Dicevamo, quindi nel frattempo non vi sono venute domande, immagino, sulla patch bay. Non credo che durante questa pausa avrete ripensato alla patch Bay. Spero di no. Iniziamo a parlare di microfoni adesso e qui la cosa sarà abbastanza lunga, già ve lo dico, eh, non non si esaurirà oggi. Cos'è un microfono? Penso si sia capito. >> Cerchiamo di mettere un punto su cosa è un microfono. Cos'è un microfono? >> Eh, >> è un trasuttore elettroacustico la cui funzione è quella di trasformare di sonora il fatto in variazioni di tensione. >> Non avrei saputo scriverlo meglio. Dio! Quindi un microfono è un trasduttore elettroacustico, quindi un aggeggio che serve per effettuare la trasduzione elettroacustica, quindi nella fattispecie trasformare delle onde sonore, quindi variazioni di pressione sonora in corrispondenti variazioni. di tensione elettrica. Badate bene che il microfono può fare anche il contrario, come qualunque trasduttore può fare anche il contrario. Voi volendo, potreste usare un microfono come un piccolo altoparlantino, un piccolo con una piccola cuffietta. Viceversa potete usare anche gli altoparlanti come microfoni, una cosa che faremo in studio. Cioè, un trasduttore funziona in un senso o nell'altro, almeno quel trasduttore elettroacustico funziona in un senso o nell'altro. non è che è in qualche modo mh unidirezionale. Cominciamo a parlare un pochino delle caratteristiche principali che hanno i microfoni. La prima che analizziamo è la risposta in frequenza. Che cos'è la risposta in frequenza che avrete già visto, tolgo la descrizione, che avrete già visto in in altri corsi. Cosa indica la risposta in frequenza di un microfono? >> A livello di spettro quanto taglia e dove taglia a livello? >> Ma non è detto che tagli, però. >> Ok. Stavolta niento. Capace il microfono a a trasurre traguero. Rispondà del microfono l'equalizza ripo. L'equalizzazione eh naturale che dà quel microfono. >> Sì, però siccome non abbiamo parlato di ancora di equalizzazione questa risposta un vizio di forma. perde in TB in funzione delle frequenze come riferimento uno. >> Esisto. Esatto. Allora, risposta in frequenza ci fa vedere qual è l'ampiezza del segnale che ci dà il microfono in funzione della frequenza, quindi ci fa vedere rispetto alla frequenza se il microfono altera il segnale in ingresso enfatizzando o attenuando determinate frequenze o determinati range di frequenza. Poi un'altra caratteristica fondamentale del microfono è quella della direttività. Intanto che cosa intendiamo per direttività secondo voi? Quando parliamo direttività di un microfono, eh dove prende da dove da dove acquisisce? >> Diciamo che la possiamo definire dicendo che la diattività rappresenta come il microfono risponde rispetto alla direzione di provenienza. di un'onda sonora o meglio ancora rispetto alla direzione della sorgente, quindi a come è posizionata la sorgente. abbiamo due classi, diciamo così, direttività dei microfoni che fondamentalmente ci descrivono come il microfono genera il proprio output, quindi come il microfono effettua la trasduzione, non tanto a livello di meccanismo, quindi non tanto a livello proprio meccanico di come avviene la la trasduzione, quanto ehm a livello di esposizione alle onde sonore, per cui li classifichiamo in microfoni a pressione e microfoni a gradiente di pressione. Avete già sentito parlare di questo? >> Cosa Cosè è un microfono a pressione? Cos'è un microfono a gradiente di pressione. Direzionario o omnidirezionale? >> Quello si traduce, diciamo, poi si traduce nel fatto che sia direzionale o omnidirezionale, ma il microfono a pressione che vuol dire? La pressione, cioè ha un valore che la pressione integrante di pressione misura la variazione di pressione. >> M perché da questa definizione verrebbe da pensare che un microfono a pressione generà un segnale continuo e un microfono >> a gradiente di pressione, no? La veloce >> m cioè pr gente di pressione c'è una capsula che dice entrambi i lati, >> quello frontale è diretto e poi quello dietro è quello ritardato tra virgolette, quindi quella è la differenza. I microfoni a pressione. I microfoni a pressione sono esposti alle onde sonore soltanto dalla parte frontale del loro meccanismo di trasduzione, quella che chiamiamo volgarmente capsula, mentre e quindi generano il segnale in uscita esclusivamente sulla base di ciò che si presenta sul fronte della capsula