Sono alcuni di questi microfoni sono i 3310 dei microfoni, praticamente hanno un costo solitamente non elevato. Un SM58 costa un centinaio di euro. Rispetto a altri modelli che magari costano €10.000 mi sembra tutto sommato no un costo accessibile. Chiaramente tutti questi limiti intrinsechi del sistema fanno sì che la risposta fuori asse, capite da soli che è particolarmente artefatta rispetto al suono che arriva in asse. e vedremo cosa succede poi per i pattern polari. Il discorso sui pattern polari lo mettiamo un attimo in standby perché adesso fatta questa carrellata di eh come lavorano i microfoni rispetto al loro principio di trasduzione, vediamo un pochino di modelli di microfoni, quelli un pochino più diffusi, vedremo delle cose abbastanza singolari sui grafici dei pattern polari. Altra tipologia di microfono dinamico sono i microfoni a nastro. Microfoni a nastro sono sempre microfoni dinamici, tanto è vero che sfruttano lo stesso identico principio del microfono a bobina mobile, ossia quello dell'induzione elettromagnetica. Cambia un po' la configurazione. In questo caso abbiamo un magnete sempre in cui c'è immerso un un sottilissimo nastro metallico. Quando dico sottilissimo, intendo veramente sottilissimo. Nei microfoni professionali a nastro lo spessore del nastro è di 2 micron circa, quindi tipo un capello. Quando il suono impatta contro il nastro, fa oscillare il nastro all'interno del magnete. Abbiamo di nuovo una perturbazione del campo elettromagnetico. di nuovo un corrispondente tensione elettrica che viene generata ai capi e quindi diciamo l'idea di base è la stessa del microfono bobina mobile. C'è una grande differenza, però muovere un nastro metallico di due micron è molto più facile che muovere un blocco di magnete e bobina diaframma, >> quindi è più sensibile. Quindi non è più sensibile, perché occhio che la sensibilità è un parametro elettroacustico ben preciso e indica a livello di uscita. non è più sensibile, ma rappresenta meglio sicuramente i segnali più bassi a livello energetico, motivo per cui i microfoni e nastro restituiscono una risposta ai transienti, una naturalezza generale di suono molto migliore rispetto ai microfoni a bobina mobile hanno ovviamente un altro problema. un nastro di 2 micron è vero che è molto molto più facile da muovere, anche molto più facile da rompere, quindi state molto attenti quando posizionate un microfono a nastro davanti a una sorgente che emette SPL elevati, rischiate di danneggiarlo fino addirittura a romperlo. Non è la prima il primo microfono che mi verrebbe in mente da usare davanti ad una cassa di batteria, magari no. >> Si usa distinguere appunto sensitività da sensibilità >> di solito no. di solito viene tradotto con sensibilità, perché in questo caso >> poi >> poi nel gergo comune >> si direbbe più sensitivo, nel senso che segnali leggeri, pressioni leggere vengono rilevate anche se poi la trasione elettrica non è poi così efficace e quindi la sensibilità non è così elevata, però comunque >> è un è una distinzione che esatto è una distinzione che avrebbe il suo senso. Ora, di solito poi si parla in termini inglesi, appunto, si parla sensitivity, quindi eh sarebbe giusto. Viene di solito tradotto in italiano con sensibilità. La cosa importante è sapere che un microfono più sensibile di solito indica un microfono che ha un livello di uscita maggiore, >> poi anche lì diventa un discorso banalmente comunicativo. Sono molto delicati, vi dicevo, e hanno una risposta in frequenza abbastanza singolare. Lo vedremo bene più tardi nel quando iniziamo a vedere qualche modello. Nella maggior parte dei microfoni a nastro, soprattutto quelli basati su ehm design un po' più vecchi, noterete che da un certo punto in poi nel grafico risposta in frequenza si presenta un rollof bello pesante, cioè un'attenuazione di alte frequenze molto pesante. Tantoè vero che i microfoni e nastro spesso vengono associati all'idea di avere un suono scuro. Quando parliamo di suono scuro, tendenzialmente parliamo di un microfono ricco di medio basse o, se preferite, carente di medio alte alte e alla fine lo spettro, come ben sapete, è speculare. Tuttavia, con equalizzazioni opportune vi rendete conto che in realtà è solo un problema, diciamo, di cioè quelle informazioni non è che sono si perdono, basta equalizzarle opportunamente e non solo le altre frequenze vengono di nuovo tutte belle fuori, ma tutta la parte in alta frequenza è rappresentata in modo estremamente lineare, estremamente naturale, il che rende questi microfoni ottimi, per esempio, come utilizzo la prima idea che mi viene in mente, come utilizzo su una batteria come microfoni di overhead, quindi microfoni posti sopra la batteria che riprendono la batteria nel loro complesso, concentrandosi in larga parte sul suono