CSE 2026-03-20 p3

mastersuono3,203 words

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e che poi lo rende, come tutti i figli, antenna che dipende dalle frequenze, poi eccetera eccetera. Generalmente più è corto il filo, più è alta la frequenza che possono captare. Quindi se voi state facendo audio, fate in modo che le tracce siano così tanto corte da poter stare fuori dalla banda audibile. >> Magari prendete qualche schifezza da fuori, prendete Radio Maria da lì, starà nei MHz, ma non starà nel nel vostro nella vostra chitarra, ok? Questa è una materia che si chiama compatibilità elettromagnetica. È un'altra scienza. >> Sì. Compatibilità elettromagnetica. Io c' ho fatto la tesi sulla compatibilità elettromagnetica. Ok. >> Però >> no, non l'ho mai studiato. >> Eh, tosta tosta. Eh, >> e ti rientra da tutte le parti. >> Ma quello se uno volesse studiare tutto e volesse sapere tutto avevo un organo elettronico. Un giorno mentre suonavo si è messo a parlare >> parlava. Ho detto grazie che questo bar scusate l'intermiere tecnico che mi è uscito, però alla fine mi sono affacciato e stava passando un radiamore con un'antenna di 3 m sopra la macchina sotto casa >> Certo. >> E i circuiti di alimentazione dell'organo l'aveva captato, raddrizzato e me lo sparava. >> Certo, la cosa la cosa interessante >> Sì, questa cosa mi era rimasta impressa. Poi quando ho fatto la tesi sono andato proprio ad approfondire. La cosa interessante è che magari proprio la posizione in cui in cui era l'organo, >> bastava girarlo, >> bastava girarlo. Eh, esatto. Cioè, ok, stiamo parlando di roba del genere e ok. Quindi, ragazzi, tutta questa parte qui, per esempio, che doa lavorare a ai kHz a 200 kHz, vedete in SMD questi qua so tipo questa in scala di questi sono praticamente 2 deci di millimetro uno dall'altro. So componenti molto so così. Ok. Eh ah, vi volevo far vedere questo e basta. Ok, vabbè, quindi don't saveum e al modico prezzo di >> meglio che non te lo dico. È modico abbonamento di >> Ok. >> Già. Ok, ragazzi. Facciamo un altro pochettino e poi facciamo un po' di pausa, giusto un quarto d'ora. Vediamo. Allora ragazzi, qualcuno di voi avete fatto i sistemi lineari? Ok. Che cos'è un sistema lineare? Quando è definito lineare un sistema? Ve l'ho anche semplificato qui, ok? nelle slide perché è quello che ci serve a noi. Viene definito un sistema lineare, qualunque sistema in cui all'uscita del sistema rispetto a un segnale di ingresso, noi ne leggiamo semplicemente la moltiplicazione rispetto a un fattore k, quindi un'amplificazione. Ok? Ciò significa che qualunque cosa noi gli mettiamo al eh all'ingresso, lui restituirà lo stesso ingresso, ma solamente moltiplicato per un fattore k. Io qui ve l'ho semplificata perché questa ehm fondamentalmente un sistema lineare anche un sistema che introduce un po' di ritardo o che introduce un po' di offset, quindi che sposta la forma d'onda da un sistema riferimo, lo faccio piccolino, ragazzi, da così ve lo può spostare così, però fondamentalmente ciò che noi gli eh gli leggiamo all'uscita deve essere sempre riconducibile all'ingresso. Sempre. Ok? Infatti, ragazzi, noi se gli se gli mettiamo che ne so, magari una ehm una combinazione lineare di di forme d'onda all'ingresso, che ne so, gli mettiamo eh x dt t è ugd + x2 dt. All'ingresso, all'uscita, l'Y tvrà essere k x1 dt t + k x2 d. Che significa sta roba? Che significa sta roba? È potente. Potente e irrealizzabile, ok? Vuol dire che se tu qualunque cosa gli metti, il dispositivo non genererà niente di nuovo, amplificherà soltanto il il segnale. Questa roba qui noi non ci siamo mai arrivati in analogico, mai. Ci siamo arrivati in digitale, d'accordo? Ma fino a che questa roba esiste nel computer perché dopo