Non sapevo. >> Bene, avvia la registrazione. >> Condensatore. >> Ci sono domande fin qui? No, >> il sogno che ci faccio >> Sì, a parte quelle domande di natura esistenziale alle quali purtroppo posso rispondere fino a un certo punto. >> Eh, a parte il masochismo, non mi vengono in mente altre ragioni per questere qui. Allora, ci spostiamo dai microfoni dinamici ai microfoni a condensatore. Li avete trattati già, immagino. Microfoni a condensatore, no? A grandi linee. Dai, cerchiamo di fare di trovare un punto di partenza comune. Come funziona un microfono a >> mobile? Si muove la piastra. che l'idea non è sbagliata, eh, intendiamoci. L'idea di base non è sbagliata. Allora, come funziona un microfono a condensatore? >> Si spera bene. >> Si spera funzioni innanzitutto, questo. Certo. Allora, fino ad adesso abbiamo utilizzato sempre il principio dell'induzione elettromagnetica. Adesso facciamo mh introduciamo un approccio abbastanza diverso. Allora, il nome microfono e condensatore, così come quelli a bobina mobile, insomma, hanno un nome che è di perseggio abbastanza autoesplicativo. Perché si chiamano microfoni a condensatore, secondo voi? Perché usano dei condensatori. La il trasduttore è un condensatore. >> Allora, perché il trasduttore di fatto si comporta come un condensatore. Di fatto è un condensatore. Ricapitoliamo cos'è un condensatore molto molto in superficie, eh, non ci non ci interessa entrare in un corso di elettronica. Questo cos'è un condensatore? è un componente composto delle cosiddette armature finestre metalliche, >> sì. Separate da un materiale di elettrico eh che accumula cariche su sulle sulle armature forma di di campo di campo elettrico e basta. Capacità. Perfetto, questo ci interessa. Quindi un condensatore è un componente che è formato da due cosiddette armature, quindi da due piastre, due lamine metalliche e un dielettrico. Che significa un dielettrico? bipolare. >> Sì, maleria bipolare che fa in modo frapposto fra le due lamine fa in modo che queste siano fondamentalmente isolate, non entrino a contatto fra loro, altrimenti avremo un bel corto circuito e Dio solo lo sa che succede. Ora noi immaginiamo di fare una cosa, prendiamo il nostro condensatore, ma una delle due lamine la rendiamo mobile anziché tenerle fisse tutte e due. consentendo ad una delle due lamine di muoversi, noi creiamo una variazione di capacità cosiddetta del condensatore, variazione di capacità che è inversamente proporzionale rispetto alla variazione di tensione che noi possiamo misurare ai suoi capi. Per cui che succede? Quando la membrana mobile, diciamo così, diminuisce la capacità del condensatore, crea una rispettiva tensione elettrica positiva in uscita e quando invece viene aumentata la capacità del condensatore si verifica una corrispondente tensione elettrica in ciclo negativo. Il problema grosso del condensatore qual è? rispetto a quello, rispetto all'impiego di una bobina mobile è più delicato. Sì, è più Sì, sicuramente più delicato, ma comunque non sarà mai delicato un microfono a nastro, per esempio. Quindi però qual è il grosso il grosso limite che eh caricarlo >> serve caricare il condensatore, quindi serve un'alimentazione che consenta la polarizzazione delle due armature del condensatore. Altrimenti se noi non alimentiamo in qualche modo il condensatore, se attacchiamo il cavo e ci parliamo davanti, in uscita dal cavo non avremmo assolutamente nulla. Per cui serve fornire un'alimentazione di qualche tipo a questo microfono, in modo che la capsula si possa polarizzare e che quindi possa lavorare effettivamente come un condensatore. La parte fissa del condensatore che costituisce la nostra eh diciamo il nostro blocco di trasduzione si chiama back plate. Questo imparatelo perché lo troverete più e più volte espresso da varie parti, mentre la parte mobile è sempre quello che chiamiamo diaframma, così come lo era quello attaccato alla bobina mobile del microfono a bobina mobile, perché di fatto poi si comporta come un diaframma. Salute. Come facciamo ad alimentare un microfono a condensatore? >> Phantom. >> Che cos'è la Phantom? 