e quindi per loro natura sono omnidirezionali, quindi Quindi non a livello teorico tutto ciò, perché poi a livello pratico vedremo che questa cosa non è proprio così. A livello teorico i microfoni a pressione, quindi non fanno distinzione rispetto all'angolo di incidenza di una sorgente. I microfoni a gradiente di pressione invece sono microfoni la cui capsula di quindi, diciamo, il cui meccanismo di trasduzione è esposto alle onde sonore sia frontalmente che posteriormente. E quindi il segnale in uscita che avremo noi dal microfono sarà dato dalla differenza di pressione tra ciò che si presenta frontalmente e ciò che si presenta posteriormente. Chiaramente al variare della posizione della sorgente, quindi dell'incidenza dell'onda sonore rispetto al meccanismo di trasduzione, il microfono risponderà diversamente. Questo determina che il gradiente di pressione introduce in un qualche modo una sensibilità rispetto al posizionamento rispetto all'angolo di incidenza delle onde sonore, quella che chiamiamo direttività, quindi non sarà più omnidirezionale, ossia non sarà più indifferente all'angolo di incidenza, come succede per i microfoni a pressione, ma inizierà ad avere delle variazioni causate dalla dal differente angolo di incidenza delle onde sonore ed è esattamente l'utilizzo del gradiente di pressione che determina l'introduzione della direttività in un microfono. Fin qui ci siamo. Bene. La presenza o meno di direttività viene codificata solitamente attraverso i cosiddetti pattern polari. Quindi il fatto che ci sia o meno direttività dipende dal semplicemente dall'essere un microfono a pressione o a gradiente di pressione. Come poi nella fattispecie il microfono direttivo o non direttivo si comporta. Quindi la descrizione di come si comporta rispetto al differente angolo di incidenza viene descritto dal pattern polare. Il pattern polare è fondamentalmente, così come la risposta in frequenza, è un grafico che ci fa vedere tutto quello che abbiamo detto, il pattern polare è un grafico che ci fa vedere come il microfono si comporta rispetto all'angolo di incidenza, quindi ci rappresenta graficamente la direttività del microfono. I pattern più famosi di cui parleremo sono quelli che vedete elencati, il pattern omnidirezionale, il pattern cardioide, il pattern super cardioide, ipercardioide e bidirezionale. Adesso li analizziamo uno per uno. Il pattern nomnidirezionale, come abbiamo già un pochino spoilerato e come diciamo il nome probabilmente già fa largamente intuire, a livello ideale ci dice che per il microfono non fa alcuna differenza l'angolo di incidenza delle onde sonore. Cioè, se noi ci mettiamo frontalmente, lateralmente, posteriormente, sopra, sotto e via discorrendo per il microfono, questo sempre a livello ideale, non fa differenza, quindi l'output del microfono sarà sempre lo stesso. non ci sarà nessuna attenuazione causata da una posizione diversa rispetto al microfono. Che caratteristiche riscontriamo nei microfoni che hanno un pattern omnidirezionale? La prima cosa che noterete è che hanno probabilmente eh il suono più naturale tra tutti quanti i vari pattern polari che possiamo riscontrare in un microfono. Questo perché non ci sono interazioni di fase causate dal segnale che si presenta frontalmente e quello che si presenta posteriormente. Quindi anche a livello timbrico non ci sono interazioni tipo filtraggi a pettine o quindi strane cancellazioni a certe frequenze e strane enfasi ad altre frequenze. Sono anche quelli che hanno la risposta più lineare di tutti alle basse frequenze. Adesso fra poco capiremo perché, ma sono quelli che in bassa frequenza si estendono maggiormente e hanno la risposta più naturale. Ovviamente il fatto di non avere alcun tipo di attenuazione rispetto all'incidenza, all'angolo di incidenza alle onde sonore, fa sì che un microfono omnidirezionale riprenda moltissimo più contributo ambientale rispetto ad un microfono direttivo. Se io qui dentro registro la mia voce con un microfono omnidirezionale e un microfono direttivo, sentirete che nella registrazione fatta con l'omnidirezionale si sentirà molto più eco, molto più rimbombo della stanza rispetto a quello direttivo, perché mentre quello direttivo è più sensibile a ciò che avviene in asse, è meno sensibile a ciò che avviene fuori dall'asse del microfono, quello direzionale no. Quindi tutte le riflessioni che avvengono