succedono altre cose. Ok. Ecco, appunto. Ok, ragazzi, quindi quello che ehm quello che si cerca in un sistema lineare è che questo sistema non apporti nessuna nessuna modifica al ehm al nostro segnale al nostro segnale audio. Risposta in frequenza. Ahah! Prendiamo ragazzi il nostro segnale di ingresso e lo trasformiamo secondo furia e ne facciamo lo spettro di ampiezza. Ok? Il rapporto fra lo spettro in uscita e lo spettro in ingresso ci dà la nostra risposta in frequenza. Oppure lo possiamo calcolare come guadagno frequenza per frequenza dell'uscita fratto l'ingresso e il modo con cui si fanno le misure nella risposta in frequenza. Quindi, avendo Vin noto, quindi Vin noi lo conosciamo, sappiamo che cosa gli stiamo iniettando nel sistema, gli andiamo a leggere la la tensione in uscita a una determinata frequenza. Ok, quindi prendiamo il nostro il nostro bellissimo Excel e gli scriviamo 100 Hz. Facciamo herz. V in e V out. Eh, che ne so, 1 V 1 V e andiamo avanti e facciamo il rapporto di tutti i punti per poi disegnare ad esempio, no? Quindi la risposta in frequenza ci descrive come il sistema risponde eh alle frequenze, alle varie frequenze. >> Quella formula sotto semplicemente vuol dire cioè la tensione in uscita, però sempre lo spetto di ampiezza. >> Esatto. Esatto. >> Ma sono cioè sono la stessa cosa praticamente. >> Sì, diciamo di sì. Diciamo di sì. Questo è sulle tensioni, proprio specifico per la tensione, mentre >> non è detto che siano tensioni >> più in generale. >> Esatto. Ovviamente la risposta in frequenza, ragazzi, può essere anche logaritmica come spesso noi la troviamo. Quindi significa che noi avremo Cos'è, ragazzi? Questa qui è assoluto o relativa? Che cos'è questa misura in DB? È assoluta o relativa? >> Relativa. >> Ok. Perché? Perché VDIN è scelto. >> Esatto, lo scegliamo noi. Mh. Quindi noi ragazzi scegliendolo noi possiamo anche caratterizzare un sistema, poi lo vedremo a misure, possiamo caratterizzare un sistema a diversi regimi di lavoro scegliendo win. Ok? E qui, ragazzi, è un tipico, questo è un esempio. Poi, ragazzi, vi ehm restauro un attimo la parte iniziale, tutta la parte iniziale e poi vi mando tutto il materiale fin dove arriviamo oggi, ok? Un paio di giorni e così almeno studiate qualcosa, c'è qualcosa su cui studiare. >> Main in quel caso sarebbe, per esempio, il game che ti do l'ingresso per esempio lo strumento? Esatto. M non tanto gain. È una tensione quella >> tipo il no della chitarra, cioè non lo so. >> Vedi, va bene, vedila così. >> Ok, >> vedila così. Diciamo che lì entrano un po' discorsi diversi. Pensa, puoi pensarla pure così perché comunque sia qui non non è una cosa che fai con uno strumento. Questa la risposta in frequenza non la fai con uno strumento, lo fai con degli strumenti, capito? Cioè, non letto DB, >> no? Allora, ecco, allora praticamente da questo graf da questo questa forma vi esce un grafico fatto in questo modo. Noi abbiamo la frequenza qui >> sull'asse delle X e i dB qui, ok? relativi. Praticamente se V out è uguale a V in quanto quanto fa? >> 1 >> però nel logaritmo c'è tutti i dB quanto fa? >> 0 ok? Quindi praticamente v outugale a V in quel rapporto fa 1 e poi il logaritmo fa 0. Ok? Quindi V out su Vin era la domanda, non era tutta la formula, era giusto? Se era tutta la cioè HDF in DB se questi due sono uguali fa zero. >> Ok? Quindi questa è una eh è un ehm il grafico che ci esce può essere i numeri che ci possono uscire da qua possono essere maggiori o minori di zero. Quindi noi poniamo si pone spesso lo zero in un punto centrale dell'asse delle y in modo tale che una risposta in frequenza piatta ricalchi proprio lo zero in cui in tutte le frequenze l'uscita è uguale all'ingresso. Se invece noi dovessimo avere che