EPT 2026-03-13 p6

mastersuono3,731 words

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Ok. Io ci sono. >> Ok. >> Tu rimani qua. >> Sì. domande, >> dubbi, dubbi, cose non chiare. Se puoi se puoi ripetere la differenza tra bass e il canale mixer. >> Tra bass e canale. >> Qualcuno che si sente così temerario da voler rispondere a questa domanda. Differenza fra bass e canale >> bus starebbe canale. No, >> no. >> Sì. Abbiamo detto che è la linea di comunicazione tra i diversi canali, cioè da quello che ho capito, >> m >> i canali sono i singoli eh i singoli segnali, cioè ogni strumento voce passa per un singolo canale e poi concluisco l'unica linea che è il bass, giusto? >> Sì, che non per forza è una sola. Possono anche essere moltepa, forse te l'hanno detto. Tutte le volte che ti fanno una domanda riassumila per chi sta alla registrazione che non sentire. >> Sì, certo, certo. Vabbè, in questo caso giustamente ho anche chiesto a loro di farlo, quindi l'ho proprio rifatta la domanda. Allora, un canale abbiamo detto che è un possiamo vederlo come un percorso del mixer dedicato ad una singola sorgente. Questo è il canale che è questo. Quindi la sorgente entra sul canale, attraversa tutte le varie sezioni del canale, arriva al fader, dal fader, che l'ultima parte del canale deve uscire per andare da qualche parte, sennò tu, per esempio, non lo potresti neanche riascoltare se non lo mandi verso le casse. Quindi dal canale a un certo punto questa sorgente, questo segnale esce e deve andare da qualche parte o verso un'uscita o verso l'ingresso di un altro canale pure. Come ci arriva dall'uscita del canale al punto dove deve arrivare? >> Passando dall'interno di un buss. Questa è la differenza. Dal bass nel nei software, cioè in automatico, nel mixer analogico, se io non passo tramite software mh >> mh >> il bass c'è già incorporato nel mixer. >> Nel mixer e beh, è chiaro. Cioè, nel senso che tu puoi assegnare o meno un canale o più canali ad un buss, ma è chiaro che se nel momento in cui lo stai assegnando vuol dire che il bus all'interno esiste, perché il bus sarà un cavo, un pezzo di rame in un mixer analogico. Quindi a se per installare un nuovo bust, per definire un nuovo bust, dovresti aprire il mixer e metterti a saldare un circuito. Quindi conto, >> quindi è chiaro che il bass nei mix analogici funziona che tu assegni a uno o più bass in funzione dei bass che hai a disposizione. Quindi tu in ogni mixer hai n bass a disposizione già definiti da chi è progettato e costruito il mixer e con quelli te la cavi. A livello software ovviamente tu potenzialmente puoi espandere il numero di bass all'infinito, puoi creare infiniti bass perché tanto non sei vincolato a dell'hardware. Sono tutti tutte cose finte, in realtà non esistono veramente, quindi ne puoi definire anche infiniti senza problemi. >> Approfitto del momento di suspans, non c'è elettronica digitale già per >> Ah, allora possiamo continuare fino alle 4:00. Perfetto. Va bene. >> Fino alle 18. Ah, ottimo, ottimo. Quindiè ci sono altri dubbi riguardo tutto sto giro di segnale, definizione, idea di input, output, differenza fra gli ingressi e le uscite logiche, software, quelle hardware, i bass. Sì, >> eh nel banco, >> sì, >> eh io ho l'opportunità di indirizzare il bass eh delle demandate o no? Intendi meno il >> bass devi andare. >> Intanto per banco che che stiamo intendendo analogico. >> Ok. >> Ok. >> Eh, posso indirizzare il canale tramite in bass eh in un altro canale. >> Sì. >> Ok. Eh e posso deciderlo nel in cioè in alcuni banchi credo che posso deciderlo con le patch. Sì, non c'è in molti, per esempio, nel mixer che useremo quando andremo in studio c'è la possibilità di ehm io per esempio decido di assegnare i primi quattro canali del mixer al basso di uscita 24 e dire al canale 24 automaticamente di prendere in ingresso ciò che viaggia sul Bass 24, quindi di diventare il canale del corrispondente bass. >> Ok? Quindi questo poi dipende da modello a modello tendenzialmente, >> nel senso >> altrimenti lo farei puoi fare si può fare niente, >> no? Però è chiaro che non cioè non non stiamo neanche parlando di nulla di cioè non è pensato per avere vari percorsi alternativi, è pensato per altro, quindi è chiaro che non sarebbe sarebbe probabilmente superfluo per un modello del genere, un mixter del genere, un tipo di funzionalità