all'interno della stanza, che si ripresentano sul microfono da diversi angoli, non verranno attenuate, verranno mantenute molto più presenti rispetto al microfono direttivo. Quindi ci sarà molto più contributo ambientale, molte più riflessioni che può essere una cosa buona come può essere una cosa non buona, dipende da quello che state facendo. Se stiamo facendo una registrazione di musica classica, ottimo, perché parte del suono dell'orchestra è dato proprio dal contributo ambientale della sala in cui suona l'orchestra. Se stiamo registrando una voce in camera da letto, ovviamente non è una cosa buona perché la camera da letto non ha un acustica pensata per una cosa del genere, per cui tutto il contributo ambientale che registreremo verosimilmente sarà dannoso e non utile per quello che stiamo cercando, che invece magari è una registrazione pulita, bella in faccia, senza strani eh rimbombi anche poco piacevoli ovviamente. problematica, soprattutto riscontrabile in ambito live. Se utilizziamo un microfono un direzionale su un palco è molto molto molto probabile l'innesco di un effetto Larsen. Cos'è l'effetto Larsen? Microfoni >> e quando si verifica l'effetto Larsen? Quando il signore di microfono, poi c'è un loop di >> Quindi quando io, per esempio, mando il mio microfono nella cassa, il segnale della cassa rientra nel microfono che quindi ha il segnale che ritorna nella cassa e si crea questo loop. A un certo punto questo loop porta a questo bel fischione. Ovviamente microfono minidirezionale non avendo nessuna capacità di discernere o attenuare in qualche modo rispetto alla direzione è molto più soggetto ad un effetto all'innesco l'effetto Larsen rispetto a un microfono direttivo. Dopodiché usciamo per un attimo dai microfoni a pressione e quindi dai microfoni omnidirezionali con pattern omnidirezionale ed entriamo nel magico mondo dei microfoni direttivi. Dovete sapere che l'effetto ehm il fatto di introdurre il gradiente di pressione non è una cosa che succede a costo zero. introduciamo la direttività che è una cosa molto utile in un sacco di applicazioni che in un sacco di applicazioni ci salva la vita, ma di contro perdiamo delle cose. È sempre un pochino un un tradeoff, no? Qualcosa guadagniamo, qualcosa perdiamo. La prima cosa che perdiamo introducendo il gradiente di pressione, quindi introducendo direttività è linearità alle basse frequenze. Quindi alteriamo in modo significativo la risposta del microfono alle basse frequenze. Questa cosa vedremo che determina l'introduzione del cosiddetto effetto prossimità. Cerchiamo di capire che cosa vogliamo dire. Intanto perché quando introduciamo il gradiente di pressione perdiamo l'inearità alle basse frequenze? Questo l'avete visto nell'altro corso. >> Ne avete parlato? >> Sì. E quindi >> non abbiamo fatto ancora quell ce lo siamo studiati per >> molto male. Molto male. Perché perdiamo perdita? Se perdiamo perdita. Fantastico. Perché perdiamo linearità, quindi abbiamo una perdita alle basse frequenze quando introduciamo il gradiente di pressione, quindi quando il microfono non ha più il proprio output determinato solo da ciò che si presenta frontalmente, ma dalla differenza tra ciò che si presenta frontalmente e ciò che si presenta posteriormente. >> Questo perché essendo un denunica magari la differenza meno accentuata. È questa l'idea. Le basse frequenze hanno una lunghezza d'onda molto estesa. Che lunghezza d'onda ha un'onda di 30 Hz? >> Mh. >> Poco meno di 10 m. Qual è la velocità del suono? Questo è 1,6 3, 0,7, >> quindi la temperatura ambiente di 20° è di >> 34. >> Benissimo. Quindi se io ho un'onda di 34 Hz, qual è la lunghezza d'onda? >> 343/ 34 e >> per >> voto per pieno. Quindi >> quanto fa? 340 34, ragazzi? È difficile. C'è uno zero di differenza. 