punti in cui l'uscita è più alta dell'ingresso, avremo dei dei boost in frequenza oppure delle attenuazioni. >> Quello che vediamo nelle specifiche dei microfoni. >> Esatto. Esattamente. Quello vuol dire che lì avendo poi le facciamo bene queste cose, avendo avendogli dato impasto al microfono, ok? un segnale a che ne so 90 dB 100 dB, ad esempio. Tu sposti la frequenza sempre a 100 dBSL e vedi che tensione ti tira fuori. Quindi fai una trasduzione lì. Qui tu lì stai facendo una trasduzione. Ok? Mi serve come livello di riferimento. >> Deve essere noto il livello di riferimento. No, deve essere noto. Deve essere noto il livello eante, nel senso quando cambia frequenza >> l'ampiezza. Sì, si cerca di tenere di tenerlo costante in modo tale che il circuito o il microfono, qualunque apparato tu voglia misurare possa comportarsi in maniera costante in tutte le frequenze senza stressarsi perché magari tu lo lo sottocarichi o lo sovraccarichi, ok? E puoi avere delle misure falsate. >> Questa è la risposta frequenza e quindi il filtro che mi dà la traduzione, >> no? Allora questo qui. Allora eh io questo grafico l'ho preso direttamente dal sito di auto di audio precision che sarebbe una una ditta di analizzatori audio proprio molto performante, costosissimo ovviamente, però qui all'università noi ce l'abbiamo e lo Sì. Ehm e lo useremo lo useremo in misure. Praticamente loro hanno fatto questo eh questo grafico semplicemente per far vedere quanta possibilità ha Audio Precision di definire la risposta in frequenza. Ok? Quindi tutte quelle curve sono quasi tutte sovrapponibili, rappresentano la stessa cosa con varie tecniche per la risposta in frequenza. C'è lo swip, lo step. Ok, noi non le vedremo tutte queste qui perché non ci servono. E hanno preso come riferimento un driver per cuffia, ma nel nel link che vi ho che vi ho mandato che che vi lascio qui non c'è scritto qual è. Io quindi non lo so su cosa l'hanno fatto, però è audio precision e l'hanno fatto in funzione in modo dimostrativo per far vedere quanto eh quanto è precisa la la loro misura della risposta in frequenza. Quindi tu qualunque utilizzi quello che vuol dire questa qui secondo audio precis >> sì qualunque tu utilizzi ti darà sempre lo stesso risultato in qualunque situazione tu sei, qualunque tecnica dovrai utilizzare tu c'avrai il massimo dell'affidabilità perché vedete è proprio sovrapposta la bassissima premenza tre qualche differenze. >> Ci sta, però stiamo parlando di Sì. sotto i 50 Hz >> per un driver di cuffia. >> Sì. Ok, ragazzi, bene. Che ore sono? >> Reattanza. Per questo magari Come vi sentite, ragazzi? Ok. Allora ragazzi, la reattanza. La reattanza è una caratteristica dei componenti reattivi, ovvero condensatori e induttori. È una proprietà di resistenza in funzione della frequenza, si chiama reattanza, si misura proprio in OM. propare di resistenza >> in funzione della frequenza, cioè al variare di omega che è la la pulsazione, qui possiamo ricondurci alla frequenza dividendola per 2 pi gre. Ok? Noi ehm con la reattanza capacitiva e la reattanza induttiva riusciamo a eh definire il nostro componente quanto resiste al variare della frequenza e qual è la tensione? Vai. >> No, no, volevo chiedere. >> Sì. Quindi poi quando il valore assoluto le due reactanze sono uguali, sono in >> il modulo >> il modulo delle due reanze, >> quindi vuol dire che il condensatore e l'induttore sono in risonanza, giusto? >> Sì, esatto. Però succede una cosa, una una cosa fighissima che non ti voglio spoilerare. >> Ok. Allora, ragazzi, vedete come sono fatte? 