di questo tipo, oltre a essere costosa, perché comunque implementare vari Bass, possibilità di routing aggiuntive eccetera costa. Sì, sì, sì. Sono chiarimenti alla fine. >> Vediamo adesso le preferenze di Pro Tools. Che sono le preferenze? Allora, se noi andiamo nel menù Pro Tools Settings, che una volta era Preferences, vediamo, ci si apre questo bellissimo menù, cioè questa bellissima schermata piena di tab, piena di cose che possiamo cambiare e qui abbiamo la possibilità di cambiare e configurare un sacco di parametri che riguardano Pro Tools. Ve ne faccio vedere qualcuno spot, giusto per darvi un'idea. >> Da dove si apre questa? Pro Tools. >> Ok. >> Eh, prima c'era scritto Preferences, adesso c'è scritto settings. Ma >> perché su Windows'a tab >> e quello. Allora, sicuramente ho trovato su setup. >> Ok, setup. Sì, trovato. >> Vedete che >> quindi è una sottovoce dei del menù principale perché prima avevamo detto file edit più. >> Sì. Allora, su macOS ogni applicazione, quasi ogni applicazione ha poi un un menù con il nome dell'applicazione su cui ci sono vari varie voci accessibili. In questo caso sotto Pro Tools c'è Settings. Se non usate Ma Settings lo trovate sotto setup, quindi andate setup settings o setup preferenci sulle versioni un po' più vecchie. >> Ok? >> E vi si apre questo menù. Queste le preferenze sono divise per categoria, se vedete, per esempio, display sono tutte le preferenze che riguardano ciò che visualizziamo, per esempio il color coding cosiddetto, quindi come vengono colorate tracce, clip, tutte le cose che vengono colorate, eh, oppure come vogliamo che vengano organizzati e visualizzati i plugin, perché noi possiamo decidere di far di visualizzare l'elenco dei plugin o perché categoria o per eh produttore o per categoria e produttore oppure semplicemente una lista di tutti i plugin semplicemente dalla alla Z senza nessun tipo di raggruppamento oppure che ne so UI theme. Quindi qui possiamo decidere se visualizzare la la user interface, quindi la parte grafica, con il tema chiaro che questo qui che era quello che c'era fino a Prodools 2020 qualcosa, non mi ricordo, forse Prodools 12 prima comunque la schermata di Prodools, quando ho iniziato a usare Prodools era così, quindi UI classic oppure dark. via discorrendo. Operations, per esempio, vabbè, molte di queste le vedremo mano che ci serviranno per alcune funzioni specifiche che al momento anche dirvele sarebbe abbastanza inutile. Vediamo se ce n'è qualcuna che possiamo vedere. Ah, tipo forse è qui. Ecco, per esempio, su operations abbiamo auto backup perché abbiamo la possibilità di effettuare un backup automatico della sessione su cui stiamo lavorando ogni tot. Quindi qui intanto ci chiede se vogliamo abilitare o meno l'auto backup di una sessione. Quanti di questi backup che vengono automaticamente salvati vogliamo conservare? Quindi se gli ultimi 10 5 2 15 dei backup che vengono fatti e ogni quanti minuti vogliamo che venga effettuato un backup. Queste è tutte cose che al momento >> i backup vengono fatti all'interno del pacchetto che crea quando crea >> Sì. Mo che mo che vediamo come si crea una sessione, cosa viene creato con la sessione vedremo anche cosa va dove. e via discorrendo. Insomma, molte di queste le vedremo mano che tratteremo gli gli argomenti corrispondenti. Comunque tutte le preferenze, le impostazioni li trovate qui. Se qualcosa non la trovate, per esempio la cosa del backup non la trovate, se scrivete backup, anche in questo caso ve la evidenzia da solo, che è una cosa molto molto comoda. Allora, creiamo una nuova sessione senza troppi indugi. Come creare una nuova sessione? Iniziamo con a imparare qualche shortcut, qualche scorciatoia da tastiera. L'utilizzo delle scorciatoie da tastiera in Pro Tools, come nella maggior parte do per la verità, vi cambia la vita, quindi imparatele e usatele. Una sessione, una nuova sessione si crea o andando nel menù file, che vi ho detto essere il menù dedicato alle sessioni file new, oppure se siete su Mac Command N, se siete su Windows Contrl N. Allora, qui c'è un un discorso che dobbiamo fare su cui chiarirci. Tra Mac e Windows le scorciatoie sono le stesse a patto di seguire questa traduzione. Tutte quelle scorciatoie che su Mac si effettuano col tasto Command, su Windows si effettano con il tasto Control. tutte quelle scorciatoie che si effettuano