10 >> 10, eh, quindi è circa 10 m, è parecchio. Quindi quando io sto davanti al mio microfono a gradiente di pressione, la il mio 34 Hz arriva frontalmente e arriva con un certo ritardo posteriormente. Il fatto che l'onda sia così abbia un ciclo così lungo fa sì che anche se quella che arriva posteriormente è un po' ritardata rispetto a quella che arriva frontalmente, comunque le due onde per la maggior parte sono in interazione costruttiva di fase, sono leggermente sfasate ma la maggior parte del loro ciclo coincide. Questo significa che quando io provo a farvelo vedere un pochino, vediamo. Ecco, succede questo. Quindi succede che quando io poi vado a fare il gradiente di pressione di tutta questa roba, ossia la differenza fra ciò che si presenta frontalmente e ciò che si presenta posteriormente, avrò due onde quasi completamente in fase di cui vado a fare la sottrazione. Fare la sottrazione significa fondamentalmente che una in posizione di fase all'altra. Questo significa che le basse frequenze si annulleranno quasi completamente perché sono in controfase, immaginando che il gradiente pressione, che quindi è la somma tra ciò che arriva di fronte e ciò che arriva posteriormente invertito di fase o la differenza fra ciò che arriva frontalmente e ciò che arriva posteriormente, la stessa identica cosa. Quindi quando questi due segnali vanno a interagire, perlop più si cancellano perché sono quasi completamente in un posizione di fase e praticamente con la stessa ampiezza. Vi torna questa cosa o siete scettici a riguardo? credenti. >> Mh. >> Credenti. >> Non dovete essere credenti, dovete essere, anzi, dovete essere come San Tommaso. Non ci credo. >> È un discorso che vi torna. >> Sicuri? Ok. Quindi questo è ciò che determina la perdita di basse frequenze. Da qui sorge un altro problema, se lo vogliamo chiamare problema, diciamo un altro artefatto, chiamiamolo così. Che succede mano che io mi avvicino al microfono di prossimità. >> Mh. >> Effetto di prossimità, >> cioè >> cioè se mi avvicino il microfono comunque mi basse e tendo a sentire di più. E perché >> mh >> diminuisce lo sfasamento. >> Lo sfasamento sarà sempre lo stesso, verosimilmente lo stesso. La velocità del suono quella è sempre ritardo tra fronte e retro, quello è sempre, quindi sfasamento sarà sempre sempre uguale. che c più ti avvicini al microfono più c'è l'ampiezza dell'onda c'è sarà alta e quindi la pressione va cioè >> eh ma questo vale per entrambi i fronti della capsula, sia quello davanti che quello di dietro, che l'ampiezza del segnale sarà maggiore. M. Ah, a che fare con lo sposamento, no? Con i ritorni nel microfono. >> Con >> i ritorni nel microfono. >> Ritorni, rientri, nel senso, sono fuori asse, intendo. >> Beh, forse essendo l'onda a bassa frequenza lunga >> mh >> più mi avvicino al microfono più lo sfasamento si allontana dall'altra parte della membrana. >> Eh no, perché perché >> eh boh, non lo so. È lunga l'onda? >> Eh, ma è lunga. Sia che io stia 1 metro dal microfono, sia che io stia a 10 cm al microfono, la lunghezza è l'onda. Quella è sempre. >> Vabbè, io sto andando un po' a intuito. >> Eh, andate a intuito, ma andate a intuito. Con >> Allora, la la mia domanda originale era: "Che succede se io mi avvicino al microfono?". Un vostro collega ha risposto: "Si si crea l'effetto prossimità". Ho detto "cos'è l'effetto prossimità?" Che quando mano mi avvicino al microfono sento di più le basse frequenze e ho detto "Perché? può ripetere cosa ha risposto sto ragazzo di quando c'è l'effetto di prossimità mano a mano che mi avvicina al microfono. >> Eh, mano a mano mi avvicino al microfono. >> C'è più linearità >> si amplificano le basse. >> Si amplificano le basse. Io ho detto perché si amplificano le basse man mano mi avvicino al microfono però. Eh boh, questa è una questione del fatto che dell'energia, nel senso che più sto vicino più meno si disperde. Non è in pensato al fatto che la differenza è minore, no? >> Quale differenza minore >> tra le tra le due fasce? Si amplifica le basse vuol dire no. Questa è la prima faccia >> perché sì questo. >> Allora, faccia una distanza. Vabbè, io distinto se mi avvicino una sorgente sento più basse. >> Sì, questo succe però succede al tuo orecchio perché il tuo orecchio lavora in un determinato modo che non è lineare. Un microfono non è un orecchio, quindi quello che succede a te >> e No, >> aspetta, non lo simula. nel senso che sente di ore basse il microfono l'orecchio, >> no? A parte ogni microfono ha una sua risposta in frequenza. >> Quindi, e poi soprattutto un conto è se qualcuno vi si avvicina acusticamente all'orecchio succedono delle cose. Se qualcuno si avvicina al microfono e poi riproducete questa cosa registrata, è tutt'altro paio di maniche. Allora, perché si annullano le basse? Abbiamo detto perché si crea questa cancellazione di bassa. Abbiamo detto lo sfasamento da un punto all'altro. Membrana >> vi faccio partiamo da prima quando due segnali si annullano completamente >> quando sono 