48. >> L'avete accennata la l'alimentazione Phantom? Che cos'è l'alimentazione Phantom? E perché è così interessante? Continua, stabile >> tutto bene? >> Sicura? >> Quindi >> la corrente continua stabile a 48 V. Una corrente continua stabile a 48 V che fa? Mi rende l'armature del condensatore pronte per essere nella >> E io come faccio a dare questa alimentazione Phantom al microfono? direttamente dal dispositivo di preamplificazione >> direttamente dal preamplificatore. La grande comodità dell'alimentazione Phantom è che non richiede alimentatori aggiuntivi. Il preamplificatore a cui attacchiamo il microfono ci consente di alimentare anche il microfono. Chiaramente ormai lo fanno quasi tutti i preamplificatori, per cui cosa facciamo noi dal preamplificatore? sullo stesso cavo >> XLR. XLR, mi raccomando, deve essere un cavo bilanciato. XLR, TRS, bantam, quello che vi pare, ma deve essere un cavo, una linea bilanciata, altrimenti la Phantom funziona. viene fatta viaggiare dal preamplificatore verso il microfono questa corrente continua che è standardizzata a 48 V che arriva al microfono e serve per polarizzare la capsula e anche per alimentare un piccolo preamplificatore interno al microfono che in realtà non serve tanto per guadagnare segnale, ma serve perlopiù per consentire di abbassare l'impedenza in uscita dalla capsula, perché l'impedenza in uscita uscita dalla capsula di un microfono a condensatore è altissima e dell'ordine dei mega. Un'impedenza così alta creerebbe un sacco di problemi anche in fase di trasporto di segnale, quindi va abbassata assolutamente è portata a quelli che sono ormai standardizzati i 200 ohm classici dei microfoni che utilizziamo oggigiorno. Quindi viene fornita questa alimentazione di 48 V sui pin sui sui cavi 2 e tre del sui conduttori 2 e3, diciamo, della linea bilanciata. che alimentano la capsula e il preamplificatore. Da quel momento il microfono agisce effettivamente come un condensatore e quindi può effettuare la trasduzione e ci ritroviamo in uscita. Il segnale. Esiste una variante dei microfoni a condensatore che sono i cosiddetti back electret. Sono microfoni la cui capsula è fatta da un materiale elettrete, per l'appunto che è prepolarizzato già. Quindi la capsula non necessita di alimentazione per essere polarizzata. Infatti sono microfoni che a volte possono essere alimentati anche con un'alimentazione più bassa rispetto alla Phantom, a volte anche con una batteria normalissima 9 V, ma anche magari un paio di aa classiche. A quel punto l'alimentazione in quel caso serve esclusivamente per alimentare il piccolo preamplificatore che c'è all'interno, non anche per polarizzare la capsula. >> Come si chiamano? Scusi. >> Elettrete. >> Infatti questi microfoni solitamente li vedete identificati come back electret. Quali sono le caratteristiche dei microfoni a condensatore? le ehm diciamo il diaframma è molto sottile. Questo per analogia un pochino anche con quello col discorso abbiamo fatto sui microfoni a nastro ci fa capire cosa >> che riprende bene i passi >> riprende bene le sorgenti deboli, riprende bene, rappresenta bene i contenuti in alta frequenza, medio alta frequenza, i transitori, tutto quello che richiede una velocità ed una mobilità molto eh molto più snella del del meccanismo di trasduzione. Anche loro hanno un rollout che però >> no, non hanno i microfoni a condensatore, non presentano il rollof tipico del dei microfoni a nastro, anzi sono, diciamo, tendenzialmente i microfoni più naturali che