1 su J omega C. Sapete che cos'è quella J? Forse l'avete fatta con Mazenga. Costante complesso. >> Numero complesso. Che vuol dire quando appare un numero complesso? E c'è anche un asse per la fase. >> Esatto. Quindi la reattanza Quindi la reattanza eh sottolinea il fatto che questa resistenza che varia con la frequenza varia anche la fase della corrente elettrica. una cosa bella tosta che però la vediamo la vediamo con calma. Ad ogni modo, ragazzi, eh la la reattanza capacitiva è 1 su J omega C. Vuol dire che più aumenta la frequenza, ok? più questo valore diminuisce, è inversamente proporzionale, più omega aumenta, è grande, meno il il condensatore resiste, quindi stiamo parlando sempre di un regime alternato, ok? Stiamo parlando sempre di un regime alternato. Quindi invece per quanto riguarda la reattanza induttiva abbiamo Jome L. L è la l'induttanza, d'accordo? Quindi più aumenta la frequenza e più questa reattanza aumenta perché è direttamente proporzionale e quindi ad alte frequenze un induttore le bloccherà. le basse frequenze, ehm un induttore le lascerà passare, lascerà fluire della corrente. E voi vi dovete immaginare, ragazzi, quando parlate di rattanza eh capacitiva e induttiva, come se il condensatore e l'induttore fossero due resistori per un attimo, ok? Perché è proprio un valore di resistenza che varia in funzione della frequenza del componente, ragazzi, è importante del componente, non del sistema, del componente. Quindi solo il componente ha dei comportamenti diversi al variare della frequenza. E vi voglio fare un altro discorso, ragazzi. Che cos'è che ha frequenza zero? corrente diretta, >> la corrente, la DC, direct current. Ok? Quindi le tensioni le tensioni continue, la corrente continua ha frequenza zero. Che succede se qua gli metto 0? 1 su 0 quanto fa? >> Infinito. E invece x reattanza induttiva uguale a 0, che vuol dire zero resistenza? Vuol dire che a corrente continua, quindi a frequenza zero, un induttore si comporterà come un circuito chiuso. Come un circuito chiuso, esatto. Come un filo, perché ha resistenza a zero. Ok? Invece un induttore si comporterà come un circuito aperto e quindi bloccherà la DC. La blocca il condensatore, scusate. Bloccherà la DC. Grazie. Bloccherà la DC. Mh. Allora, >> cos'è che non t'è chiaro? >> Ehm, sul cioè sulla realtanza induttiva che è uguale a zero. Mi sono fermato un attimo. >> Allora, immagina che se Allora, se io ti dicessi omega uguale a 0, che cosa ti sto dicendo? 0 0 radianti al secondo. Vogliamo trovare la frequenza, sappiamo che omega = 2π f e quindi f sarà uguale a omega/ 2π, giusto? >> Sì, >> questo è 0 / 2 pi quanto fa? 0. Quindi la frequenza sarà zero. Ok? Se io ti dico qual è quella corrente che ha frequenza zero, te la faccio graficamente. C'abbiamo questa sinusoide bellissima che ha 1000 Hz. Vè, guarda. Ok, io la questa sinusoide la rallento e la faccio diventare a 100 Hz. La rallento ancora, la faccio diventare a 10 Hz. La rallento al punto tale da farla arrivare a zero. Che cosa avrò qua? Ok. >> Avrò la tensione efficace, quindi quei volta RMS c'avrò. Ok? quello. Quindi tensione 0 tensione 0, cioè scusate ragazzi frequenza zero vuol dire corrente continua DC. Quindi una tensione di alimentazione può essere può essere pure la Phantom dei microfoni, quella è corrente continua. Ok. la il caricabatterie, la 12 V, una proprio una batteria da 1 e mezzo, cioè quelli quella è una corrente continua e c'ha frequenza zero. >> Sbaglio tutti i dispositivi che lavorano in ambito audio funzionano a corrente continua. >> Dipende. Tu per corrente continua che cosa intendi? Se intendi la corrente di alimentazione, se come tutti i dispositivi, funzionano a corrente continua, ok, però sono dispositivi analogici, l'audio di per sé è una corrente alternata e nell'audio e convivono sia la corrente continua che la corrente alternata. convivono, perché la corrente, eh lo vedrete bene con saggio questa