EPT 2026-04-03 p2

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di input e output sono input e output MIDI, quindi input e output di tutte le periferiche MIDI che voi avete attaccato al computer. Non gestisce ovviamente input e output audio, così come per questa ragione non ha insert, non ha mandate, non questa registra semplicemente un input MIDI. Se io apro la mia bellissima virtual media di keyboard, gli dico di prendere come ingresso tutti gli ingressi possibili immaginabili e gli dico c'è il mi disattivo. Allora, cosa importante, se vedete quando utilizzando una periferica MIDI in Pro Tools, che per qualche ragione non arriva il segnale MIDI, alla vostra traccia MIDI o a un altro tipo di traccia che vedremo più avanti, controllate sempre che questa opzione MIDI through all'interno della del menù Options sia abilitato, perché se questo è disabilitato Prools non passa gli input MIDI all'interno della sessione. Quindi facciamo, io adesso non ho periferiche MIDI collegate, quindi non posso assegnare un output MIDI reale, diciamo. Assegniamone uno fittizio. Vedete che quando io premo un tasto della mia tastiera MIDI, qui si vede. Questo chiaramente non è questo miter che vedete chiaramente non è il livello audio di ciò che sta entrando. Abbiamo detto che non entra audio. Quello semplicemente indica la presenza o meno di segnale MIDI. Quindi io posso tranquillamente registrare, non voglio manco sapere che cosa sto registrando e vedete che si è registrata la mia clip midi. Pacchetti discreti temporali, vedo. >> Sì, beh, quello chiaramente sono impulsi codificati. La durata è costante. >> No, no, non è costante. Io posso anche farla durare di più, però diciamo che poi a un certo punto è sempre una discretizzazione in qualche in qualche misura. Poi io come faccio a far riprodurre questa roba? Allora, la traccia Midi nasce, è stato il primo tipo di traccia in Pro Tools pensata per registrare un'esecuzione MIDI e poi farla riprodurre ad un generatore sonoro, ma considerate che all'epoca non esistevano praticamente i virtual instruments, cioè quello che adesso voi caricate sotto forma di plugin di pianoforte o di Organo Emmond o di chitarra o quello che sia, i campionatori di questo tipo prima non c'erano a livello software, per cui venivano utilizzati quelli hardware. L'idea qual era? Registro la mia esecuzione MIDI di pianoforte, la edito e poi la faccio riprodurre ad un mio generatore sonoro di pianoforte, un mio piano digitale o un un campionatore, quello che sia. Quindi è pensata per essere utilizzata con dispositivi esterni. Quindi io adesso dovrei mandare questa esecuzione a un dispositivo esterno, un campionatore che a questo punto riprodurrebbe la mia esecuzione MIDI e poi la potrei registrare semplicemente mandando l'uscita audio del campionatore all'interno della mia interfaccia e registrandola su una traccia audio. Tutto chiaro? Il giro? No. >> Dove ti sei perso? Allora, ho registrato la mia esecuzione MIDI, adesso è qui registrata, eventualmente editata. Adesso io questa esecuzione devo far riprodurre ad un generatore sonoro. Deve suonare il generatore sonoro. Nella contesto in cui è nata la traccia MIDI era un campionatore esterno, non era uno strumento virtuale, una libreria che è dentro al computer. Quindi collega si collegava l'uscita MIDI di un'interfaccia attaccata al computer al campionatore. Quindi una volta mandato in play questo mandata in play questa clip MIDI suonava il campionatore. Questo campionatore poi veniva registrato, quindi l'uscita audio del campionatore veniva registrata o su macchina a nastro o sempre all'interno di Pro Tools creando una traccia audio all'interno della quale confluiscono le uscite del campionatore. Però eh scusi, ma in questo caso l'uscita della CID sarebbe lo strumento, il campionatore >> sarebbe sarebbe un'uscita MIDI di un'interfaccia MIDI che è collegata al campionatore via MIDI. >> Pilota il campionatore, >> Esatto. Fa suonare il campionatore >> e poi il campionatore ha come output un unach audio. >> L'output del campionatore che immaginatevelo sempre che sta fuori dal computer. Può essere tipo quella scatola. l'output che a quel punto è un segnale audio