RIM 2026-05-15 p4

mastersuono3,755 words

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Allora, abbiamo domande? Avete domande fin qui? >> Quale tipo di mixer ha lei? Noi, io personalmente io non ho un mixer nello studio dove andremo, che purtroppo non è il mio, anche perché sennò dovrei essere abbastanza, cioè avrei un conto in banca cospicuamente differente rispetto a quello che ho attualmente. E c'è un NIV 88R che è esattamente il mixer che vedete qui a destra, è un mixer che costa tanti soldi, però è bello, veramente un bel mixer. Cioè, stiamo parlando del top del livello professionale per uno studio, quindi proprio metteremo le mani, ma in generale sia per quanto riguarda mixer, compressori, equalizzatori, microfoni, avremo monitoraggio, acustica ambientale, avremmo veramente il il top a disposizione. Vi faccio una domanda. Sto registrando una tastiera. Normalmente le tastiere, le pianole escono, hanno un'uscita stereo, quindi due canali left e right. Normalmente, almeno quelle da un certo livello in poi, quelle non proprio in tre level, hanno delle uscite bilanciate. Quindi, solitamente questo è il caso. Noi solitamente sempre prendiamo e attacchiamo le uscite o ai preamplificatori di linea di un mixer o a volte, visto che mediamente escono a livello di linea, possiamo attaccarle anche direttamente al convertitore senza passare da uno stadio di preamplificazione. Intanto questa cosa vi torna che si può fare. Sì. Che segnale deve entrare in un convertitore AD? analogico. >> Analogico, >> eh? >> Alternato. >> Beh, sì, quello per forza. >> Non per forza bilanciato, può anche essere sbilanciato. L'importante è che sia di linee, un segnale di linee. Quindi se io ho la mia tastiera che esce con left and right di linea, posso anche volendo entrare direttamente sul mio convertitore AD, bypassando un potenziale stadio di preamplificazione, se non mi serve. Abilito la registrazione sulla mia DO, vado a registrare e scopro che un canale è più basso dell'altro. Quali possono essere le possibili cause di questo? Cavo. >> Cioè cavo in che senso? >> O cavo dietoso o cavo più lungo rispetto all'altro? molto più lungo rispetto all >> No, il cavo dovrebbe essere talmente tanto più lungo rispetto all'altro che cioè dovreste stare direttamente l'ingresso del canale ha qualche problema. >> M E quale di queste controlliamo per prima per cercare di andare a botta sicura? Anche se c'è un pan da qualche parte magari sulla pan Ok. Sì, sì, però mettiamo, cioè quello. Ok, tutto a posto. >> Che cosa vado a controllare? >> Come prima opzione, quale vado a controllare per cercare di andare subito a colpo sicuro >> dalla fine del del percorso fino all'inizio. >> E perché? Perché dai per scontato che probabilisticamente il problema sia più verso la fine che più verso l'inizio. >> Ma neanche il contrario, cioè è completamente randomica la cosa. Allora, per prima cosa, per prima cosa dovreste andare a controllare di quanto un canale è più basso rispetto all'altro, perché >> la differenza in tanta probabile un una problematica proprio fisica di qualcosa che non funziona. Se minima >> sarà comunque magari una problematica fisica. Potrebbe essere anche il fatto che magari sta suonando le note più acute o più o più basse del della tastiera in quanto essendo stereo. >> Sì, ma in quel caso diciamo a livello di ascolto ti rendi subito conto che non è un problema semplicemente che il suono stereo ha delle piccole variazioni fra i due canali. Questo è chiaro. Vi dico che dovete controllare subito di quanto è questa differenza, perché se vi rendete conto che la differenza fra i due canali è di 6B, questo vuol dire una cosa ben precisa, >> che da qualche parte la linea si è sbilanciata. Per cui se avete la tastiera che è collegata