dei piatti che sono suoni prevalentemente in alta frequenza, molto delicati, con dei transienti molto delicati da dover riprodurre. Occhio che il livello d'uscita è sempre quasi sempre, insomma, a parte microfoni con design un po' più moderno, un po' più particolari, molto basso. Spesso nei microfoni a nastro trovate livelli d'uscita inferiori a 1 mVol al Pascal, quindi se riprendete un flauto con un microfono a nastro vi serve un preamplificatore molto molto performante. Probabilmente classici 5060 dB di gain che vi danno la maggior parte dei preamplificatori consumer barra prosumer non vi bastano. Non solo vi servono 70 magari 80 dB di guadagno puliti. Quindi state sempre attenti perché la maggior parte dei preamplificatori quando arrivate a fine corsa col guadagno lì a introducono la maggior parte del rumore di fondo. Quindi servono preamplificatori che arrivino a livelli così elevati di guadagno senza introdurre troppo rumore di fondo perché sennò ovviamente l'abbiamo abbiamo risolto poco per loro natura credo sia eh abbastanza intuibile, sono bidirezionali proprio per la natura del del movimento a cui è sottoposto il nastro e sono bidirezionali in modo molto molto molto accentuato. Gli angoli ciechi sono veramente ciechi, quindi sfruttare i 90° sui microfoni a nastro è una cosa che vi aiuta tantissimo. A me una volta ha salvato una registrazione questa cosa >> di cosa? registrazioni >> era dovevo registrare un trio che era composto da chitarra acustica, mandolino e voce e il chitarrista acustico cantava anche, per cui cioè avevo il problema che avevo messo un microfono per la voce del chitarrista acustico e anche un microfono sulla chitarra e i rientri erano ingestibili, veramente ingestibili, perché lui cantava molto piano, suonava molto forte. Quindi la quantità di chitarra che mi ritrovavo nel microfono della voce era tantissima, per cui gli ho messo un microfono a nastro scegliendo un modello chiaramente che avesse una risposta in frequenza un po' più estesa rispetto a quella tipica con rollof sulle alte frequenze perché sennò la voce mi sarebbe venuta un po' troppo scura. E orientando la parte laterale, questo microfono, immaginatevelo che è di questa forma, side addressed, quindi la parte il fronte capsula sta qui. Quindi l'ho messo così, orientando i 90° verso la chitarra, un po' più alto, orientando 90° verso la chitarra. state offend >> c'è stata una un miglioramento esponenziale giorno, miglioramento esponenziale sulla gestibilità di questa cosa. Quindi per quello vi dico è importante conoscere >> Mazza se già cantava piano lui e in più il microfono comunque a un livello basso, credo che abbia che lei abbia dovuto usare un amplificatore. usato un microfono a nastro che non solo aveva una risposta in frequenza più estesa, ma che era anche un modello cosiddetto attivo, cioè ci sono alcuni microfoni a nastro che sono stati, diciamo, di produzione negli ultimi 20 anni, diciamo così. Riconsiderate che i primi microfoni nastro risalgono grosso modo agli anni 30, cioè parliamo di microfoni vecchi vecchi vecchi che hanno una circueria interna, hanno fondamentalmente al loro interno un piccolo preamplificatore, per cui se li alimentate con l'alimentazione Phantom che vedremo fra poco che cos'è, quindi se li alimentate alimentate questo piccolo preamplificatore che in uscita vi aggiunge 20-25 dB di guadagno, per cui riuscite a gestire il tutto con un preamplificatore classico normale, perché quei 20-25 dB di guadagno che vi ritrovate in più in uscita al microfono sono tutti d guadagno in meno che dovete dare sul pre, quindi chiaramente per quello vi dicevo la scelta di un microfono e di come riprendere qualcosa. Una scelta >> che di variabili ne ha tante. Quindi in quel caso non mi sarebbe bastato scegliere un microfono bidirezionale e avevo bisogno di un microfono bidirezionale con un angolo cieco molto accentuato, motivo per cui mi sono orientato sul microfono a nastro. Avevo bisogno di un microfono a nastro specifico che avesse una risposta in frequenza un po' più estesa e un livello di uscita più elevato rispetto a quello che normalmente riscontriamo nei microfoni a nastro tradizionali, per cui mi sono diretto su un microfono ben preciso. Se conoscete tutto quello che c'è intorno, ad una determinata esigenza, riuscite a far corrispondere una determinata soluzione che quasi sempre troverete che poi è quella ottimale. >> Basta pagare il microfono giusto. >> Basta pagare il microfono giusto, ovviamente, motivo per cui si va in uno studio, questo è chiaro. E poi altrimenti usate quello che avete al massimo delle possibilità. Questo Questo è chiaro. Allora, facciamo una pausa prima di passare il microfoni a condensatore, no? Ok. Se non avete domande, ovviamente.
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