analogico. >> No, è analogico. >> Ah, analogico. >> Analogico. Viene buttato dentro un'interfaccia per registrare, questa per esempio, sotto forma di traccia audio, che a quel punto diventa PCM. Ok? Sicuri? Sicuri? Sicuri? Sicuri? sicuri? Oh, questa cosa chiaramente negli anni si è un po' evoluta. Adesso nessuno sognerebbe o poca gente si sognerebbe di avere un raccalto così pieno di campionatori per far fare il suono di piano, il suono, cioè ci sono una quantità di campionatori di librerie utilizzabili all'interno che fanno spavento. Quindi l'evoluzione della traccia MIDI è stata la traccia instrument in Produls che se vedete rispetto alla traccia MIDI ha di nuovo la possibilità di essere mono, stereo, multicanale, eccetera. Allora, la traccia instrument che fa? gestisce, prende in ingresso un segnale MIDI, ma vi dà già la possibilità qui in insert di caricare un virtual instrument. Quindi io, per esempio, metto il mio fantastico Mini grand. Scusa, perché a scrivere poi è venuto un dubbio facendo un passo indietro mh >> mh >> nel momento in cui mando la traccia al campionatore esterno mandavo eh poi l'uscita era in tempo reale e me la risparavo sulla traccia in tempo reale. >> Su una traccia audio, magari creata sotto in tempo reale. Sì, sì, sì, sì, sì. Per cui poi alla fine ti ritrovi esecuzione media, esecuzione audio. >> Ok, >> proprio così, una sotto l'altra. Immaginando che i ritardi siano trascurabili. >> Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì. Il MIDI è velocissimo. Eh. >> Ok. Vedete, in questo caso io sto suonando un virtual instrument, quindi l'equivalente di quello che era il campionatore, con la mia periferica MIDI. Quindi possiamo vedere non solo, poi qui sotto posso anche inserirci dei processori, degli insert, quindi io poi questo pianoforte lo voglio in qualche modo rendere più particolare, che ne so, un po' esagerato magari, però insomma. Quindi posso anche andarlo a processare poi dopo. Ma se registro qualcosa su questa traccia instrument, vedete che registrate il MIDI, quindi gestisce clip MIDI e input MIDI. unendo a questa quindi alla traccia medi la possibilità di pilotare già un virtual instrument e di poterlo processare. Quindi di fatto è come se fosse l'unione fra una traccia MIDI e una traccia AUX praticamente di base. Ci siamo. Ma quindi è praticamente inutile che traccia MIDI. Punto. >> Ni. N ni nii. Allora, se vedete io qui vi ho ricreato la situazione in cui abbiamo una traccia MIDI e una traccia AUX. Allora, se io sulla traccia AUX carico il mio virtual instrument, posso dire alla traccia MIDI di uscire o verso una un output che va a pilotare un campionatore esterno, tutto lo scenario che abbiamo dipinto poco fa, oppure di uscire verso l'ax 2, che è una traccia AUX su cui c'è caricato il virtual instrument e di andare a pilotare questa come se fosse il mio campionatore. Quindi se faccio play fa questo, la traccia instrument unisce queste due. Ok? In un'unica traccia avete l'unione di queste due, che è una cosa molto molto comoda. Perché dico che la traccia medi non per forza è inutile? Perché se io per esempio ho a che fare con una parte orchestrale molto complessa, ok? Quindi voglio scrivere individualmente la parte di violino, violoncello, viola, contrabbasso, poi magari che ne so, ottoni e via discorrendo e far suonare tutto quanto ad un'unica libreria orchestrale, quindi ad un unico strumento virtuale orchestrale. Come faccio? Allora, io potrei questa cosa, come in tanti casi, potremmo farla in vari modi. Allora, creo cinque tracce instrument su ognuna delle quali carico una libreria di suoni orchestrali e dopodiché una farà suonerà la parte dei violini, una suonerà la parte delle viole, una la parte dei violoncelli, una la parte dei contrabassi e via discorrendo. Oppure che faccio? Creo cinque tracce Midi, ognuna delle quali ha solamente l'esecuzione MIDI della rispettiva parte, quindi dei violini, dei violoncelli, eccetera eccetera. E tutte quante queste tracce MIDI vanno inviano i loro impulsi MIDI ad un unico strumento virtuale, quindi ad un'unica libreria di suoni orchestrali che riproduce tutti qu tutte quanti le parti con un notevole risparmio a livello di