al convertitore, cioè una possibilità è il cavo, magari vi accorgete che avete usato un jack e un jacks, per un'uscita per l'altra. Questo è uno è un problema che capita spesso in studio, eh, cioè capita spesso che a un certo punto, che ne so, mettete due microfoni su una sorgente per riprenderla stereo, tirate su e vedete che uno arriva più alto dell'altro. Perché? Perché perché da qualche parte succede che il segnale si sbilancia. Poi quando saremo in studio vedremo anche quali sono le casistiche più probabili in cui si sbilancia un segnale, però può anche banalmente essere una saldatura che è saltata all'interno del cavo, quindi uno dei due conduttori si è scollegato e quindi il segnale siccome non viaggia più su entrambi i conduttori ma su uno solo, chiaramente arriva dimezzato. Il dimezzamento. Sapete bene che in termini di livello di tensione elettrica si traduce in una perdita di 6 dB. Quindi se sono 6 di B potete andare quasi a colpo sicuro. Allora, per amplificatore abbiamo capito a che serve, dobbiamo ricapitolarlo, sì o no? >> Ricapitoliamo. Allora, a che serve un preamplificatore? Innanzitutto, perché lo chiamiamo preamplificatore, non lo chiamiamo amplificatore. Numero uno. Numero due, a che serve? Forza, sentiamo. Non leggete trasforma il segnale da sbilanciato sbilanciato. >> Nine. >> Portare il segnale a livello di linea. >> Porta il segnale a livello di linea, quindi serve per attuare un guadagno su un segnale per portarlo a livello di linea. I preamplificatori, abbiamo detto, possono essere preamplificatori microfonici, sono preamplificatori che ci consentono livelli di guadagno importanti oppure preamplificatori di linea che ci consentono livelli di guadagno molto più ristretti. Raramente su un preamplificatore di linea andiamo oltre i più o meno 15 dB. Oh, molti preamplificatori consentono anche di attenuare, non per forza di solo di amplificare. >> Che differenza c'è fra un preamplificatore ed un amplificatore? Allora, la funzione principale del preamplificatore è quella di portare il segnale a livello di linea, quindi di aumentare la tensione elettrica del segnale. l'amplificatore vero e proprio, quindi quello che attacchiamo alle casse per far muovere le casse o integrato nelle casse, quello che usiamo per la chitarra eccetera, invece serve per amplificare perlopiù la corrente del segnale e per generare potenza che serve per far muovere i coni delle casse. >> Questo è l'amplificatore. l'amplificatore, infatti, solitamente si parla di power amp, amplificatori di potenza, quindi servono per creare potenza, quindi per avere molta energia che serve solitamente poi per muovere oggetti pesanti, tipo appunto i coni delle casse. Ci dobbiamo tornare sul discorso DBU di BFS o non serve? Facciamo un piccolo recap di questa di queste scale. Allora, DBU, cosa sono i DB? DB rispetto al vol >> mh >> era 10, rispetto al valore di riferimento di 0,775 V. >> Ok. Ok. >> Di bit su, >> ok? >> Di BFS come valore riferimento per tutti i bito, >> quindi il valore massimo rappresentabile da un sistema digitale di Billfood Scale. >> Quindi il fondo scala appunto di un sistema digitale. Molto bene. Come si interfacciano fra loro DBU e DBFS? Se si possono interfacciare fra loro. >> DBU stiamo cercando 18 dBS. circa o sono quelli o no. >> Sono -1, però il livello di linea che poi è stato diventato >> perché sono -1 >> perché almeno sono a differenza di più di >> Non ho capito. >> Bisogna una dimostrazione puoi alzarla. >> No, no, no. anche a livello discorsivo, nel senso da cosa esce questo men, cioè non forse ho capito male io il livello di linea, il +4 di B equivale a -16 di BFS. >> Sì, >> sempre dipende dal fondato. >> Dai, forza. Sentiamo, sentiamo. Livello di linea vale sempre -16 di BFS? Non