motori. Allora ragazzi, buongiorno a tutti. La volta scorsa abbiamo visto eh come si misura la tensione in una forma d'onda. Abbiamo definito una forma d'onda sinusoidale con le le sue caratteristiche in frequenza e ampiezza. Abbiamo visto, ragazzi, che un'onda un'onda in funzione del tempo, ok? Può essere eh misurata in ampiezza in diversi modi. Ok? Come si chiama questa questa ampiezza qui? ampiezza di >> picco. >> Ampiezza di pico. Ok. Questa qui invece picco >> picco picco picco picco. E abbiamo definito anche la tensione RMS che sarebbe una tensione efficace di questa eh forma d'onda. Ora per Vi ricordate ragazzi nella forma d'onda sinusoidale qual è la misura in volt RMS? Come si calcola? ampiezza fratto >> √2, >> ok? √2 per un'onda invece eh triangolare >> √3 >> √3 invece per un'onda quadra >> Ah, ok. Ok, ragazzi, questo è la tensione RMS. si definisce dal true RMS perché eh il risultato di un'operazione che è root min square, >> ok? >> Del segnale. Quindi facciamo il quadrato, eh il valore medio, poi la radice quadrata. >> Ok? Però quella lì si applica per i segnali pseudoperiodici, quindi qualunque segnale si prende una finestra di tempo e se ne calcola eh l'MS. Ok, allora oggi ragazzi faremo un altro argomento, questo qui >> che tutti quanti conoscete, no? Un po' basilare. Ok, quindi andiamo piano piano. Però, ragazzi, prima di arrivare al decibel io vi voglio fare una domanda. Ho due numeri 2 e 10. Quante volte 10 è più grande di 2? >> 5. >> 5. Ok. E 100 e 200 >> due volte. Quindi al contrario sarà due volte più piccolo. Come lo calcolate questo? Che cosa >> questo questo discorso di dire? Ok, per me per me, scusate il francesismo, questo discorso di dire eh quante volte una grandezza è più grande o più piccola rispetto a un'altra, come lo calcolate? Cioè voi dite 5 sulla base di cosa? >> Ok? Quindi 10 / 2. Quindi voi prendete lo stato finale di una certa quantità e ne fate il rapporto col suo stato iniziale. Quindi avrete una misura dimensionale, qualunque cosa sia, ok? Ma immaginate che sono 2, 10 m anche, d'accordo? voi avrete un certo valore che vi dirà di quante volte il secondo valore è più grande rispetto al primo o viceversa, perché questa cosa può essere anche fatta al contrario. Se noi partiamo da 10 e vogliamo arrivare a 2, quante volte 10 è più piccolo di 2? cinque volte secondo lo stesso principio. Questo fatto, ragazzi, alla base del guadagno lineare. Quindi, quanto 10 ha guadagnato rispetto a 2? 5. Chiaro? Ok, questo, ragazzi, è il guadagno ehm lineare e noi per arrivare al decibel dobbiamo passare da questo ragionamento. Quindi vi dovete ricordare, ragazzi, che il decibel è una misura eh adimensionale, ma è fatta dal rapporto fra due quantità. Però, ragazzi, andiamo con ordine, ok? Perché utilizziamo il decibel? Lo utilizziamo, vi faccio un piccolo esempio, la nostra, non so se avete fatto con Massarelli la soglia di udibilità, avete fatto qualche cosa sui sui livelli sonori. Quindi voi sapete che il il minimo segnale che noi possiamo percepire, che l'orecchio umano può percepire ha una pressione diventi micropascal. Ok, è una è una roba minuscola fino ad arrivare alla soglia del dolore che è 20 Pascal. Ok, diciamo si è standardizzata questa cosa. Però ragazzi, che differenza c'è fra 20 micro Pascal e 20 Pascal? Ci stanno un milione di di valori, un milione. Eh, so assai che ce ne facciamo? Ok. l'orecchio non ragiona per 1 milione di valori e poi è anche difficile calcolarli, cioè quindi ci dobbiamo affidare ad un altro metodo. Questo problema, ragazzi, l'hanno avuto anche eh nella telefonia. Nella telefonia, infatti, ehm all'inizio anni 30, no? all'inizio dell'amplificazione, amplificare