carico di sul sulla CPU, quindi a livello di di calcolo. Poi quella la quota parte di Mili relativa >> Esatto. Esatto. Anche perché molti molte librerie sono già mappate per avere nei determinati range il relativo strumento. È chiaro che un violino non può suonare un mi basso del pianoforte, non ci arriva. È chiaro che un contrabbasso non può suonare il sol della settima ottava. Quindi di solito le libre orchestrali già sono suddivise per range di note. Non solo col media avete è già associato la nota di ogni strumento o c'è solo il totale? >> In che senso c'è solo il totale? Eh, cioè non è un unico segnale eh composto, diciamo, da tutte quante le note, >> tutte le timbiche tutte insieme. >> Sì, però è chiaro, se io sto scrivendo la traccia Midi della parte di violino, scriverò la traccia MIDI della parte violino nel range in cui il violino può suonare, non metterò un mi basso. Quindi nel momento in cui vado >> è chiaro che quel pezzo della delle informazioni contenute nel MIDI è solo e soltanto del violino e poi ce n'è un'altra che è solo e solt >> Sì, esatto. Una traccia Midi sarà solo violino. Esatto. Una traccia Midi sarà solo violino, una traccia MIDI sarà solo viola, una traccia MIDI sarà soltanto Poi in realtà potrei farlo tutto anche in un'unica traccia >> e che però mantiene separate queste informazioni, >> no? la è è la libreria che le separa, poi è lo strumento virtuale che le separa, perché io con la traccia midi, se io metto tutta quanta l'esecuzione orchestrale dalle note più alte alle note più basse degli archi in un'unica traccia MIDI che viene fuori, cioè conserva la codifica di tutto l'inviluppo finale. Sì, però il il MIDI non contiene l'inviluppo, eh, cioè il MIDI contiene dice semplicemente quali note sono state suonate, per quanto tempo, quanto forti e se c' se c'erano controller di altro tipo, quindi se c'era il pedale premuto. Da >> che strumento? >> Da che strumento lo decidi assegnando quella traccia MIDI ad un suono, quindi lo fai sul campionatore, non sulla traccia MIDI. La traccia MIDI è un insieme di dati. >> Eh, ok. E questo è quello che sapevo, però allora non capisco nel momento in cui più tracce mitiche mando a un unico simulatore di di strumenti. Io ho una traccia che mi suona che ne so che fa Solostruire il rapporto tra volume rispetto a vire >> perché il la libreria caricata sul campionatore prevede che per esempio per le prime due ottave quando vengono suonate le prime due ottave riprodurrà un suono di contrabbasso o di un ensemble di contrabassi. Quando poi vengono suonate le altre le altre 2 ottave verrà riprodotto un suono di violoncello. Quando vengono suonate le altre due ottave verrà riprodotto un suono di viola. Anche suonare contemporaneamente. >> Certo, se suona contemporaneamente sente sia il contrabbasso che la viola. è polifonico, quindi possono suonare insieme, >> ma potrebbero anche suonare la stessa nota caratterizzando diverse perché la viola è diversa. Sì, ci sono ci sono delle Esatto. Se sono è chiaro è chiaro che se suonano la stessa nota, >> se suonano la stessa nota, l'unico tipo di approccio possibile è di avere due librerie separate, quindi una dove c'è solamente il suono del violino in tutto il range che viene suonata dalla traccia, però a quel punto conviene utilizzare non la traccia MIDI, ma la traccia instrument, quindi a quel punto conviene avere una traccia instrument con una libreria di violini. Eh, infatti questa è la cosa che penso, >> quindi e eh dipende dipende, non per forza. Stesso discorso può essere, per esempio, per una traccia di batteria. Se io alla fine voglio avere l'esecuzione di batteria, avendo su una traccia MIDI tutti i colpi di cassa, su una traccia MIDI tutti i colpi rullante, su una traccia MIDI tutti i colpi di piatti, di Tom e via discorrendo, anche per una facilità visiva di editing, di andare magari a fare lavori minuziosi. Li utilizzo su più tracce midi, ma poi li faccio riprodurre ad un unico virtual instrument di batteria. Non carico un virtual instrument per il suono di cassa, un virtual instrument per il suono di rullante, un virtual instrument per i piatti, i TOM, eccetera eccetera. Altrimenti, a parte il fatto che il