possiamo utilizzare. sono i cosiddetti allrounder, cioè sono i microfoni che mediamente vanno meglio nella maggior parte delle applicazioni proprio perché hanno una rappresentazione molto fedele, molto naturale, sia in termini di frequenza che in termini di inviluppo, quindi in termini proprio di come rappresentano di risposta all'impulso, se volete. Sono microfoni che hanno un livello di uscita abbastanza elevato, spesso siamo intorno ai 20 mV al Pascal, quindi necessitano anche di poca preamplificazione. Quanti >> mediamente? Una ventina, alcuni un po' meno, alcuni un po' di più. Quelli back electret solitamente hanno un livellouscita un po' più basso, intorno alla decina 8-10 mV al Pascalo, più o meno, e hanno la grande il grande vantaggio rispetto ad alcuni modelli di microfono e nastro di reggere bene anche SPL abbastanza elevati, quindi sono microfoni che nella maggior parte delle applicazioni si rivelano essere la scelta migliore o comunque il miglior punto di partenza. da cui da cui poi insomma iniziare e riprendere e fare le dovute opportune considerazioni. Poi una tipologia di microfoni non usatissima, diciamo, perlomeno non in ambito di audio professionale, ma che eh è che trovate spesso in alcuni strumenti, tipo le chitarre acustiche elettrificate e cose del genere. Sono i microfoni piezo elettrici. Avete mai sentito parlare dei microfoni piezo elettrici? Dei cristalli piezzo elettrici? Piezo elettrici che fanno i piezzo elettrici? Cosid piezono la vibrazione direttamente in >> cosa? Tradducono la vibrazione in >> Esatto. Trasducono praticamente la vibrazione meccanica di un materiale in tensione elettrica, anziché trasurre le onde sonore, come fanno la maggior parte dei microfoni. Quindi si mettono direttamente a contatto, infatti vengono chiamati anche microfoni a contatto, vengono messi direttamente a contatto col materiale. nel caso di una chitarra vengono messi direttamente a contatto col corpo della chitarra, per cui prendono le deformazioni del del materiale e la trasformano in una corrispondente tensione elettrica in uscita. non hanno una resa particolarmente eccezionale, diciamo che sono microfoni da usare in condizioni abbastanza al limite. Chiaramente minimizzate quasi all'infinito il discorso dei rientri. capite da soli che un microfono a contatto quasi sicuramente non avrà rientri dalle sorgenti circostante. Quindi se siete su un palco che suona tanto con il batterista di fianco, le casse che fanno l'audio di palco e via discorrendo, probabilmente con un pieggzo elettrico alla chitarra e un cavo attaccato avete risolto il problema. Il suono non sarà eccezionale, ma come vi dicevo in alcuni contesti non è tanto la perfezione sonora che viene ricercata, quanto più il fatto di non avere problemi. >> Portare a casa >> Esatto. portare a casa, far sentire qualcosa che non sia necessariamente rumore. Quello è già un grande risultato. Si usano però i trigger delle batterie elettroniche >> anche volendo per i trigger delle batterie elettroniche. Esatto, anche se ormai esistono dei plugin di triggering che utilizzano il segnale stesso dei microfoni, però se volete un impulso che sia anche a livello temporale un pochino qualche decimo di millisecondo più avanzato rispetto a quello che prendete con un microfono, potete usare tranquillamente un piezo come trigger. Chiaro a tutti a che serve, cos'è un trigger? Eh, una batteria lo stavo chiedendo allora. >> È qualcosa che suscita in qualche modo, cioè che la triggera, >> che triggera la batteria. Allora, quando parliamo di trigger >> parliamo Esatto. La traduzione grilletto, parliamo di qualcosa che di un segnale che viene utilizzato per riprodurre un suono nelle batterie elettroniche. Come funziona una batteria elettronica? viene io colpisco il pad della batteria elettronica, viene rilevato