con Alt, si effettuano con Alt, che adesso su Mac si chiama option, sia su uno sia sull'altro. Tutte quelle scorciatoie che su Mac si effettuano con Control, su Windows si effettuano col tasto Start, che è quello che ha la bandierina di Windows. >> Questo sempre, non solo, >> sempre. Quindi se io vi dico che per fare una nuova sessione su Mac faccio command su Windows sarà. >> Se io vi dico che una shortcut su Windows è Control Shift 4 su Mac è >> se io vi dico che una shortcut su Mac è option shift 3 su Windows sarà >> esatto. Capito questo le scorciatoie sono identiche. Quindi creiamo una nuova sessione Command N, contrl N se siete su Windows. Vi si apre questo che si chiama dashboard. Nella dashboard intanto vi chiede se volete fare creare una nuova sessione, aprirne una, mettere creare un cloud projects, quindi quando vi dicevo che il progetto in Prodools è una sessione che va su Cloud, sarebbe questa e via discorrendo. Che nome dare alla sessione? Che nome diamo alla sessione? Diamo. EPT. Oggi è venerdì 13. Vediamo dove salvarla. In questo caso diciamo salvare sul desktop. Ovviamente mettete quello che vi pare. Session configuration. Allora, qui impostiamo i parametri della sessione. Intanto, che tipo di file audio vengono generati quando registriamo? Per esempio, in questo caso file Wav, potrebbero essere anche file IF che sono i vecchi file che utilizzava Apple agli albori. Questo WF sta per broadcast wave file, sample rate, qui vedete tutti sretili. Questa interfaccia arriva fino a 96 kHz, quindi io posso semplicemente scegliere 44 100 48 88 e2 96. Oltre non vado. Lasciamo 48 kHz. Vanno bene 48 kHz. Facciamo video >> perché se facciamo audio. No, >> è 4400 per fare musica standard. 48 era la logica di Shan, >> il teema del campionamento di Nquest Shennon che ci dice che il la frequenza massima utimile è uguale al top della frequenza. >> No. Sì. Poi il teorema il teorema di del campionamento non parla della frequenza audibile, parla in generale di quando il doppio >> non ripetete un attimo che deve essere il doppio >> della più alta frequenza da >> deve essere almeno il doppio della più alta frequenza che dobbiamo campionare. Non, dobbiamo >> portiamo il tema del campionamento nel mondo dell'audio. 20 kHz il minimo, 20 Hz, >> 20 Hz è il minimo, 20 kHz è il massimo. La banda audio va da convenzionalmente da 20 Hz a 20 kHz. Significa che il segnale più alto che noi che a noi interessa campionare è di >> 20 kHz, quindi ci serve una frequenza di campionamento di almeno il doppio, quindi almeno 40 kHz. Poi abbiamo detto che siccome proprio in corrispondenza della metà della frequenza di campionamento e abbiamo detto che la metà della frequenza di campionamento si chiama frequenza >> di Nquist in proprio in corrispondenza alla frequenza di Nquist succedono cose strane. Diciamo che oltre sarebbe meglio pensare a due volte e mezza la massima frequenza campionare. Quindi con 48 kHz grosso modo ci siamo. Bit depth, possiamo scegliere fra 16 24 e 32 bit float. Ora, noi non abbiamo affrontato il discorso del floating point perché è lungo ed è complicato. >> Eh, >> il discorso del floating point o il fatto che sia lungo e complicato. È bello. >> Floing point >> è bello. Tendenzialmente con i 32 bit floating point noi a livello pratico eliminiamo il problema del clip. per capire il perché per il come servirebbe molto tempo. Quindi, se volete, se se abbiamo tempo la prossima volta ne possiamo anche parlare, ma veramente è modo molto veloce, eh, però io vi dico, al momento i dispositivi che vi consentono di registrare a 32 bit floating point sono pochissimi, quindi per il resto 24 bit vanno più che bene, anche perché 24 bitno una gamma dinamica teorica, un rapporto segnale rumore di quantizzazione teorico di >> abbiamo detto Quelli sono i possibili >> valori >> i possibili valori che possiamo attribuire con la quantizzazione 2^ 24. Il rapporto segnale rumore invece. Quindi dove si trova a livello di ampiezza il rumore di quantizzazione generato dall'errore di quantizzazione a 24 bit? 96. >> No, quello a 16 bit. Abbiamo detto che ogni bitcorre a migliorare il rapporto segnale rumore di >> 6B. 6 dB, quindi 6 * 24 fa 144, che è tantissimo. IO Settings. Fai una domanda sulla bit depth, perché ora io vengo dal Reaper e so che lì tipo funzionava col fatto che possiamo impostare la bit depth di