rischio di un risultato disomogeneo è molto ampio, ma poi c'è diventa anche parecchio gravoso per quanto riguarda il carico sulla CPU. Quindi anche in questo caso, a seconda del caso di come voi pensate di affrontare il problema, gli strumenti Prodools ve li mette a disposizione tutti. Non siete forzati a fare una cosa in base a come la pensa il software, adattate il software in base a come la pensate voi. Secondo me è quello che fa veramente la differenza. Sì, da questo punto di vista è notevolissimo. >> Poi allora chiaro, quindi differenza fra traccia medi traccia instrument traccia instrument traccia media e traccia aux che è come se fosse una traccia instrument di fatto >> anche la traccia click per esempio. Allora, come gestisce Prodols il click il metronomo? Mentre la maggior parte delle DO hanno un loro metronomo col suono che abilitato, disabilitate, Produls che fa? lo pensa concettualmente, per quello vi dico l'idea modulare proprio che sta alla base di Prodools. Per Prools il metronomo che cos'è? è un virtual instrument che ha uno strumento specifico che serve proprio per generare suono di click che si chiama click 2 che viene pilotato via midi da un segnale che scandisce il metronomo. Cioè come se il metronomo fosse un un impulso MIDI che va chiaramente a tempo col tempo del brano e che riproduce un virtual instrument specifico. Infatti, se voi mandate in play qualcosa, anche se avete il metronomo attivo qua, non sentite il metronomo, anche se il metronomo che abbiamo visto qui l'altra volta è attivo. Per averlo dovete fare track, create click track. Vedete che vi crea una traccia AUX con questo virtuale strumento sopra che si chiama click 2, che è il generatore sonoro del click, dove potete personalizzare il click volete. Non solo voi potete avere anche molteplici click, potete avere il batterista che vuole il click così che adesso è palesemente fuori tempo. Il il bassista che dice "No, io lo voglio invece con il suono del legnetto." No, io invece lo voglio in sei col suono dello shaker. Nessun problema, create quattro tracce click, cinque tracce, 10 tracce click, ognuno date il suo. Oppure il batterista vi dice, "Io voglio sul voglio il click accentato in quarti così, però voglio anche la suddivisione in seesi, fatta dallo shaker con un legnetto che accenta il terzo ottavo. Cose stranissime, però mi sono capitate richieste del genere in studio." Eh, >> però poi come facciamo ad impostare le uscite? Cioè, bas col bass sempre. Eccola. Questa è una touch, quindi ha le classiche assegnazioni della touch, quindi alla all'uscita che poi va dentro la cuffia del batterista, mandate il click o la combinazione dei click che volete al batterista, al bassista ne mandate un altro, al tastierista ne mandate un altro e via discorrendo. Cioè, c'è una gestione di una flessibilità spaventosa su tutto. Questo questo è una cosa su cui mi piace insistere perché molta gente sottovaluta questo aspetto di Prodools, non si rende conto finché non lo usa di quanto effettivamente da un punto di vista di flessibilità, di adattabilità al vostro modo di pensare o all'esigenza del momento, questo software possa essere avanti, secondo me, rispetto a tanti altri. Poi e scusi, com'è che si gestiscono gli strumenti? Sì, nel senso si mettono insert come può essere >> Sì, il primo insert di una traccia instrument deve essere il virtual instrumentano all'interno dei plugin. >> Sì, nella categoria instrument ci sono alcuni default, tipo il quel piano fort che vi ho aperto poco fa un piano un forse non trovo niente, >> eh forse non li hai installati, quindi avid link devi installare il pacchetto che si porta dentro anche i virtual instruments. Grazie. Prego. Poi abbiamo le tracce video. Adesso non credo che abbiamo video da caricare. Vediamo. Abbiamo qualche video delle lezioni scorse, però sicuramente occuperà un bel po'. Proviamo a vedere questo qua. Allora, intanto sta, se vedete, waiting for the video engine to launch. Vi ho detto il primo giorno quando abbiamo parlato del playback Engine che se dovete lavorare con traccia video dovete abilitare anche la video engineable to ritmata. Vabbè, questo sicuramente è un formato che a Prodols non