l'impulso che se è abbastanza forte o comunque spesso è codificato in multilayering, quindi a seconda di quanto forte colpisco il pad, quel colpo viene tradotto in un impulso che fa riprodurre un suono di batteria. quell'impulso, quel diciamo quel quell'insieme di eh generatore di impulso impulso viene chiamato trigger. Solitamente il triggering fatto attraverso dei piegzi elettrici, quindi io colpisco il pad, il piezzo attaccato al pad percepisce la deformazione, crea una tensione che a seconda della del valore di tensione farà riprodurre ad una centralina di generazione sonora un suono che sia corrispondente ad un suono di batteria colpita più leggera o colpita più forte. Però comunica sempre con il trigger oppure >> chi comunica col trigger >> c'è il piezzo. >> Il piezzo è il trigger di fatto. >> Ah, è il trigger. Ok, questo >> è il trigger. Questo impulso comunica poi chi è deve comunicare chiaramente con un qualche apparato di generazione sonora che riproduce il suono del rullante, del tom, della cassa, quello che sia. Il triggering si può fare anche in post produzione. No, voi potete tranquillamente prendere la traccia registrata del vostro rullante e utilizzare un software, un plugin apposito che in corrispondenza quando rileva il colpo, quindi impostate una soglia, quando questa soglia, quando il colpo supera questa soglia, viene riprodotto un suono di rullante, un suono di tom, un suono di cassa o quello che sia, una cosa molto molto utilizzata in alcuni generi. cominciamo a vedere qualche microfono, qualche real life microphone. Ma io parto da questo perché eh diciamo un microfono di una rilevanza storica indiscutibile che è il Neuman U47. Neuman è un'azienda tedesca storica che eh è stata anche molto pionieristica. Georg Neyan è stato un grande pioniere della eh della progettazione dei microfoni e soprattutto microfoni a condensatori. Ed è un microfono l'U47, quindi adesso vedremo che parleremo di due modelli U47 e U48. Parliamo dell'U47. L'U47 è un microfono che ha pattern polare variabile fra cardioide e omnidirezionale. Voi direte, in che senso pattern polare variabile? Che vuol dire? Allora, alcuni microfoni consentono di avere un pattern polare variabile, quindi potete scegliere voi con quale pattern polare utilizzare il microfono. Come fa un microfono a condensatore, come in questo caso? ad avere un pattern polare variabile. Secondo voi, chiudendo io della capsula per far diventare l'idea non è sbagliata. Allora, intanto dobbiamo capire come effettivamente facciamo a introdurre il gradiente di pressione. Allora, noi abbiamo detto quando parliamo di microfoni è gradiente di pressione, parliamo di microfoni la cui capsula è esposta. Continuate voi. Luqu capsula esposta >> gradiente di pressione. >> Gradiente di pressione, >> cioè entrambi i lati del diaframma. >> Esatto. Sia frontalmente sia posteriormente alle onde sonore. SM57 per esempio. Andiamo un attimo avanti. Oppure questo qui noi manca M14. Secondo voi come facciamo a far sì che il microfono sia esposto nella parte posteriore alle onde sonore? Cioè che la capsula del microfono sia esposta posteriormente alle onde sonore. >> Queste queste feritoie che vedete qua servono proprio a questo, quindi a far sì che il suono possa entrare e presentarsi posteriormente alla capsula. Quindi alcuni microfoni realizzano il gradiente di pressione a livello meccanico. Poi queste feritoie è il percorso che le onde sonore devono fare per arrivare posteriormente. sono studiate proprio per cercare di dar vita ai pattern polari, quindi non seguono percorsi a caso, non è che ci sono le feritoiei e basta, di solito seguono dei percorsi ben studiati per far sì che arrivino con un ritardo tale da rispettare, da dare vita ad un determinato pattern polare. Questa cosa però noi la possiamo fare non