un segnale costava tanto, le valvole erano già erano appena state inventate, quindi ehm cioè per amplificare una voce umana, ok, una una telefonata, immaginatevi tante telefonate, bisognava essere sicuri di che cosa si stesse facendo e quindi ehm si cercò la maniera ottimale per poter valutare la perdita in potenza sulle linee telefoniche. Il fatto è che, ragazzi, eh questi valori erano molto altalenanti, cioè nel senso si partiva da una stazione e si arrivava a un'altra, la distanza non era sempre uguale, quindi si trovavano a lavorare con valori o molto piccoli o molto grandi. Ok? Quindi che cosa hanno pensato? Qualunque sia il la potenza iniziale, ok? E qualunque sia la potenza finale, io voglio lavorare in maniera comoda. Quindi che hanno fatto? Hanno compresso i valori, hanno preso, tornando al discorso del della pressione sonora, hanno preso quella quelli che erano un milione di valori e anche di più e li hanno compressi nell'ordine delle centinaia. È così che nasce il decibel. Il nome viene proprio eh in virtù del fondatore della telefonia Alexander Bell. Ok? Quindi che cosa hanno fatto? Hanno preso quello che era un guadagno o una una perdita, ok? lineare e l'hanno messa come argomento di un logaritmo, ok? In base 10. Ora questo si chiama bell, quindi proprio il logaritmo in base 10 della potenza finale fratto la potenza iniziale. Ok? Quindi dobbiamo conoscere tutte e due per poter avere la differenza in decibel. Ok? Chiaramente il decibel è un'unità di misura aimensionale, non ha dimensione perché non so se vi ricordate l'altra volta che vi ho fatto vedere la ehm l'analisi dimensionale proprio dove noi andiamo a semplificare direttamente i valori, la potenza, ragazzi, è definita in bat, ok? Quindi db ve la riscrivo. Quella è uguale al logaritmo in base 10 di p/ p1. Questi due sono 2 wat, quindi p2 è watt e questo qui è watt. Quindi 2 wat si semplificano. R >> se è decibel sarebbe 10 logaritmi. >> Hai ragione >> bell, perdonami, perdonami. Grazie. >> No, nulla. Ok? >> Quindi bell, ehm, si calcola così. Decibel invece è una correzione che è stata fatta al bell perché c'erano ancora tanti ehm tanti numeri con la virgola, quindi si trovavano molti 0a, quindi hanno hanno preso la decima parte del bell, ok? Quindi è nata così. Allora, vi ho detto, ragazzi, la scorsa lezione che noi lavoriamo con le tensioni, non con le potenze. Ok? Quindi noi la corrente, le correnti in gioco sono molto basse e quindi ragazzi noi ci troviamo nell'audio in una condizione, o meglio, quando facciamo calcoliamo un guadagno, noi ci mettiamo nella condizione in cui e vi faccio il primo circuito, vogliamo studiare questa quantità V, Ok? Di quanti DB cambia? Ok, quindi c'abbiamo V1 e passiamo a V2, quindi la differenza di potenziale fra due capi di un resistore R. Ok? Ehm, noi ne vogliamo studiare la eh differenza in DB quando andiamo a cambiare il segnale in ingresso. Io dovevo chiedere un po' prima, però allora l'abbiamo già affrontato, non mi ricordo in quale altro corso il discorso dei decibel, facendo sempre la tipo mappa concettuale Pascal, bell e decibel. >> Ok. >> Io non Allora, ho capito perché si passi dal bell al decibel. Non hai capito perché si passa dal bella al decibe. Sì, perché il bell sarebbe troppo approssimativo perché è troppo grande. Il deci è a decima parte. >> Sì, >> però non ho capito la cioè perché invece passiamo dal Pascal al Bell? >> Perché Pascal fa parte di sono grandezze fisiche. >> Ok? >> Ok. Quindi noi se dobbiamo ragionare in Pascal dobbiamo ragionare in scala lineare, d'accordo? Quindi se tu eh ragioni in scala lineare, ragioni in scala lineare, quindi hai a che fare con quel milione di di