi a 60°. Infatti cevo attendere la cosa migliore sarebbe >> posso Esatto. Purtroppo molto spesso non è fattibile, >> molto spesso >> eh, ma poi la maggior parte delle scelte che facciamo purtroppo sono determinate più da quello che dalla dal caso ottimale, più più che altro dalle limitazioni che abbiamo di varia natura, oltre al fatto che alcune di queste caratteristiche in realtà possono anche essere usate a proprio vantaggio, perché non sempre quello che cerchiamo è la fedeltà, ma sapere come viene manipolata la fedeltà ci aiuta anche quando non la ricerchiamo, per capire. >> Esatto. Esatto. Sta tutto lì. Bene, >> se non avete domande stoppiamo la registrazione >> e ci vediamo

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