è una domanda difficile. Richiede un sì o un no come risposta. Eh, >> sì, sì. No, no, perché perché dipende dal convertitore che utilizzate. Ogni convertitore produce un valore di 0 di BFS digitale ad una tensione massima in ingresso che non per forza è la stessa per tutti i convertitori. Ci sono convertitori che ci danno 0 dBS al presentarsi di un livello di tensione elettrica di +20 dBu. Ci sono convertitori che ci danno lo 0 dBS al presentarsi di una di un livello di tensione elettrica massimo di +28 dB + 26 + 22 + 23. >> Dipende dai biti bit. dipende dalla, diciamo, dalla parte analogica del convertitore, da quanto da come questa viene interfacciata col chip di conversione. Quindi, se io so che il mio sistema regge massimo 24 dB, questo significa che dopo la conversione la tensione di 24 dB verrà convertita in un valore di 0 di BFS. È chiaro che da qui ricaviamo che il livello di linea che è + 4 di più sarà tradotto in digitale in >> mh >> abbiamo una tensione massima di ingresso di 24 dBu che sappiamo quindi che viene tradotta dal nostro convertitore in zero di BFS. Quindi, quando si presenta un valore di linea al convertitore, in con che livello in DBFS verrà convertito? >> Siamo tutti d'accordo? Eh, >> - 20 di BFS. Quindi dipende, dipende dal convertitore, non è una regola scritta. Internamente invece quando quindi siamo esclusivamente nel dominio digitale, la maggior parte dei processori che emula il comportamento di processori analogici si aspetta di ricevere come equivalente di un segnale di linea un segnale a -18 di BFS. Diciamo che nel domando rimaniamo esclusivamente il dominio digitale ormai è quasi completamente diffuso il la convenzione che il livello di linea digitale, se questo possa avere un qualche tipo di senso, è -18 di bfs. Ma questo vale quando siamo esclusivamente nel dominio digitale. Quando ci interfacciamo con l'analogico, ovviamente, interviene il convertitore e quindi come si interfacciano DBFS e DBU, quindi segnale digitale e segnale analogico dipende dai convertitori che stiamo utilizzando. Ah, adesso iniziamo a parlare di una cosa che vi creerà una confusione disumana. Di questo già ne sono sicuro ed è sempre una cosa molto divertente da vedere, no? Ma scherzi a parte, spero che sarà una cosa un po' ostica da capire all'inizio, ma poi una volta visualizzata penso che sarà abbastanza semplice. Parliamo delle patch bay. Avete mai sentito parlare di una patch bay? Il termine lo avete mai sentito? >> Che cos'è una patch bay? Visto che l'avete già sentito? >> Sì. Ciao >> ciao >> ciao ciao >> ciao >> ciao. Cos'è una patch bay? è un'interfaccia analogica che ti dà su un tot di ingressi di uscite che si presenta come eh cioè si presentano tutte una vicino all'altra, mettiamola così, m >> eh per integrare diversi tipi di strumentazioniologiche, per cui tu hai ingressi uscite di queste sia del mixer che dei magari preamp esterni. tutte dei dei sistemi esterni che sarebbero proprio fisicamente anche distanti e difficili da raggiungere i connettori si riorganizzano all'interno di questa di questa appunto patch play e così così che tu possa collegare qualsiasi tua strumentazione all'interno del del tuo studio senza dover per forza andare fisicamente a collegare questi dispositivi perché sono già preestati collegati alle patch alla alla patch pay più organizzato. >> È chiaro per tutti, >> no? Perché l'idea di fondo è esattamente quella. Allora, facciamo un piccolo passo indietro. Abbiamo il nostro bellissimo studio casalingo che è fatto da un microfono, un'interfaccia audio, un computer e due casse >> e una patch bay >> e una patch bay che abbiamo sul comodino. Quindi diciamo che abbiamo una situazione in cui di collegamenti non ne abbiamo tantissimi. Abbiamo il microfono