piace in qualche modo. Ehm, dovete abilitare qui setup playback Engine la video engine, altrimenti non potete gestire tracce video. Comunque la traccia video in producente una clip video di cui potete cioè da da visualizzare nel caso in cui dobbiate per esempio fare sonorizzazione audio per il video. Potete fare editing nella versione studio, non potete fare praticamente nulla e potete avere una traccia video attiva per volta. Se vi servono ehm se vi serve un'integrazione col video un pochino più profonda, dovete necessariamente utilizzare Prodools Ultimate, che però costa tanti soldini in più, quindi ve lo sconsiglio. Poi tracce folder. Allora, esiste da m qualche versione di Prouols a questa parte una tipologia di traccia molto interessante che si chiama folder, cartelle. Allora, una traccia folder è, se vedete, una traccia la creiamo subito. L'idea di una traccia folder è praticamente di avere una cartella all'interno della quale organizzare visivamente le altre tracce. Una cosa che produlse era sempre mancata questa, mentre in altre do esiste da io considerate quando usavo Qubase SX3, vi parlo del 2005, tipo, già c'era. Per cui è una >> la sessione già crea le sue cartelle, >> però quelle sono le cartelle che crea all'interno del computer. Io dico all'interno della sessione per organizzare fra loro le tracce, se io volessi, per esempio, raggrupparle visivamente tutte le tracce di batteria all'interno di una cartella che posso espandere o chiudere così visivamente, ho più ordine >> vedere la finestra. Esatto. Fino a m >> Quindi è un folder di di sessione nella finestra. >> Nella sessione. Esatto. Esatto. E la traccia folder può essere di due tipi: basic folder o routing folder. Allora, una traccia di tipo basic folder è questa qui, semplicemente una traccia che serve per organizzare visivamente la sessione. Quindi all'interno di questa traccia io ci posso mettere, vediamo, vedete tutte queste tracce Midi che ho selezionato, le posso portare dentro la traccia folder con un banalissimo drag and drop. Vedete? Si evidenzia la traccia folder, le rilascio. Vedete che adesso sono annidate nella traccia folder, >> quindi nella finestra di edit. >> Sì, sì, nell'edit window si fa questa cosa. Quindi se io adesso chiudo la cartellina qui, qui sotto c'è il simbolino della cartellina che in questo momento è aperta, se io la chiudo visivamente le tracce sono sparite. Chiaramente sono sempre attive, funzionano sempre, non è che le ho rese inattive, semplicemente sono annidate qua dentro. Quando mi servono, riapro la cartella e le visualizzo di nuovo. >> Invece di chiuderle uno alla volta, le chiudi tutte quante. >> Sì, ma tra l'altro l'unico modo per chiuderle senza una traccia folder è di fare hide, quindi di nasconderle, però è molto più scomodo quando dovete andare a ripescarle. Così invece aprite la cartella e ce l'avete all'interno della cartella. Perché abbiamo fatto il due di cartello? Cioè, che senso ha? Allora, questa la traccia basic folder serve a questo. È una basic folder, quindi una semplicissima cartella in cui mettete altre tracce dentro per un discorso di visualizzazione puro e semplice. C'è invece la cartella routing folder e se vedete nella cartella routing folder di nuovo ci chiede se vogliamo che sia mono stereo, quindi già questa cosa ci fa accendere qualche >> routing. Sì, sì, sì. >> Se vedete nella cartella Routing Folder compaiono insert mandate e assegnazioni di input e output. Questo perché non solo, immaginatevi la cartella routing folder come l'unione fra una traccia basic folder, quindi anche qui dentro abbiamo tutte le funzionalità della basic folder, selezioniamo queste tracce, le annediamo dentro, le nascondiamo, le facciamo vedere. Quindi tutte le funzioni di una cartella Basic folder le ritroviamo pare anche nella cartella routing folder, ma come il nome ci suggerisce routing, abbiamo la possibilità anche di avere opzioni di routing, quindi immaginatela come un'unione fra una traccia basic folder e una traccia AUX. Quindi, se io per esempio ho tutte le mie bellissime tracce di batteria, faccio sempre esempio la batteria, ma perché è una delle cose con più microfonazioni, però prendiamo queste