campionamento e anche senò quella con cui lui lavora internamente. Infatti io mettevo 24 bit di campionamento e 32 float per la gestione interna. Questo su Pro Tools. >> Ah, Pro Tools internamente lavora a 64 bit floating point. Internamente, >> però il i file audio generati, noi qui adesso stiamo impostando solamente la profondità di bit dei file audio generati. >> Ok. Sì, sì. >> Lui poi internamente lavora a 64 bit floating point. Perfetto. Eh, IO Settings invece ci chiede quale io setup vogliamo utilizzare per questa sessione. Se lasciate Last Used, banalmente userà l'ultimo setup che avete utilizzato nell'ultima sessione che avete aperto, sennò qua vi esce tutto l'elenco di tutte quelle che di tutti gli IO setup che avete salvato. Questa opzione interlived, che è un'opzione un po' obsoleta ormai per la verità, vi chiede se volete che i file stereo che vengono generati o importati vengano trattati come file stereo, quindi come un unico file stereo, o come due file mono separati. Una volta Produls, ma vi parlo veramente di 25 anni fa, aveva un po' di problemi con i file interlived, quindi con i file che erano un unico file stereo con i due canali interlacciati e quindi venivano utilizzati in dual mono. Attualmente non vedo nessun tipo di necessità per cui non utilizzare i file in formato interlived, ma utilizzarli come dual mono, anche perché è sempre ricavabile il dual mono dall'Interli. Quindi, fatto questo, diamo il comando di create. >> Abbiamo visto dove stava >> Sì, era qua. Abbiamo detto local storage, noi lo mettiamo sul desktop, ma >> Ok. Eh, sul desktop dove c'è già cartella Flu direttamente quel progetto, quella sessione la salva la cartella su desktop. Allora, io gli ho detto di salvare questa sessione sul desktop. Adesso capiamo >> sul desktop avrò cartella. >> Allora, quando noi creiamo una sessione, Pro Tools crea una cartella che ha il nome di quella sessione. Quindi in questo caso questa cartella è PT venerdì 13. Se vedete al suo interno ci sono tutta una serie di cartelle di file. Quindi noi creiamo la cartella, creiamo la sessione vattel pesca. Viene creata una cartella dove noi gli abbiamo detto che si chiama vattel a pesca. Al suo interno Prodools crea automaticamente alcune cartelle e alcuni file che adesso andiamo a vedere nel dettaglio. Ah, vi faccio vedere questa finestra che è molto interessante. Keyboard Shortcuts. Questa me la sono dimenticata. Setup Keyboard Shortcuts. Qui sono definibili tutte le scorciatoie da tastiera. Intanto le potete cercare, cioè se non vi ricordate come si fa per esempio un copia incolla, se cercate copy vi trova tutti i comandi copy possibili. Vedete in questo caso command che su Windows sarebbe >> contrl C. Oppure se cerco consolidate mi trova il comando di consolidate. Potete anche cambiarle, quindi potete anche decidere che se a voi non piace che lo zoom si faccia con R e con T, lo potete fare con Q e W che mi pare come sia su come su Qbase o con W. Allora, io vi do un consiglio. Imparate le scorciatoie di Prools per come sono e non vi non vi andate a impelagare a cambiarle perché magari siete abituati ad altri software, perché uno dei grossi vantaggi usare Pro Tools, come dicevo, è il fatto di aderire ad uno standard. Se voi iniziate a personalizzarvi tutte le scorciatoie da tastiera, appena uscite dal dal vostro studio, dalla vostra camera da letto, andate a lavorare da un'altra parte, vi trovate nel panico perché non sapete utilizzare neanche una scorciatoia e produlsa senza scorciatoie a livello professionale è inutilizzabile. Quindi fate uno sforzo prima di imparare le scorciatoie di default in modo che a prescindere dal sistema Pro Tools davanti al quale vi trovate siete in grado di lavorare. >> Come si arriva a quella finestra? Setup keyboard shortcuts. Allora, vediamo che cosa ci ha creato Pro Tools. All'interno di questa cartella col nome della sessione. Intanto c'è questo file che si chiama esattamente come il nome della sessione e ha questa strana estensione punktx. Questo è il file di sessione, quindi il file PTX è il file di sessione. Il file di sessione in Prodools significa che questo è il file che al suo interno contiene tutte le informazioni che riguardano. Quali plugin ci sono? Quali tracce ci sono? Come si chiamano? Come sono colorate? Eh, quanto quante clip audio ci sono caricate dentro? Quanti gruppi esistono, tutte