cosa, però ve la ve la butto lì. Un'amplificazione avviene come modulazione dell'ampiezza della corrente di alimentazione. M >> noi così amplifichiamo. >> Ok? >> E quindi agisce anche la corrente continua, >> quella di alimentazione. >> Però la corrente di alimentazione alimenta >> Sì. ti dà la edro, ti dà il il range utile, esprimile per l'onda fuori e dentro il circuito. Fuori e dentro il circuito. Ok. Più alta l'alimentazione. Dopo lo vediamo. Raga, io ve le ripeterò sempre queste cose, poi con misure mo andate andate belli belli. Ok? Magari queste lezioni le rivedrete fra un anno oppure 9 mesi più o meno che finite tutti i corsi che tutti col loro linguaggio avrà avranno detto più o meno le stesse cose e direte "Ah, ecco che cosa voleva dire". Ecco perché. Però ragazzi, considerate il fatto che se noi alimentiamo un un circuito, che ne so, a 10 V, da 0 a 10 V, ovviamente noi nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e quindi oltre 10 V non possiamo andare. Non possiamo andare, eh, non lo possiamo fare. Dobbiamo creare dei dei circuiti elevatori, magari però quelli consumano corrente per elevare la tensione. Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. È qua la stessa cosa. Ok? >> Quindi in realtà l'alimentazione di una tipo di un amplificatore >> Sì. Sì. Eh, io gli vado a dare una corrente che un tot corrente tot eh >> corrente o tensione o tensione >> m parliamo di tensione, >> ok? >> Quindi da tensione mi maggiore è la tensione che vado a inserire, correggimi se sbaglio, più editivo avrò. Teoricamente sì, però se tu dentro c'hai dei condensatori, per esempio, da 6 V e >> Certo che ti >> pf, >> quindi >> attacchi la tua bellissima 12 V e fai puff. il potenziometro. Io in realtà sto andando a interagire su una specie di invece di amplificazione una specie di eh di variabile. >> Sì, quindi è come se andasse a togliere in realtà e poi cioè praticamente il progettato il circuito il >> massimo dell'alimentazione che gli posso dare al massimo. No, no, no, no. Non agisci sull'alimentazione, no, assolutamente l'alimentazione è quella, però tu crei delle configurazioni all'interno del circuito in modo tale che ti possa andare a controllare il guadagno. Ci sono varie tecniche, >> ok? Puoi fare pure degli stadi separati con dei trimmer passivi, oppure puoi andare a controllare direttamente il guadagno di uno stadio dell'amplificatore, così tu vai ad agire sul guadagno direttamente dell'amplificatore e non su una riduzione passiva, quindi generazione di di calore e di rumore. Ci >> sono due cose separate: l'alimentazione mi dà la Ledroom e poi c'è separatamente quello che riguarda la reale amplificazione del segnale. >> Eh no. Allora, dipende perché nella Allora, con gli OPAMP è una cosa più o meno simile a quella che stai dicendo tu, si potrebbe anche applicare, ma se fai dei circuiti a transistore a valvole, no, >> è tutto il sistema che raggiunge l'equilibrio, quindi ehm una situazione, >> cioè nel senso quando tu inizi ad entrare, è un po' come il discorso della programmazione che ti facevo l'altra volta sul basso livello, quando più abbassi il livello nella conos conoscenza e nella progettazione di un di un algoritmo, di un dispositivo, hai più una visione di insieme, maggior controllo, ma maggiore difficoltà. >> Così è pure l'elettronica. Ok? Quindi ragazzi, che è la reattanza capacitiva induttiva? una resistenza variabile con la frequenza del componente, non del sistema del componente. Quindi il componente farà fluire più o meno corrente a seconda della frequenza, variando la sua resistenza. Ok? La reattanza. Dai ragazzi, facciamo pausa perché dopo c'abbiamo l'impedenza, eh. Ve lo devo fare. >> Mh. >> Ok. Yes.

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