nostre le nostre due tracce audio qui. Queste due le mettiamo nella nostra cartella folder. Allora, messe così, queste sono semplicemente annidate qua dentro come se fossero in una basic folder. Tanto è vero che queste due tracce escono direttamente sugli output 1 e 2, ma se vedete la cartella folder ha al suo interno come input già un bass precreato che si chiama folder 1 che prende il nome del folder solitamente che voi create. Quindi se io assegno a queste due tracce come output il Bass Folder 1, adesso questa cartella non è diventata non è diventata più solo una cartella di raggruppamento di visualizzazione, ma anche di raggruppamento audio. Quindi adesso anche l'audio di di queste due tracce prima passa dalla cartella folder e poi va sull'uscita 1 e 2. Tanto è vero che se io metto un qualche plugin di processamento sulla traccia folder e mando in play, se vedete lo fa. Ma questo supera le impostazioni delle singole tracce o o quelle rimangono valide? >> Quali quali impostazioni? >> Le tracce che ho portato dentro la routing folder se avevano l'uscita su un altro bass >> rispetto a quella del del folder >> rimangono attivi oppure le impostazioni che faccio su quello? >> No, no, no. Questo >> diciamo prendere il sopravvento, >> le impostazioni che faccio in termini di plugin, per esempio, cioè se qua metto faccio la stessa operazione di processare il folder in questo senso che è semplicemente l'installatamento su un altro bass, cioè lui c'ha il suo bonder, >> quell'altro invece, per esempio, andava su su un bass diverso per qualche motivo. Ehm e rimane valida quella. Sì, sì, sì, assolutamente. Tanto è vero che per utilizzare la traccia >> per No, >> cioè se se c'è una >> volendo la posso duplicare, però se io voglio utilizzare la traccia come basic folder e quindi semplicemente come una traccia di organizzazione visiva, >> le mie tracce all'interno le lascio assegnate all'output principale. Se voglio utilizzarla come routing, allora alle mie tracce devo cambiare l'output di uscita e dare come output di uscita alle mie tracce folder 1. E quindi a questo punto è esattamente la stessa identica cosa di quando abbiamo fatto questa operazione con una traccia AUX. >> Ah, ok. Quindi non è solo semplicemente il prenderle e importarle, ma poi devo proprio andarle a modificare. >> Prenderle e importarle equivale ad un'operazione >> grafica. grafica basic folder, >> ok? >> Per raggiungere la parte di routing, diciamo, quindi devo fare devo assegnare esattamente come farei su una traccia. >> Ah, ok. Poi esiste anche un modo più rapido per fare questa cosa qui. Quindi, anziché creare la traccia folder, mandare dentro le tracce e assegnare i bass relativi e via discorrendo, noi possiamo anche fare questa bellissima opzione. Selezioniamo le tracce che ci interessa raggruppare all'interno di un folder di qualche tipo. Una volta evidenziate, clicchiamo su una di queste tracce col destro e facciamo "Move to folder". ci chiede che folder, basic o routing? Non gli diciamo routing, gli diciamo che si chiama che ne so, eh che ne so, >> Pippo 2, Pluto, dai, Pluto. Pluto ci piace più >> Pluto. Allora, Produls farà un po' di operazioni. ha creato una routing folder che si chiama Pluto, all'interno della quale ha già messo queste tracce che noi volevamo annidare e ha già dato come input a Pluto il bass che a questo punto si chiama Pluto. Quello che vi rimane da fare è assegnare e assegnare i bass. Non solo, volendo possiamo anche fare così. Cancelliamo Pluto. Clicchiamo col destro move to new folder stereo routing folder Pluto. Se spuntiamo questa opzione route tracks to new folder, oltre a fare tutte queste operazioni, darà anche in automatico come output a queste tracce il bass Pluto. In questo caso ho chiamato Pluto.1 perché Pluto l'avevamo già creato, quindi e quindi adesso bello sto programma che hanno pensato. Fantastico. >> Senti, vedo che per tirare fuori nuovamente le tracce dalla dalla folder le le prendi e le le traghi verso l'alto? Sì, esatto. Quando voi muovete le tracce, vedete che c'è una specie di puntatore che vi fa vedere dove le mettete. Così va dentro la carta.

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