valori, invece se passi al decibel comprimi quel milione di valori in roba un po' più okantificabile. D'accordo? Quindi ragazzi, noi vogliamo studiare ehm in DB come si comporta questa tensione nei confronti di eh un resistore, d'accordo? E quindi che cosa facciamo? sappiamo che la ehm che la potenza è uguale alla tensione per la corrente, ma la sappiamo anche secondo la legge di ohm che la corrente è uguale formula inversa di questa I v/ R. Quindi sostituiamo la ehm la corrente alla formula della potenza e avremo praticamente P * V/ R che fa proprio V quadro R. Ok, partiamo da questo. Quindi quello che facciamo è andare a sostituire all'interno dell'argomento del logaritmo V² R sopra e sotto, riferendosi a ehm V2 come tensione finale, ok? e V1 come tensione iniziale al quadrato. Ragazzi, R1 ed R2 in questo circuito chi è? >> R >> R. Quindi R1 e R2 come sono uguali. >> Essendo uguali questi due si semplificano. Ok? E arriviamo qua. Abbiamo nell'argomento un quadrato. Nei logaritmi il quadrato dell'argomento, perché questo qui può essere scritto anche v2/ v1 tutto al quadrato. Il 2 passa fuori, passando fuori si moltiplica col 10 e abbiamo 20 logaritmo in base 10 di v/ v1. Ok, quindi non è venti bell, è decibel, sempre decibel, d'accordo? Non è 20, è una è una Ok, non è venti bell, è decibel. Perché è 20 e non 10? Perché non consideriamo più la potenza. Quando noi consideriamo la potenza sonora, elettrica, qualunque cosa, ragazzi, quando consideriamo la potenza, dobbiamo utilizzare 10 logaritmo in base 10 di eh quantità finale fratto potenza finale diviso potenza iniziale. D'accordo? Per la potenza si, scusa. No, no, no, scusami. Sono Vai tu. Io non ho capito moltissimo il discorso di avere R1 R2 uguali, cioè come se fossero due in serie, >> eh. No, no, no. Allora, allora R1 e R2 sono dichiarati per completezza nella dimostrazione, ma fanno riferimento sempre a questa perché tu devi considerare che noi siamo in questa situazione in cui a un resistore noi gli applichiamo una differenza di potenziale. Quindi, che ne so, noi qua passiamo V1, abbiamo V1 che è uguale a ehm 1 V RMS. Ah, ragazzi, questi qua sono sempre volt RMS perché derivano dalla potenza, ok? Non sono picco picco picco, sono volt RMS. Ok? Quindi noi passiamo da V1 che è 1 V RMS e andiamo a V2. che magari è 2 vol RMS. Vi faccio un esempio numerico, ma questa V1 e questa V2 fan sono sempre questa, cioè è sempre questa differenza di potenziale. È come se io ti scrivessi eh V. Queste qua sono tutte e due V ini ini iniziale e finale. È sempre la stessa V. Però noi, perché noi siamo cattivi, ne cambiamo il valore e vogliamo studiare in questo circuito questo valore che noi abbiamo cambiato in che quanti di quanti DB corrisponde. Quindi prendiamo la nostra tensione coi nostri eBali, ne diamo prima 1 volt e poi successivamente ne diamo due. In questo passaggio noi vogliamo capire, ok? >> Quindi il generatore è uno, il generatore è uno. >> Facciamo così, ragazzi, ve lo disegno, ve l'ho disegnato un po' in maniera elettronica, però facciamola proprio. Ok. Anzi no, no. Dai, facciamo facciamolo in continua, dai. Facciamo così. Ok, questo è più Ok, e questa è V. questa V cambia, d'accordo? Quindi scrivere questo, quindi simbolo proprio di un generatore in continua, corrente continua, equivale a fare questo dove la freccia indica il positivo e la la coda della della freccia indica il negativo. Quindi mettiamo il caso che qui c'è 1 V, 1 V RMS lo trovate qua e qui troverete 0 perché la differenza di potenziale di 1 V 0. Ok? Per definire lo zero, ragazzi, si utilizza questo simboletto qui. V fins. Si utilizza questo massa terra zero. Diciamo che latto pratico si