collegato all'interfaccia audio che si occupa pure di preamplificare, poi le uscite dell'interfaccia audio alle casse. Tutto sommato abbiamo tre cavi da collegare. Siamo in uno studio come i forward, quindi dove andremo a registrare. Regia di 110 m², mixer da 72 canali, pieno di outboard analogico, quindi di processori analogici di ogni sorta. Registratore a nastro 24 tracce, registratore a nastro due tracce su mezzo pollice, eh una montagna di eh linee di comunicazione da e verso tra la regia e la sala dove si registra e via discorrendo. È chiaro che in una situazione del genere non possiamo utilizzare lo stesso approccio che utilizziamo in camera da letto. Cioè lì abbiamo tre cavi. Sepure dovessimo decidere di attaccare il cavo, di utilizzare il posto di un microfono, un altro microfono, stacchiamo il cavo, lo attacchiamo da un'altra parte e abbiamo finito. In una situazione del genere è impensabile che se un giorno stiamo registrando un disco di jetsz e ci servono un determinato preamplificatore, un determinato compressore, un determinato equalizzatore e poi andiamo su Prools, configuriamo in un modo, il giorno dopo dobbiamo fare un disco Vetal e quindi decidiamo di utilizzare un altro microfono, un altro preamplificatore, un altro equalizzatore, un altro compressore. registrare sul nastro, dovremmo andare smontare mezzo studio, staccare tutti i cavi, ricablare tutto quanto, considerando anche che molte molti apparati fra loro sono belli lontani, diventerebbe un manicomio ingestibile. Quindi ci sono esigenze di versatilità che non possono essere in nessun modo esaurite, esaudite meglio, con un cablaggio punto tra una macchina e un'altra. È impossibile. Quindi l'idea qual è? cercare un modo di centralizzare, tra virgolette il tutto. Cioè, se noi avessimo un qualcosa su cui piovono tutti gli ingressi e tutte le uscite di tutto ciò che abbiamo all'interno dello studio e quindi di volta in volta collegare tra loro tutto quello che vogliamo non diventa più andare a scollegare e ricollegare fisicamente le macchine fra loro, ma semplicemente utilizzare questo cervellone, chiamiamolo così, per fare i collegamenti. Quindi, una volta che noi abbiamo tutto quanto centralizzato in un unico apparato, possiamo collegare le uscite del preamplificatore, gli ingressi dell'equalizzatore, le uscite dell'equalizzatore, gli ingressi del compressore, eccetera eccetera, visto che abbiamo tutto in un'unica matrice, chiamiamolo così, in un'unica unità. Questa è l'esigenza da cui nasce la patch bay ed è esattamente la funzione che assolve una patch bay. Come funziona? Come è strutturata intanto una patch bay? è una cosa di questo tipo. Quindi solitamente è una unità rec da 19 pollici e vi dico subito che la patch bay di per sé non la dovete considerare come una cosa che ha ingressi e uscite. Diciamo che poi viene configurata in modo in un modo che vedremo fra poco e in modo che poi ingressi e uscite siano disposti sempre allo stesso modo, ma di per sé immaginatela come una unità che al suo interno contiene delle prolunghe. Ok? Se vedete è strutturata con una serie di connessioni, quindi di connettori jack, possono essere jack, possono essere XLR, possono essere bantam, poco importa la tipologia della connessione è il concetto che è importante. Una serie di connessioni sul pannello frontale e una serie di connessioni sul pannello posteriore. In questo caso ne abbiamo 24 sopra e 24 sotto, sia nella parte davanti sia nella parte dietro. Come funziona? Noi nella parte posteriore, quindi su tutti questi punti di connessione, colleghiamo tutti gli ingressi e tutte le uscite di tutto ciò che abbiamo in studio. Quindi abbiamo 10 preamplificatori e 10 equalizzatori. Colleghiamo qui dietro i 10 ingressi dei preamplificatori, le 10 uscite dei preamplificatori, 10 ingressi degli equalizzatori. 