solo meccanicamente, vien da sé ovviamente che se io per qualche ragione tappo queste feritoie che succede? >> Diventa diventa un microfono a pressione a tutti gli effetti, quindi diventa omnidirezionale. Vi siete mai chiesti per quale ragione quando siete su un palco e date l'SM58 al cantante e mi date un attimo l'S58? Me lo prendete un attimo, per favore? Sta nell'ultimo cassetto, credo. Prossima vittoria >> è sparito. >> Non è l'ultimo cassetto, >> eh? Non c'era in basso, >> di solito c'era. >> Eh, no, ci sono due >> Non c'è più. Vabbè. Faremo, >> useremo l'immaginazione. >> C'è anche l'armadio. L'ultima volta l'aveva. Vabbè, non fa niente. >> Useremo l'immaginazione. Può essere questa casa di >> questi >> Sì. >> Fa niente, tranquilli. Eh, cioè >> niente, >> fa niente, non c'è più l'SM58. Questo è il nostro microfono. Ok, avete fatto Non so se soprattutto chi di voi ha avuto a che fare un pochino con l'ambito live o come musicista o come diciamo nella parte tecnica. Se ci fate caso, molto spesso quando date il microfono a un cantante, a una cantante e lo prendono con la mano in corrispondenza della cupola dell'S58, quindi facciamo finta pure un 57. Quindi, se lo prendete così, con la mano molto vicina a la parte al diaframma, la parte esposta alla voce, sentirete che molto spesso sul palco si comincia ad innescare l'effetto l'arsen, cioè appena lo prendete più a ridosso del diaframma si cominciano a sentire i primi fischiettini che partono. Ora dovrebbe essere abbastanza chiaro il perché succede questa cosa. Perché >> diventa direzionale >> perché diventa omnidirezionale >> per cui noi senza accorgercene mano che lo teniamo sempre più vicino al diaframma stiamo chiudendo le feritoie che determinano la direzionalità, stiamo annullando il gradiente di pressione, lo stiamo portando ad essere un microfono a pressione. Come abbiamo detto, microfoni omnidirezionali sono molto più sensibili all'innesco dell'effetto Larsen, perché ovviamente l'effetto Larsen che si crea per un loop causato dal fatto che il microfono riprende se stesso che esce da una cassa e via discorrendo si amplifica e quindi si crea questo innesco. Appena lo sentite e vedete che il cantante fa così ditegli "Metti la mano un po' più giù". paradossalmente vogliamo fare il contrario perché voglio >> Esatto. Sì, come molto spesso, questa è una cosa che a voi capita raramente di vedere, ma per me che ho a che fare col mondo della televisione, molto spesso i conduttori quando magari eh sono in onda ma non inquadrati e devono parlare spesso tendono a fare questo sul microfono, quindi a chiudere il microfono con la mano, convinti che questa cosa serva per non far sentire quello che viene detto. In realtà non si rendono conto che a parte tutto il il macello che viene fatto muovendo il con la mano che meccanicamente si muove sul microfono, quindi tutto il che si sente, stanno ottenendo il risultato esattamente contrario, cioè stanno rendendo il microfono omnidirezionale e quindi più sensibile in termini proprio di di quanto sono capta rispetto alla direzionalità. Chiaro? Quindi questo è un modo con cui possiamo creare la direttività, introdurre la direttività, quindi fare in modo che venga si venga a creare il gradiente di pressione. Lo possiamo fare in un altro modo, anche in questo caso, se ci fate caso per l'appunto, scusate il gioco di parole, questo microfono non ha meccanismi per incanalare il suono verso il retro della capsula. Questo è un microfono side addressed, quindi è così. Qua c'è la parte anteriore e qua c'è la parte posteriore. C'è una griglia davanti che noi possiamo tranquillamente rimuovere, quindi il microfono già di per sé è esposto frontalmente e posteriormente senza nessun tipo di percorso studiato per il segnale. Quindi come fa questo microfono ad avere di per sé