potrebbe vedere come la situazione in cui c'ho un segnale che mi entra, un attenuatore che se la resistenza e poi andiamo a vedere nel >> No, no, tu non hai un attenuatore qui, non stai agendo. Allora, dire ho un attenuatore vuol dire che tu stai agendo qui su una resistenza. La resistenza è è lei, è è proprio è proprio lei e basta. L'unica cosa che facciamo noi è cambiare la nostra tensione che noi gli diamo impasto, ok? Noi variamo V, non variamo R. Cioè, tu devi pensare, ragazzi, quando vedete resistenze in elettronica, ok? spesso sono sia resistenze proprio fisiche, ok? O possono essere anche possono simboleggiare anche un altro dispositivo. Ok? Quindi ogni ogni ehm dispositivo può essere modellizzato come una resistenza, ok? Come un resistore. Che poi parlare di resistenza in regime alternato è abbastanza improprio. Vedremo la prossima lezione come si parla di Sì. come si parla di di qual è proprio la il la caratteristica di resistenza in regime alternato, che è il nostro regime audio. Ok? Cioè, ehm, vabbè, ok, restiamo sui DB perché sennò io me ne vado a parlare di altre cose. Ok? Quindi il caso in cui noi studiamo la differenza tra due livelli è il caso in cui noi abbiamo il nostro sistema, che in questo caso è una resistenza o può essere la parte dell'ingresso di un dispositivo, l'ingresso di un dispositivo che vedrà sempre una resistenza. Ehm, come cambiano i DB quando noi andiamo a modificare l'ingresso? Eh, ragazzi, vi voglio dire una cosa. Voi perché trovate sempre una resistenza? Perché esiste la legge di Hom. Scusate per questa cosa di effetto, ma esiste quella. Se se io facessi una cosa del genere, ok? E qua gli metto V, che vuol dire sta roba? Un corto circuito che vuol dire? Ragioniamoci un attimo. >> C è impossibile perché la corrente dovrebbe essere infinita e quindi si va al limite. >> Esatto. Perché la corrente è infinita? per la resistenza è zer >> la resistenza è zero. Quindi questa formula qui, per calcolare quanta corrente noi eh immettiamo in un circuito, dobbiamo fare la formula inversa, quindi V/ R, ma R è 0. Qua essendo 0, qualunque valore diviso per 0 è infinito, quindi voi avrete infinita corrente che vi circola nel circuito. E qui vi voglio dire un'altra cosa. Noi nei circuiti, qualunque siano, l'unica cosa che possiamo controllare è la tensione che gli mettiamo come alimentazione. Ma la corrente se la pesca il circuito. Per questo si fanno i dimensionamenti dei circuiti, perché noi dobbiamo capire quanta corrente passa in un circuito, perché sennò questo scoppia, fuma, non dura niente. Ok? Dobbiamo capire quanta corrente passa all'interno di un circuito, alle volte componente per componente, perché così noi li salvaguardiamo e capiamo anche quando consuma. metti il caso che voi dovete, che ne so, alimentare il vostro mixer, ok? A batteria, questo mixer dovrà essere ben dimensionato a livello di corrente, proprio perché eh noi non vogliamo che che lui cioè che ci faccia comprare troppe batterie perché sennò non compriamo manco lui. Tutto chiaro lì in fondo, ragazzi? >> Sì. I tensione e corrente, giusto? I è corrente. Sapete che differenza c'è fra tensione e corrente? >> Eh, che ovviamente se la corrente non ha nessun resistore non c'è. Allora, corrente e tensione non c'è. corrente e tensione fanno parte della stessa quantità, non sono non è che nel filo, nel circuito passano due cose diverse, passa la stessa cosa. Ci sono, ragazzi. Eh, allora, noi lo sapete, l'elettronica noi non la vediamo, la possiamo solo misurare, però non sappiamo che cosa ehm come vi posso diciamo capire che cosa succede all'interno di un circuito è un po' complicatello, ok? Ed esistono tanti modelli che