10 uscite degli equalizzatori. Fin qui ci siamo. Dopodiché tutto ciò che colleghiamo qui dietro ce lo ritroviamo riportato qui davanti. Quindi se questo è il punto di connessione posteriore numero uno, ciò che io collego qui, che magari è l'ingresso del primo preamplificatore che ho, me lo ritrovo riportato qui. È come se qui dentro ci fosse un piccolo cavetto, una piccola prolunga. Per quello vi dico, lo dovete immaginare come una prolunga. Quindi io che sto davanti alla patch bay non sto dietro, qui nel punto di connessione frontale 1 avrò esattamente il segnale che ho collegato nel punto di connessione posteriore 1. Fin qui vi è chiaro? Ok. Per cui immaginiamo praticamente che ci sia un cavo che parte da qua, punto uno posteriore, e va in ingresso al preamplificatore. Poi c'è un altro cavo che esce dall'uscita del preamplificatore e mi piove qui. Ok? Quindi io qui davanti avrò, qui è come se avessi l'ingresso del preamplificatore, semplicemente non devo andare dietro al preamplificatore, ma ce l'ho qui davanti. E qui è come se avessi l'uscita del preamplificatore. Stesso discorso, non devo andare dietro al preamplificatore per attaccare un cavo all'uscita e mandarlo dove mi serve, ma ce l'ho riportato qui. Se io, per capirci, voglio adesso attaccare un microfono al preamplificatore, non mi serve andare col microfono e attaccarlo fisicamente dietro al preamplificatore. A me in realtà basterebbe prendere un cavo, metterlo qua e automaticamente il segnale andrebbe nel preamplificatore. Fino a qui è tutto chiaro? >> Sì. >> Sicuri? M >> sicuri? Sicuri? Sicuri, sicuri >> mh. >> Cioè, io mi sono preso quest'ultima cosa che ha detto. >> Ok. Allora, io qui dietro, punto di connessione 1, ho un cavo che collega questo punto di connessione con l'ingresso del preamplificatore. Qui vi ho detto che è come se internamente ci fosse un cavetto, per cui ciò che io collego qui nella nell'ingresso uno, diciamo, nel punto di connessione uno posteriore, me lo ritrovo paro paro nel punto di connessione uno anteriore. Quindi se io prendo un microfono, ci attacco un cavo e lo inserisco qua, il segnale entra qui tramite il cavetto che c'è dentro, va qui. >> Ah, quindi non entra nel retro. No, no, io io persona mi interfaccio col pannello frontale della patch bay, cablo tutto nella parte posteriore, tutto quello che ho nello studio nella parte posteriore. Dopodiché per mandare il segnale, per fare proprio il routing del segnale, io lavoro sul pannello frontale. Fin qui ci siamo. Vi è chiaro che se io metto un microfono qui dentro lo sto collegando all'ingresso del preamplificatore? Mh. Bene. Quindi se io qui mi porto, per esempio, i primi otto canali sono i miei primi i miei otto preamplificatori qui sotto, quindi sotto hai per ma semplicemente per un discorso di ordinamento visivo. Qui sotto mi riporto le uscite dei preamplificatori. Qui poi dal 9 al 16 mi riporto gli ingressi dei miei equalizzatori dal nei nei corrispondenti punti di connessione sottostanti le uscite, poi dal 17 al 24 gli ingressi dei miei compressori dal nei corrispondenti punti di connessione sotto le uscite dei miei compressori. Se io voglio posso collegare un microfono al preamplificatore du la cui uscita posso mandare a uno qualunque dei miei equalizzatori, la cui uscita posso mandare uno qualunque dei miei compressori, ma posso anche invertire l'ordine. Posso tranquillamente mandare prima un compressore e poi l'uscita mandarla nell'equalizzatore, la cui uscita può andare in un altro compressore, la cui uscita può andare in un altro preamplificatore, cioè posso fare quello che voglio una volta che tutto quanto è riportato sulla patch bay. Questa cosa si fa utilizzando dei banalissimi