un pattern polare e soprattutto come fa ad avere un pattern polare variabile? L'idea è molto semplice, eh? L'idea che c'è alla base è molto semplice, >> quindi di conseguenza andrà a giocare sui radienti di pressione. >> Quello per forza. Il fatto che sia direttivo di per sé implica c'è lo >> scotch una che mi va a chiudere iini. C'è c'è una levetta che mi fa cambiare indubbiamente il pattern, ma non chiude forellini perché non ci sono. Cioè, >> voi dite chiude meccanicamente forellini che dalla parte dietro, no? >> Il dinamico sì sul condensatore va interagire della capsula. Volte c'ho anche due capsule diverse condensatore. >> L'idea è esattamente di avere una configurazione cosiddetta back to back, quindi di avere diaframma back electret comune diaframma. Quindi avere in realtà la capsula con doppio diaframma da un lato e dall'altro. A seconda di come alimentiamo e polarizziamo il diaframma posteriore otteniamo un microfono cardioide, quindi se il diaframma posteriore banalmente è spento, oppure a seconda di quanto e come lo alimentiamo, può diventare bidirezionale, può diventare omnidirezionale, può diventare figure intermedie. Questo microfono in generale quando trovate pattern polari variabili su microfoni e a condensatore vengono realizzati in questo modo, quindi vengono realizzati elettricamente, non vengono realizzati meccanicamente. L'U47 è un microfono che ha il pattern variabile fra omnidirezionale e cardioide, l'U48 fra cardioide e bidirezionale. hanno chiamato 48 anche perché dal ricorda rimanda il il discorso della figura dai D8, quindi il fatto di avere anche pattern bidirezionale. >> Vediamo la risposta in frequenza. Risposta in frequenza non linearissima. Intanto vediamo prima cosa che la risposta in frequenza cambia un pochino se lo mettiamo in omnidirezionale o se lo mettiamo in cardioide. Questa è una cosa normale perché comunque il fatto di avere la il diaframma posteriore alimentato chiaramente ha anche un impatto su quello che il microfono ci restituisce in termini di frequenze. Vediamo che considerando quello cardioide, che poi è la maggior parte il 90% dell'impiego dei di microfoni di questo tipo, vediamo che rappresenta questo microfono è lineare più o meno fino ai kHz, dopodiché da lì in poi inizia a presentare un boost anche abbastanza significativo. quasi 5 dB sia in gamma medio alta sia intorno ai 10 kHz, soprattutto questa parte qui, quindi questo boost intorno ai 2005 3000 è una caratteristica peculiare di questo microfono, motivo per cui è un microfono molto utilizzato sulla voce. considerate che era il microfono usato sulla voce, che ne so, di Frank Sinatra, ma della maggior parte delle registrazioni, soprattutto nell'ambito rock, che avrete sentito negli ultimi 50 anni, 60 anni, non lo so. Ed è molto molto peculiare la questa caratteristica. è un microfono che al suo interno ha ovviamente, come tutti i microfoni a condensatore, un preamplificatore che però è a valvole perché parliamo di tecnologia molto molto vecchia. Tanto è vero che questo microfono, così come altri, non viene alimentato tramite Phantom Power, ma ha praticamente un suo alimentatore che sembra una valigetta, per cui voi attaccate il cavo all'alimentatore, che è un cavo speciale, solitamente un cavo a 9 pin o a 7 pin che collega il microfono al suo alimentatore in modo da fornire il microfono, l'alimentazione e portare dal microfono verso l'alimentatore il segnale. Dopodiché in uscita da questa valigetta, da questo alimentatore, avete il classico segnale audio sul cavo su sheet XLR. Sono microfoni che non necessitano di alimentazione Phantom, questi qui, quelli valvolari, quindi quelli che hanno il pramplificatore interno valvolare. un po' vediamo un po' di caratteristiche per quanto riguarda
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