spiegano il comportamento dei circuiti, però, ragazzi, vi voglio spiegare quello che piace a me. Ok? Ehm, dai. Uffa, non non voglio cancellare troppo. Cancello questo, poi lo ridisegniamo. La tensione è la corrente in base alla resistenza. >> Lascia stare la matematica, te lo spiego proprio a Ok. In soldoni che vuol dire sta roba? Perché la matematica vuole spiegare dei dei fenomeni fisici. Allora, eh immaginati, ok, che tu hai un getto d'acqua, molto spesso si fa riferimento all'idraulica, però immagina che questo oggetto questo getto d'acqua viaggia in aria e resta perfettamente dritto, ok? Proprio nello spazio, d'accordo? e viaggia ad una certa velocità. Ok? Immaginatevi la, ragazzi, che la velocità di questo oggetto d'acqua è la tensione e noi gli diciamo quanto deve andare veloce. La corrente invece è lo spessore di questo oggetto d'acqua. Quindi noi possiamo avere qualcosa di molto veloce ma molto sottile, quindi tanta tensione, poca corrente come succede nell'audio. Oppure possiamo avere ehm un getto molto grosso ma molto lento, una massa d'acqua che si muove. D'accordo? Quindi eh tensione e corrente fanno parte della stessa quantità e allora la resistenza che che ci dice >> e quanto viene il dispositivo >> sta roba deve partire da qualcosa, no? La grandezza del dello del foro da cui esce questo questo oggetto definisce quanta resistenza c'è. Più resistenza c'è, più questo è stretto, >> però nel caso, >> ma resta veloce, >> però nel caso dell'acqua c'è più è stretto il buco più aumenta la Cioè, >> perché lì vigono le regole della termod della della fluidodinamica, >> ma ok, perché tu devi considerare la cioè la pressione, ok, >> è tutto un altro discorso, però tu immaginati che se questa roba qui, allora se partiamo dal concetto che chi emette quest'acqua, no, deve essere bravo a resistere, bravo a tenere fermo questo questo emettitore, >> la velocità era la corrente, >> la tensione. >> La corrente è come se fosse la la densità di questo. Ok. >> Ok. Però, ragazzi, eh, nei circuiti reali roba è falsissima. Può funzionare con la corrente continua magari, ma non special modo con la corrente alternata questo modello non funziona. È giusto per farvi capire. In realtà, ragazzi, lo vedrete bene col professor saggio, ritorniamo al nostro al nostro circuito. Facciamolo in corrente alternata stavolta invece che corrente continua. Ok? Secondo voi ragazzi la corrente alternata qui dentro come gira? Come come reagisce fisicamente? Le gli elettroni come si muovono qua dentro? Quanti è indietro? Cioè prima in un senso penegrato al >> Esatto. Esatto. >> Sequenza. >> Esatto. Prima in un senso e poi nell'altro. Quando voi immettete una tensione alternata in un dispositivo, il fronte positivo, questo è il fronte, il fronte positivo fa girare la corrente in questo senso, ad una certa tensione, quindi una certa quantità di corrente di carica proprio di cariche di palline proprio che si muove. Ok? gira in questo senso, ma quando poi lei rallenta e poi inizia a girare nel senso opposto, ve lo faccio vedere. >> Ci sarà un un istante in cui >> No, ve lo faccio ve lo faccio vedere, ok? Perché esiste, ragazzi, un tool fighissimo e mi devo connettere a internet che io vi consiglio caldamente di utilizzarlo, >> però è anche una convenzione. >> Eh, è una convenzione perché Esatto. >> fisicamente girano, facci >> Esatto, fisicamente girano al contrario, però è una convenzione. Solitamente noi siamo portati a pensare che gli elettroni vanno dal più dal meno al più, no? in realtà è il contrario. Ok, quindi però questo modello è abbastanza style. No, vabbè, perché non mi appare il Wi-Fi.
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