180 >> sono sfasati di 180° ma non la stessa ampiezza. non si annullano manco per niente. Mh. Quindi sono sempre due i fattori che comportano l'annullamento, fase e ampiezza. Sì, >> mai uno solo. >> La fase non cambia, cambia l'ampiezza. >> Se io Quindi abbiamo detto che le basse si cancellano quasi completamente o comunque larga parte perché arrivano sia davanti che dietro a livello di fase. Davanti ha una pressione comporsa quella dietro. A livello di fase che succede? >> No, no, io dico adesso non mi sono avvicinato. Stiamo ancora nel caso di prima. Nel caso di prima io perdo le basse perché a livello di fase che succede? >> Sono poste davanti in un modo dietro >> sono quasi completamente in fase tra fronte e retro. Quindi quando facciamo la differenza sono quasi completamente in opposizione di fase o comunque larga parte in opposizione di fase. Manca l'altro >> fattore. A livello di ampiezza che succede? Se io sto a 1 metro dal microfono, a livello di ampiezza che succede? L'ampiezza tra vede la parte frontale della capsula e quella posteriore >> Ok. E quindi abbiamo una cancellazione importante. >> Man mano che io mi avvicino al microfono che succede? A livello di fase? >> uguale. >> A livello di ampiezza che succede? Ragioniamo. >> L'ampiezza che riceve sulla prima faccia è maggiore rispetto a quella >> mano si crea sempre più differenza fra >> più o meno. >> Ok. si crea sempre più differenza fra l'ampiezza che ha il segnale che impatta sul fronte e l'ampiezza che ha il segnale che impatta sul retro. Se arrivando al caso limite facciamo finta che fronte e retrocapsula siano distanti 2 cm. Se io sto a 2 cm dal fronte della capsula doppio distanza. >> Quindi c'è una differenza di >> di >> di >> pressione >> di di quanto? >> Quindi >> di quanta pressione c'è differenza? 6B >> 6 dB. Esatto. Fate bene ad avere paura a dirlo. Molto bene. Se db di pressione sonora è differenza, per cui significa che la cancellazione sarà molto molto molto molto minore alle basse. Siccome chi produce microfoni a livello di design, a livello produttivo, compensa la perdita di basse frequenze? Nessuno comprerebbe un microfono che ha le basse tagliate? No, attaccate il microfono, mi sembra di sentire un citofono. Nessuno comprerebbe un microfono con le basse tagliate. Quindi questa perdita di basse introdotta dalla direttività viene compensata in fase di progettazione, in fase di realizzazione di design del microfono per avere una risposta alle basse lineare quando usate un microfono in applicazioni normali. Quando vi avvicinate tanto al microfono, però questa compensazione diventa una super compensazione perché non avete più la stessa perdita alle basse frequenze che avete a una distanza magari di 50 cm, 30 cm al microfono. Quindi percettivamente questa cosa si traduce in un aumento di basse frequenze. Questo effetto prende il nome di effetto prossimità. Quindi, quando parliamo di effetto prossimità, volgarmente diciamo che parliamo della dell'aumento di basse frequenze mano che ci avviciniamo ad un microfono. In realtà, volendo essere precisi, è una minorita di basse frequenze causata dal fatto che ci avviciniamo ad un microfono. Quindi, in virtù poi dei meccanismi compensativi per linearizzare le risposte dei microfoni, questa cosa si traduce in un aumento di basse frequenze. Ed è una cosa che è molto importante conoscere perché la potete usare a proprio a vostro vantaggio o a vostro svantaggio, o meglio, difficilmente la userete a vostro svantaggio, però potrebbe rappresentare uno svantaggio se non la conoscete in alcune applicazioni. Quando il cantante sta attaccato così al microfono, inevitabilmente ha un sacco di basse. Viceversa. Arriva una persona da voi e dice: "Devo registrare uno speech", quindi un parlato. Voglio un bel suono di voce radiofonico. La prima cosa che fa il suono radio di una voce è l'effetto prossimità. Perché nel, diciamo, in ambito di in ambito radiofonico, gli studi radiofonici, se vedete i conduttori stanno attaccati al microfono, quindi quel suono di voce molto pieno di fondamentali, molto profondo, molto molto pieno di basse, è dovuto proprio all'effetto prossimità dei microfoni che stando attaccati al microfono enfatizzano naturalmente le basse frequenze. Quindi la prima cosa che dite a questa persona è stai appiccicato al microfono. Chiaro? domande.
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