le informazioni, tutte quante le informazioni che riguardano la sessione. Tutte. Questo file però non ha al suo interno nessun contenuto né di audio, né di video né di MIDI, quindi è solo un maxi pacchetto di informazioni. Esatto. >> PTX. >> PTX. Esatto, si chiama PTX perché è entrato in vigore da Pro Tools 10, questo qui che a me sembra ieri, ma in effetti stiamo parlando del 2013-2012. Comunque, mamma mia, tutti i file audio che vengono creati dentro la sessione o importati nella sessione vanno a finire nella cartella audio files che è questa qui. questa questo modo con cui sono organizzate le sessioni, che può sembrare anche non particolarmente rilevante ad una prima analisi, in realtà fa tantissima differenza. Uno dei problemi più grossi che sicuramente chiunque di voi abbia già lavorato con una do su qualche progetto ha riscontrato è che quando provate a riaprire una sessione o un progetto di qualche altra DO a distanza magari di qualche anno, puntualmente mancano dei file. F questo non trovato, non ho non ho trovato la la traccia, il file audio dello shaker che era caricato, non trovo questo, non trovo quest'altro, eccetera eccetera. Annidare tutto all'interno di una singola cartella e tenere questa suddivisione così per compartimenti stagni aiuta tantissimo ad evitare che succedano questi problemi quando voi riaprite una sessione a distanza di tempo o la riaprite su un sistema diverso. Perché se i file audio stanno sempre nella cartella audio files che sta all'interno della mia cartella di sessione, se io prendo la mia cartella di sessione e me la porto da un'altra parte e ci continuo a lavorare sopra, so che non mancheranno mai dei file audio all'interno perché viaggiano sempre con me all'interno della sessione. Sai quelle file audio stanno un po' sul desktop, un po' nella cartella documenti, un po' in downloads, un po' nella cartella eh delle mie librerie di suoni e tutto quanto. Appena apro quella sessione da un'altra parte disastro. Molte di queste altre cartelle le vedremo mano che parleremo di cos'è un bounce, di cos'è un clip, quindi di cos'è una clip, quindi la prossima volta. Vedrete poi che molte di queste cartelle vengono create e cancellate a seconda di dell'utilità, cioè quando voi aprite una sessione la maggior parte di queste cartelle vengono create di default. Se però sono vuote quando chiudete la sessione vengono cancellate, così come in casi specifici ne veng specifichi in casi specifici ne vengono create delle altre. Per esempio, c'è una cartella che adesso non vedete che però si chiama Sibelius Files dove vanno a finire tutti i file che voi generate dal praticamente avete in Prools anche delle la possibilità di eh generare delle partiture in forma molto molto minimale, quindi delle partiture musicali a partire dai file MIDI. Per esempio, quando generate una partitura, questa viene generata in una cartella si chiama Sibellius Files, che però in questo caso ancora non è stata creata perché non serviva questa, session file backups. Secondo voi che cosa ci va a finire? backup automatic >> tutte le sessioni che vengono, quindi tutti i file di sessione, ogni volta che Prodools fa un backup automatico crea un nuovo file di sessione, quindi un nuovo PTX, come se facesse saest. Tutti i vari savest vengono finiscono qua dentro e vedete diventano poi incrementali. Fra un po' questo era 50, adesso è 55 verrà fuori un EPT13. Back sta per backup.00001.ptx. Poi tra altri 5 minuti uscirà fuori uno 002 003. Se io ho problemi con il mio file di sessione principale, magari mi si corrompe, magari lo cancello per sbaglio, magari non si apre per qualche ragione, nei session file backups o comunque i miei backup automatici che posso ovviamente ordinare in ordine cronologico. Quindi vado su quello più recente, lo apro se stessi riaprendo questo file nella sua versione delle ore. 12,55 per esempio 12,50 quello che sia. Cartella video files. Secondo voi che cosa ci va a finire nella cartella video files? >> Sarebbe logico, ma no. Allora, i file video che importate, o meglio, quando importate un file video, Pro Tools fa riferimento sempre al file d'origine che avete importato. Quindi, se il file sta sul desktop, lui lo cercherà sempre sul desktop. se sta su nella cartella documenti, lo cercherà sempre nella cartella documenti.

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