cavi che in questo caso sono dei cavi jack TRS, quindi utilizziamo cose tipo queste, inseriamo da una parte, il segnale lo mandiamo dove lo vogliamo mandare. Con un con una connessione di questo tipo riuscite ad avere solitamente in una unità di patch bay 48 punti di connessione 24 sopra e 24 sotto. Utilizzando il bantam che questo connettore è quasi uguale al jack TRS ma un po' più piccolo, solitamente si riescono ad avere 96 punti di connessione su una patch bay, quindi 48 sopra e 48 sotto, che è molto più conveniente. >> Bilanciati. >> Sì, bilanciati. Quindi, ripeto, è il concetto che che conta, non è poi la tanto la specifica del del connettore. Se io non collego nulla qui davanti, chiaramente non mando il segnale da nessuna parte a nessuna parte, quindi rimane tutto Io non sento nulla nel mio studio, il segnale non va da nessuna parte a nessuna parte. Questo tipo di configurazione della patch bay, che è quella più semplice e più lineare, viene chiamata configurazione aperta o configurazione open, cioè io collego tutti i miei dispositivi, sia gli ingressi che le uscite nella parte posteriore della patch bay. Dopodiché per mandare il segnale da una parte all'altra devo per forza effettuare un cosiddetto patch, cioè devo inserire nel pannello frontale il cavo da una parte e mandare il segnale dall'altra parte. No, si può rivedere giusto l'ultima cosa. >> Allora, io ho collegato tutti gli ingressi e le uscite di tutto ciò che ho nella mia regia, nel mio studio alla patch pay. Quindi io adesso nel sul pannello frontale ho gli ingressi e le uscite di tutto ciò che ho nella mia regia, nel mio studio pronto per essere collegato. Finché non effettuo l'operazione di patching, cioè finché io non metto un cavo fisicamente prendendo il segnale da un punto e mandandolo da un altro punto, quindi se non ci sono cavi attaccati sulla patch bay il segnale non si muove, non va da nessuna parte perché non ci sono connessioni effettuate. >> Stiamo parlando sempre del fronte qua. >> Certo. dietro i collegamenti sono fatti a tutte a tutti gli apparati. Quindi adesso stiamo parlando di quello di quella che è la nostra interazione con la patch Bay, >> ok? Quindi se la patch B la vedete così non c'è segnale, non c'è percorso del segnale perché non c'è niente di collegato. Questa configurazione si chiama configurazione aperta, open cosiddetta, cioè per avere una qualunque connessione di segnale, un qualunque percorso di segnale, dobbiamo effettuare delle patch. Quindi dobbiamo iniziare a prendere il segnale e mandarlo dove deve andare. In realtà è quando il segnale non ha un percorso, >> quando per avere un percorso bisogna per forza inserire dei cavi patch. Quindi quando >> praticamente è proprio quando noi inseriamo il cavo. >> Esatto. Finché noi non inseriamo il cavo da una parte per mandare il segnale dal punto A al punto B, il segnale dal punto A punto B non ci va. E non è detto open, è open quando io insisto. >> No, no, no, è open proprio questo tipo di configurazione, cioè che richiede necessariamente di effettuare una connessione frontale per mandare il segnale da un punto a un altro punto. Poi esiste esistono delle delle cose un po' più ingegnose che si possono fare con la patch bay, ossia si possono fare dei ponticelli interni per far sì che senza collegamento di nulla sulla parte frontale il segnale automaticamente vada dal punto di connessione di sopra al punto di connessione di sotto. Ok? Un banalissimo ponticello, il che significa che in una configurazione del genere tutto ciò che io collego qui automaticamente viene veicolato qui, che in certe situazioni può essere un grande vantaggio, in certe situazioni può essere un disastro. Vi faccio un esempio.

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